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Bridge (Yahoo!): Italia avanti nell’integrazione mobile-pc. Koenigsberg (Columbus): dal digitale il 45% in 5 anni
spiega: “Da quando Marissa Mayer è diventata ceo ha dato una svolta molto decisa focalizzando l’attenzione di Yahoo! sul mobile. Negli ultimi 3/4 mesi abbiamo proposto infatti alcuni prodotti incredibili in quest’area: una nuova app per Flickr, una per il Meteo, una dedicata all’email e una nuova home page per la mobile app di Yahoo! (negli Stati Uniti). La ragione di tutto ciò è il grande cambiamento che vede protagonisti i consumatori, sia giovani che anziani, che come mostrano tutti i dati e le ricerche utilizzano sempre di più il mobile. Alla crescita degli utenti corrisponde un’analoga reazione degli investitori pubblicitari, che sempre di più utilizzano questo mezzo per ingaggiare il proprio target”.
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Come useranno questi nuovi mezzi mobili le aziende?
Per il manager in molti modi: "La search gioca sicuramente un ruolo molto importante. C’è anche un trend emergente - e che ritengo avrà un grande sviluppo - relativo a quelli che si definiscono ‘native ads’, cioè annunci che appaiono all’interno dei flussi di contenuti e di informazioni. Negli USA Yahoo! ha lanciato in grande stile un suo prodotto dedicato ai native ads proprio la settimana scorsa. L’area del Display advertising è cambiata moltissimo nel corso dell’ultimo anno, e sia i clienti che le agenzie stanno cominciando a utilizzarlo, producendo annunci di alta qualità che comprendono elementi come social, geolocalizzazione e siti ottimizzati per il mobile da cui far partire le esperienze degli utenti. Anche sul fronte dei tablet si cominciano a vedere creatività brillanti, che tengono in considerazione il fatto che l’esperienza d’uso del tablet è più ‘rilassata’ di quella dello smartphone, più orientata alla ricerca. Inoltre, tutto ciò è sempre più integrato nel media mix, e questo è un aspetto chiave".
Relativamente al cambiamento dell’atteggiamento delle aziende nei confronti dell’investimento in comunicazione e alla percentuale che sarà investita in mobile adv Robert Bridge dihiara: "I numeri, chiaramente, variano di paese in paese. Negli Stati Uniti c’è ancora una quota non proporzionale di denaro investita sui mezzi tradizionali come la stampa o la televisione rispetto al comportamento degli utenti e al tempo che questi dedicano ai diversi media. Per esempio, e mi riferisco sempre agli USA, gli investimenti sulla stampa sono ancora abbondantemente superiori a quelli sul mobile nonostante le persone trascorrano molto più tempo sui loro device mobili di quanto non ne dedichino alla lettura. Ciò è destinato a cambiare, e in America e negli altri paesi più sviluppati il cambiamento è già iniziato. Ma ci sono anche paesi, l’India è un esempio, dove gli utenti trascorrono più tempo su Internet via mobile che mediante il pc: e questo dimostra che il cambiamento è in corso".
E sul nostro Paese il manager conclude: "L'Italia è uno dei mercati in cui il mobile è dominante. Sembra che la maggior parte delle persone non ne abbia uno solo ma due! Per Yahoo! è uno dei mercati più interessanti e uno dei più appetibili di tutta Europa, proprio perché aziende e agenzie stanno creando campagne effettivamente integrate, destinate sia al pc che al mobile. Mi sembra che questo rifletta la natura dei consumatori italiani e il modo in cui stanno cambiando. L’Italia, del resto, è un paese molto ‘sociale’: di conseguenza si vedono molte campagne che stimolano l’attività social e lavorano in modo integrato alle campagne display. Come ho detto, credo che sia un riflesso di come sono fatti i consumatori italiani: vi piace chiacchierare e certamente il telefono mobile è una parte centrale della vostra vita."
Ai nostri microfoni anche il presidente di Columbus Media International Bill Koenigsberg, già chairman di Horizon Media, l’agenzia media indipendente nord americana che, da sola, amministra ben 4,5 miliardi di dollari.
Mai come in questo momento, afferma Koenigsberg, il valore dell’indipendenza è vincente nei confronti dei clienti i quali vogliono attenzione, servizio, e talenti professionali esperti a loro dedicati. Al contrario, le holding company quotate in borsa sono soprattutto impegnate a rendere conto e ragione ai propri azionisti del conto economico distogliendo l’attenzione dall’obiettivo primario: la cura dei clienti e dei suoi marchi.
Gli imprenditori hanno invece una visione più a lungo termine, ed è per questo che le sigle aderenti a Columbus Media International stanno rosicchiando quote ai grandi network, costituiscono una valida alternativa e, grazie alla loro presenza diffusa a livello internazionale, possono assistere i propri clienti nei diversi mercati ai quali intendono rivolgersi. Inoltre possono competere sul fronte tecnologico e della negoziazione nell'acquisto dei mezzi.
Per quanto riguarda le previsioni sull'andamento dl mercato il 2013 si chiuderà con un incremento complessivo del 2 o del 3%, con una crescita maggiore, ovviamente, nei paesi emergenti.
Altro argomento chiave la digitalizzazione, vero trend trainante grazie alla crescita dei device mobili e all'utilizzo simultaneo dei diversi media: televisione, tablet e smartphone.
Al momento il digitale rappresenta il 20-25% degli investimenti che transitano attraverso Columbus. Una percentuale che arriverà al 40-45% nei prossimi cinque anni.
Salvatore Sagone

