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Eduardo Montefusco (RDS): la radio, mezzo solido e sempre più digitale

A commento dei dati Audiradio relativi al quarto bimestre 2009, il presidente di RDS ha dichiarato: "Sono tre le principali considerazioni degne di nota nell’osservare i dati: la solidità del comparto, il declino degli ascolti delle reti Rai e la simbiosi con i media digitali che contribuiscono sempre più a fortificare gli ascolti e la community della radio, dandole nel contempo una prospettiva evoluzionistica e moderna".
A commento dei dati Audiradio relativi al quarto bimestre 2009, Eduardo Montefusco (nella foto), presidente di RDS, ha dichiarato: "Sono tre le principali considerazioni degne di nota nell’osservare i dati di questo quarto bimestre 2009. La prima è quella relativa alla solidità del comparto per ciò che concerne gli ascolti: la radio in Italia è ascoltata costantemente da oltre 39 milioni di persone. Un dato di gran lunga superiore agli ascolti della televisione e che conferma un assunto ormai storico, e cioè che la radio è effettivamente la compagna quotidiana degli italiani. Il settore radiofonico è ormai un punto fermo indiscutibile nel decadente e instabile mondo dei media classici. Un’indicazione importante sia per il mercato sia per i pubblicitari che, in questi tempi difficili, possono contare su uno strumento sempre più efficace, affidabile ed economico".

"La seconda considerazione  - ha continuato Montefusco - riguarda purtroppo il declino degli ascolti delle reti Rai che dall’inizio dell’anno hanno perso complessivamente un altro milione di ascoltatori. Mentre fino a qualche tempo fa era possibile una comparazione tra gli ascolti delle tre reti pubbliche e i primi tre network nazionali, oggi non è nemmeno più possibile paragonarli: a fronte dei poco più di 11 milioni di ascolti complessivi Rai le prime tre radio nazionali commerciali contano 15 milioni e mezzo di ascoltatori. Un risultato ottenuto da imprese snelle, efficienti e progredite, in grado di competere al medesimo livello della nostra grande struttura pubblica. Un vero trionfo del made in Italy".

Il terzo ed ultimo elemento degno di considerazione, in questo ciclo di vita della radio e che ne motiva in parte lo stabile e costante successo - ha concluso Montefusco - è la simbiosi straordinaria con i media digitali che contribuiscono sempre più a fortificare gli ascolti e la community della radio, dandole nel contempo una prospettiva evoluzionistica e moderna. L’aumento medio della durata d’ascolto che la radio registra in quest’epoca è dovuta infatti proprio allo sviluppo dei numerosi device tecnologici con cui mantenere sempre il 'contatto' con gli ascoltatori. I numeri in costante crescita che raccogliamo sul nostro portalewww.rds.it e le numerose iniziative da noi prodotte in campo 'mobile' ne sono una validissima testimonianza".

SP