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Bergamaschi: pubblicità e restauri, l'appello delle concessionarie

Bergamaschi, esponente di Agiar (Associazione concessionarie grandi impianti), intervenuto al convegno 'Milano nei cantieri dell’arte' sottolinea la difficoltà delle concessionarie per via di canoni di affitto eccessivamente alti e restrizioni finanziarie. "Raccogliamo l’appello del Sindaco Moratti alla collaborazione:  apriamo un tavolo permanente di concertazione tra concessionarie, imprese di restauro, Comune e Soprintendenza".
"Di questi tempi di bilanci magri sia per le aziende che per gli enti pubblici, la pubblicità sui cantieri è una leva insostituibile per consentire l’afflusso di risorse finanziarie alle operazioni di recupero monumentale".  Da questo dato di fatto muove il ragionamento svolto da Agiar (Associazione concessionarie grandi impianti), che raccoglie le principali aziende operanti nel settore dei maxi teli a Milano per un fatturato complessivo di oltre 40 milioni di Euro nel 2008.

La pubblicità in questi anni ha consentito il restauro di numerosi beni monumentali: ricordiamo tra tutti Palazzo Marino - prima operazione del genere negli anni ’90 - i Caselli Daziari, Palazzo Reale, le Mura Spagnole, Santa Maria delle Grazie. Altri lavori sono in corso come l’Arco della Pace, l’Arengario e Palazzo Litta. Altri dovranno partire a breve come la statua di Vittorio Emanuele in Piazza Duomo e il Palazzo Giureconsulti in Via Mercanti. Agiar stima che dal 2000 ad oggi il valore delle opere realizzate su immobili monumentali di proprietà pubblica nella sola Milano grazie alla pubblicità superi ampiamente i 30 milioni di Euro. Se si considerano anche gli immobili di proprietà privata si superano i 100 milioni di Euro.

Nonostante ciò i problemi sul tappeto restano numerosi. “Sulla necessità della pubblicità - ha precisato Lucio Bergamaschi, esponente dell’associazione intervenuto alla presentazione del convegno 'Milano nei cantieri dell’arte' - tutti a parole sono d’accordo ma poi nei fatti ci scontriamo quotidianamente con una miriade di difficoltà che rendono difficile se non impossibile il nostro lavoro. Le proprietà edilizie (pubbliche e private) non sembrano rendersi conto della crisi della pubblicità (meno 40% nei primi 7 mesi dell’anno) e pretendono canoni di affitto del tutto irrealistici e insostenibili. Le difficoltà finanziarie aumentano tra banche che restringono l’accesso al credito e clienti che allungano sempre più i pagamenti.

"Il Comune - prosegue Bergamaschi - non è ancora riuscito ad allineare le procedure di rilascio delle occupazioni suolo pubblico con quelle pubblicitarie mettendo a rischio la partenza di ogni nuova esposizione. Così noi perdiamo fatturato e il Comune perde gettito. Vogliamo continuare a dare il nostro contributo al restauro dei monumenti e al miglioramento complessivo dell’immagine della nostra città: consentiteci di farlo. Raccogliamo dunque volentieri l’appello alla collaborazione lanciato oggi dal Sindaco Moratti: apriamo al più presto un tavolo di concertazione sul tema dei restauri tra concessionarie, imprese di restauro, Soprintendenza e Comune. In tal modo potremo restaurare tutti i principali monumenti della città entro il 2015 senza costi per la collettività".

"Recentemente - ha concluso Bergamaschi - Agiar ha incontrato l’assessore alla partita Maurizio Cadeo che ha assicurato il suo interessamento per risolvere queste problematiche. Ci auguriamo che alle parole seguano i fatti altrimenti molte delle nostre aziende saranno costrette a chiudere con un danno diretto in termini di posti di lavoro e indiretto per il decoro della città.