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Con il Gruppo Giglio la televisione italiana sbarca in Cina

Grazie a un accordo strategico ed esclusivo siglato dall’editore italiano di canali digitali presente in 35 Paesi e la Cibn China International Broadcasting Network (Gruppo Cri), uno dei maggiori broadcaster radio-televisivi cinesi di proprietà del governo, la televisione italiana sbarca in Cina.
La televisione italiana sbarca in Cina grazie a un accordo strategico ed esclusivo siglato dal Gruppo Giglio, editore italiano di canali digitali presente in 35 Paesi, e la CIBN-China International Broadcasting Network (Gruppo CRI), uno dei maggiori broadcaster radio-televisivi cinesi di proprietà del governo.

3 canali monotematici dedicati all’Italia accessibili da ogni device per oltre 150 milioni di cinesi
L’accordo prevede la realizzazione di 3 canali tematici “made in Italy” che per la prima volta offriranno una vetrina di eccezione per promuovere il prodotto italiano nei confronti di centinaia di milioni di consumatori cinesi, e con essi la passione per l’Italia, il suo gusto, i suoi sapori, le tradizioni, la storia, la sua bellezza. L’iniziativa segna inoltre l’ingresso dell’industria italiana dell’audiovisivo fino ad oggi non è presente in quel mercato. I canali saranno visibili su tutto il territorio cinese e saranno accessibili da tutte le tecnologie digitali: satellite, cavo, iptv, web, mobile e tablet attraverso una piattaforma integrata che già oggi raggiunge oltre 150 milioni di utenti.

Giglio, ad oggi l’unico editore televisivo italiano autorizzato a trasmettere sul territorio cinese
Il Gruppo Giglio, proprietario dei canali monotematici Music Box, Yacht & Sail, Play me, Acqua e il network globale Nautical Channel, con questo accordo è l’unico editore italiano autorizzato in via esclusiva a trasmettere sul territorio cinese. Curerà la composizione e la gestione dei contenuti, i palinsesti ed il supporto editoriale e tecnico. Affiancherà inoltre la Concessionaria pubblicitaria di Stato per la promozione in Cina degli spazi commerciali all’interno dei canali.

CIBN, l’operatore nato per sviluppare la televisione del futuro e aprire la Cina al mondo
Fondata nel 2011 e di proprietà del colosso China Radio International, CIBN è uno dei tre maggiori operatori televisivi cinesi ed è leader nel settore Satellite/OTT/IPTV (Over the Top e Internet Protocol TV). Nata con l’obiettivo di aprire la Cina al mondo e il mondo alla CINA favorendo la transizione verso il Multimedia 2.0, CIBN offre canali interattivi multilingue sia free che in pay per view e on demand. La piattaforma che ospiterà i canali di Giglio Group ha caratteristiche di fruibilità dei contenuti e funzionalità di interazione con l’utente all’avanguardia.

Tra i contenuti, moda, food, arte, viaggi, sport fino alla musica della Scala e le fiction CentoVetrine e Passioni
Molto ricca l’offerta dei contenuti dei canali, accessibili anche in chiaro. Dal backstage delle sfilate di moda, al food e ai segreti dei grandi chef italiani; dalle produzioni musicali del Teatro alla Scala di Milano, al meglio del design contemporaneo; dal mondo dei viaggi e del lusso, allo sport fino alle fiction televisive di successo come CentroVetrine e Passioni.

Accanto a Giglio, alcuni tra i principali produttori italiani di audiovisivo
Allo sviluppo del progetto parteciperanno con apporti diversi anche un pool di 6 partner di cui fanno parte alcuni tra i principali produttori italiani di audiovisivo, oltre ad operatori licenziatari di alcuni contenuti. Classica Italia (concerti di musica classica, spettacoli musicali e balletti); Delta TV programs (Cento Vetrine e Passioni); Federazione Motociclistica Italiana-Civ (Campionato Italiano di Velocità); Futura Produzioni televisive (That’s fashion, Lives in fashion, M.O.D.A e altri), LT Multimedia (vari programmi di viaggio, arte, lifestyle, cucina e viaggi-avventura) e Wige (Campionato Superstars International series).

I canali saranno operativi da luglio e destinati anche al mercato indonesiano
La messa in onda della piattaforma è prevista a partire da luglio 2013. I canali saranno continuamente implementati con nuovi contenuti così che altri operatori dell’audiovisivo italiano si potranno affiancare al primo nucleo di imprese coinvolte. La partnership interesserà anche il mercato dell’Indonesia a breve raggiunto dalla piattaforma CIBN.

“Abbiamo voluto questo progetto innanzitutto per offrire un’opportunità unica alla promozione del nostro Paese, sicuramente attraente per i cinesi ma ancora in molta parte sconosciuto al grande pubblico. Mi piace immaginarmi come un novello Matteo Ricci, che è stato il più grande mediatore culturale tra i 2 Paesi e primo occidentale ad entrare nella città proibita - ha dichiarato Alessandro Giglio (in foto), amministratore delegato e maggiore azionista del Gruppo Giglio - Per noi questo risultato corona una strategia di innovazione tecnologica e di presidio internazionale che perseguiamo da anni e che ci ha permesso di farci trovare preparati per un’operazione di questa portata”.

“Giglio è il partner migliore per CIBN e con cui condividiamo lo stesso obiettivo di sviluppare il mercato cinese e asiatico - ha commentato Rain Meltzer, Head of Business devolopment Department di CIBN - Come operatore leader in Europa in grado di offrire una programmazione televisiva di respiro internazionale e un’ampia scelta di fiction, concerti, eventi sportivi e grandi avvenimenti legati alla moda, al lusso, all’arte e al design, Giglio potrà arricchire di freschezza e novità la “viewing experience” dei telespettatori cinesi desiderosi di conoscere di più il mondo. Nei prossimi anni CIBN diventerà il principale fornitore di contenuti in Cina. Giglio Group sarà parte di questo successo”.

“Con un mercato interno in continua espansione, sia a livello consumer sia a livello corporate, è fondamentale oggi per le imprese italiane riuscire a comunicare efficacemente al proprio target cinese - ha affermato Mario Zanone Poma, vice-presidente di Fondazione Italia-CINA - Il CeSIF (Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina) rileva come negli ultimi due anni il giro d’affari del solo settore della pubblicità in Cina è raddoppiato, passando da 234,05 a 469,8 miliardi di yuan (da 28,92 a 57,96 miliardi di euro). La Fondazione Italia Cina non può dunque che appoggiare simili iniziative”.

MG