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Fieg: la carta stampata resiste alla crisi. Per la filiera, fatturato 2011 a 36 mld (+2,2%)

La Filiera Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione che impiega quasi 800mila addetti, risente del difficile periodo economico e rallenta la sua crescita come emerso nell'incontro organizzato oggi a Roma dalla Fieg a Roma. Un'occasione per riflettere sul tema del presente e del futuro dell'editoria e della carta stampata, sul quale si è espresso anche Giulio Anselmi, pres.Fieg, che ha dichiarato: “I giornali restano il più importante strumento a disposizione dei cittadini per capire, scegliere e ri-conciliare, al tempo di internet, valori e conoscenza”.

Più di 36 miliardi di euro di fatturato nel 2011 e quasi 800mila addetti, tra impiegati diretti e dell'indotto. Questi i numeri del comparto Filiera Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione che sono usciti dal convegno su 'Presente e Futuro della carta e dell'editoria' organizzato oggi, 15 febbraio, a Roma, dalle associazioni del settore.

“Il fatturato della filiera nel 2011 ha registrato una crescita ( 2,2% rispetto al 2010) molto ridotta rispetto a quella media dell’industria italiana ( 5,8%), evidenziando il momento di particolare difficoltà attraversato. Le dinamiche dei principali aggregati del comparto, in recupero nel corso del 2010, dopo i forti cali del biennio 2008-2009, hanno subito una battuta d’arresto dall’estate scorsa, in conseguenza dell’acuirsi della crisi economico-finanziaria con alcuni settori, in particolare quello editoriale, che hanno registrato riduzioni dei valori di fatturato.

Lo confermano i dati raccolti dalle Associazioni industriali che della filiera sono parte: Acimga (produttori di macchine grafiche); AIE (editori di libri); ANES (editori di periodici specializzati); ARGI (distributori di macchine, sistemi e prodotti grafici); ASIG (stampatori di giornali); Assocarta (industriali della carta); Assografici (industrie grafiche, cartotecniche e affini); FIEG (editori di quotidiani, periodici e agenzie di stampa).

Per Alessandro Nova, dell’ Università L. Bocconi, che ha presentato i dati (vedi documento allegato),  la filiera ha visto attenuarsi gli aspetti di continuità e stabilità nella crescita che ne avevano caratterizzato lo sviluppo fino al 2008. Le imprese della filiera - ha concluso Nova - devono poter tornare a livelli di redditività adeguati a garantire investimenti per migliorare ulteriormente la loro competitività e per questo sono necessarie misure volte, da un lato, a sostenere la domanda e, dall’altro, a migliorare l’offerta quali:

- la detassazione della spesa per l’acquisto di libri, di abbonamenti a quotidiani, periodici e servizi di agenzia di stampa;
- il credito d’imposta per gli investimenti delle imprese del settore e per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa di libri e giornali;
- il sostegno alla modernizzazione della rete delle edicole e della distribuzione dei giornali;
- interventi per l’innovazione e l’industrializzazione dei servizi e l’adeguamento tecnologico delle aziende.

Anche se nel 2011 è proseguito il trend negativo del settore ‘Stampa’, che risente della crescente concorrenza di altri mezzi di comunicazione / informazione, non ultimo del calo degli investimenti pubblicitari e della loro contestuale migrazione verso i mezzi radiotelevisivi, il presidente Fieg Giulio Anselmi (nella foto), lancia un messaggio positivo :  la crisi sta testimoniando la forza della carta stampata che non è ancorata ai vecchi modelli di business. “Appropriandosi di forme e tecniche nuove i giornali” - ha sostenuto Anselmi, - i giornali sono stati capaci di consolidare il loro ruolo storico, rispondendo alle esigenze di un contesto sociale e culturale in continua evoluzione. Lo confermano i circa 25 milioni di lettori di quotidiani e i 33 milioni di lettori di periodici. Ma ne sono conferma ancora più significativa - ha continuato il presidente della Fieg - la percentuale di utenti dei siti web dei quotidiani che nel 2011 hanno rappresentato circa il 50% dell’utenza complessiva di internet”.

“L’odore della carta stimola il pensiero” ha dichiarato Anselmi. “I giornali - ha aggiunto Anselmi - restano il più importante strumento a disposizione dei cittadini per capire, scegliere e ri-conciliare, al tempo di internet, valori e conoscenza”.