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Cresce l'uso dei nuovi mezzi, ma gli investitori preferiscono la tv
Dopo un periodo di stasi, quest'anno le aziende stanno tornando a investire in televisione. Lo dimostra il fatto che, come riporta AdAge, il valore dell'advertising sulle reti dei 5 broadcaster degli USA nel 2011 dovrebbe attestarsi tra gli 8,8 e i 9,3 mld di dollari, mentre nel 2010 era compreso tra i 8,1 e gli 8,7 mld. Di conseguenza, aumentano i prezzi. Ma siamo sicuri che i consumatori stiano ancora così tanto davanti alla tv?
Per un certo periodo, complice anche la crisi, le aziende hanno provato a 'snobbare' la tv affidandosi ad altri mezzi per veicolare i loro messaggi pubblicitari, scelta che forse per alcuni ha determinato una perdita di quota di mercato. Ma l'amore per la televisione è duro a morire e ora gli investitori stanno facendo marcia indietro, tornando a pianificare spot sui principali network. Lo dimostra il fatto che, come riporta oggi, 10 giugno, AdAge, il valore dell'advertising sulle reti dei 5 broadcaster degli USA nel 2011 dovrebbe attestarsi tra gli 8,8 e i 9,3 miliardi di dollari, mentre nel 2010 era compreso tra i 8,1 e gli 8,7 miliardi. Un aumento piuttosto considerevole, anche se non riesce comuque a raggiungere i 9,5 miliardi di dollari del 2004.
Tra i settori che al momento dimostrano maggiore interesse a investire in televisione sono da annoverare l'automotive, il retail e i ristoranti, e stanno ritornando in tv anche gli operatori della finanza. Come riporta AdAge, le aziende naturalmente prediligono pianificare durante i grandi eventi televisivi. Solo per citar eun esempio, si annunciano già importanti le vendite degli spazi su NBC per le Summer Olympics e il Super Bowl del 2012, basti pensare che per quest'ultimo sono stati già venduti tra il 65% e il 75% degli spazi.
Il rinnovato interesse verso la pianificazione televisiva determina un incremento dei prezzi, che sta interessando in generale quasi tutti i grandi network statunitensi e provoca di riflesso un aumento della spesa globale in advertising.
A questo punto però resta una questione da risolvere, come mette in luce l'articolo di AdAge: oggi è molto più difficile catturare l'attenzione dei consumatori, che si dividono tra la fruizione di video online, i device mobili e il social networking, giusto per citare alcuni fattori, dunque siamo sicuri che investire in spot televisivi sia davvero efficace?
Come emerge da alcune indagini effettuate da Nielsen, l'americano medio guarda 34 ore e 39 minuti di tv alla settimana, ma i ragazzi tra i 12 e i 17 anni si siedono davanti al televisore solo per 23 ore e 41 minuti alla settimana, mentre si dedicano con sempre maggiore assiduità alla fruizione di video in mobilità. Un'indicazione di come per parlare con le generazioni future la tv può non essere la soluzione migliore.
SP

