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Gruppo l'Espresso: nei primi nove mesi pubblicità in calo del 10% (342,4 mln) e utile a -36,2%. Internet a +14,3%

Il gruppo L’Espresso  nei primi nove mesi del 2012 ha registrato un utile di 26,4 mnl  (-36,2%) e ricavi consolidati per 594 mln (-9,1%) La flessione è dovuta alla contrazione dei ricavi pubblicitari, derivante dall'andamento del mercato, ed alla riduzione dell'attività nel segmento dei prodotti collaterali  La stampa cala del 14,2% e la radio del 6,7%. Molto positiva l'evoluzione della pubblicità su internet.
Il gruppo L’Espresso ha registrato nei primi nove mesi del 2012 un utile di 26,4 milioni (-36,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) e ricavi consolidati per 594 milioni (-9,1%).

Tale flessione è dovuta alla contrazione dei ricavi pubblicitari, derivante dall'andamento del mercato, ed alla riduzione dell'attività nel segmento dei prodotti collaterali. I ricavi diffusionali di Repubblica e L’Espresso, esclusi i prodotti collaterali, sono pari a 199,3 mln, con una flessione del 3% rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente (205,5mln); tale flessione può ritenersi sostanzialmente contenuta in rapporto ad un contesto di mercato caratterizzato da una significativa riduzione dei consumi e dal progressivo declino della carta stampata.

I ricavi pubblicitari pari a 342,4 mln, hanno registrato una flessione del 10,1% sul corrispondente periodo dell'esercizio precedente, in un mercato in calo ad agosto del 10,5%. Le evoluzioni per mezzo riflettono sostanzialmente gli andamenti generali del mercato, mostrando comunque, su tutti i mezzi, indici leggermente più favorevoli per il Gruppo.

La stampa, nei primi nove mesi dell'esercizio, ha perso il 14,2% (-14,8% per il mercato ad agosto) e la radio il 6,7% (-7,4% per il mercato ad agosto). Molto positiva è stata l'evoluzione della pubblicità su internet, in crescita del 14,3%, a fronte di un mercato al +11%, confermando, pure in un contesto generale decisamente sfavorevole, la brillante dinamica degli ultimi anni.

Ricavi diversi a 18,3% (+20%) grazie alla crescita dell’attività di affitto della banda digitale terrestre televisiva. In calo del 5,2% i costi totali dovuti ai tagli dell’organico e delle spese. Il margine operativo lordo consolidato è stato pari a 82,8 milioni (-26,1%), il risultato operativo a 54,3 milioni (-35,6%). Circa la metà di tale flessione è imputabile alla riduzione del margine dei prodotti collaterali e la parte restante deriva dalle attività stampa e radio, colpite dalla contrazione dei ricavi pubblicitari.

Il Gruppo editoriale presieduto da Carlo De Benedetti (nella foto), conferma la previsione di un risultato in utile anche per l’intero 2012, pur in sensibile calo rispetto al 2011. Il carattere strutturale della crisi in atto richiede peraltro, si legge in una nota, che “il gruppo sia nuovamente impegnato in interventi di salvaguardia della propria economicità, nel breve e medio termine, che devono riguardare ulteriori riduzioni dei costi e l’accelerazione dello sviluppo digitale”.

Migliora l’indebitamento netto, sceso al 30 settembre a 105,1 milioni (da 110,2 milioni di fine 2011 e 112,4 milioni al 30 settembre dell’anno passato).

Sono in miglioramento i risultati di internet, grazie alla crescita dei ricavi, e della televisione, per la maggiore attività di affitto di banda.

Sulla base degli ultimi dati ADS (Agosto 2012) e Audipress (Indagine 2012/II), la Repubblica si conferma come primo quotidiano per vendite in edicola e come primo giornale d'informazione per numero di lettori giornalieri (3,2 milioni). Comincia, inoltre, a configurarsi un pubblico acquirente dei prodotti digitali del quotidiano, che a settembre 2012 ha superato i 50 mila abbonati attivi.

L'Espresso, sempre secondo le ultime rilevazioni Audipress, è al primo posto tra i magazines di attualità con 2,7 milioni di lettori, in crescita dell'1,6% rispetto alla rilevazione precedente.
Infine è stato completato a giugno 2012 il vasto programma di rinnovamento dei 18 quotidiani locali, che oggi si presentano in full color e con una grafica nuova e comune a tutte le testate; è stato, inoltre, introdotto un nuovo sistema editoriale totalmente integrato, stampa-web.

Il Gruppo conta su un'audience quotidiana di 1,7 milioni di utenti e Repubblica. it si conferma anche nel 2012 come primo sito d'informazione in lingua italiana. Sono, inoltre, in fase di sostenuto sviluppo le audience dei quotidiani locali nonché quella del sito femminile D.

I ricavi dei prodotti opzionali ammontano a 34 mln e registrano un calo significativo (-35,1%) rispetto al corrispondente periodo del 2011; ciò riflette la generalizzata depressione
dei consumi e la progressiva contrazione del mercato specifico in atto dal 2007, dopo una fase di intensa attività.

L'organico medio del periodo è sceso del 4,8% rispetto a quello del corrispondente periodo dell'esercizio precedente, passando da 2.765 a 2.632 dipendenti. Le aree maggiormente interessate dall'ulteriore riduzione dei costi registrata nel 2012 sono quelle industriali e amministrative.

Il risultato netto consolidato registra un utile di 26,4 mln, contro 41,4 mln nei primi nove mesi del 2011.
La posizione finanziaria netta consolidata, tenuto conto di dividendi per 25 mln e di acquisti di azioni proprie per €1,6mn, è pari, al 30 settembre 2012, a -€105,1mn, a fronte di -€112,4mn al 30 settembre 2011.

L'organico del Gruppo, inclusi i contratti a termine, ammonta a fine settembre a 2.584 dipendenti, in diminuzione di 89 unità rispetto al 31 dicembre 2011. L'organico medio del periodo è inferiore del 4,8% rispetto ai primi nove mesi del 2011.

Questi risultati si inseriscono in un andamento del mercato che, come si legge nella nota inviata dal Gruppo, è appesantito da quadro economico e dalla recessione.
Gli investimenti pubblicitari hanno registrato una netta contrazione: nei primi otto mesi del 2012 sono infatti risultati in calo del 10,5% rispetto al corrispondente periodo del 2011 (dati Nielsen Media Research). L'andamento negativo dei consumi ha determinato tagli significativi della spesa pubblicitaria da parte della totalità dei settori rilevanti (alimentari, trasporti, TLC, moda e cosmetica, abitazione, etc..).

La contrazione degli investimenti pubblicitari si è peraltro accentuata nel corso dell'esercizio, passando dal -7,5% del primo trimestre al -11,6% del secondo trimestre ed, infine, al -14,9% del bimestre luglio-agosto (dati Nielsen Media Research). Tale trend, si legge nella nota,  ha interessato tutti i mezzi tradizionali: nel periodo da gennaio ad agosto la stampa ha registrato un calo del 14,8%, la televisione del 10,9% (con un -14,5% per la tv tradizionale ed un +15,7% per satellitari e digitali terrestri) ed, infine, la radio del 7,4%.

L'unico settore che ha mostrato nuovamente un'evoluzione favorevole è internet, che, esclusi i motori di ricerca in quanto non rilevati, ha registrato un incremento dell'11%. Per quanto concerne più in particolare gli investimenti pubblicitari sulla stampa, sia i quotidiani che i periodici hanno riportato flessioni significative, -13,9% e -16,2% rispettivamente, con cali pressoché analoghi per la pubblicità nazionale e locale.

Quanto alle diffusioni, prosegue il trend declinante già registrato nei passati esercizi, sia per i quotidiani che per i periodici (gli attuali dati ADS non forniscono un confronto con l'anno precedente, ma stime interne, basate su ADS, indicano una flessione per i quotidiani di circa il 7%).

EC