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Ogilvy perde l’incarico globale creativo di IBM dopo oltre tre decenni di collaborazione
Dopo 32 anni di collaborazione, si chiude uno dei rapporti più longevi nel mondo della pubblicità: Ogilvy non è più l’agenzia creativa globale di riferimento di IBM. La notizia, riportata da Campaign, segna la fine di una partnership che ha contribuito a definire l’identità del colosso tecnologico per oltre tre decenni.
Il rapporto tra le due aziende risale al 1994, quando IBM decise di consolidare il proprio account pubblicitario, allora del valore di circa 500 milioni di dollari, proprio in Ogilvy. Da quella scelta nacquero alcune delle campagne più iconiche della comunicazione B2B, tra cui “Solutions for a Small Planet”, “E-Business”, “Smarter Planet”, “Watson”, “Think” e “Let’s Create”. Come ricorda Campaign, una delle iniziative più premiate fu “Smart Ideas for Smarter Cities”, firmata da Ogilvy France, che conquistò l’Outdoor Grand Prix al Cannes Lions International Festival of Creativity nel 2013.
Nel corso degli anni, IBM ha consolidato il proprio posizionamento anche sul piano istituzionale, diventando nel 2022 il primo brand B2B inserito nella Advertising Hall of Fame. Più recentemente, nell’agosto 2024, azienda e agenzia avevano celebrato insieme i 30 anni di collaborazione presso la sede globale di Ogilvy al 3 World Trade Center, un traguardo che allora sembrava confermare la solidità del rapporto.
La separazione attuale, tuttavia, non sembra derivare da divergenze creative. Secondo quanto appreso da Campaign, Ogilvy avrebbe scelto di non partecipare alla nuova gara creativa indetta da IBM. In una dichiarazione riportata dalla testata, un portavoce dell’agenzia ha sottolineato “l’immenso orgoglio per una partnership lunga 32 anni, pressoché ineguagliabile nel settore”, evidenziando come il lavoro congiunto abbia contribuito a costruire “uno dei marchi più iconici al mondo”.
Fonti vicine al dossier, citate da Campaign, indicano invece motivazioni di natura più ampia: la decisione sarebbe legata a tensioni di lungo periodo sugli equilibri commerciali tra IBM e WPP, la holding di cui Ogilvy fa parte, piuttosto che a questioni strettamente creative.
Il distacco si inserisce in un contesto di revisione più ampia dei rapporti tra IBM e WPP. Già nel dicembre 2025, infatti, IBM aveva avviato una revisione degli incarichi media, alla quale WPP Media aveva deciso di non partecipare.
Nonostante la separazione, IBM risultava ancora tra i clienti mantenuti nell’ultimo School Report di Ogilvy Group UK, anche se – secondo quanto riportato da Campaign – l’agenzia non lavorava attivamente sul marchio già dal 2024.
La fine di questa storica collaborazione arriva in un momento di profonda trasformazione per WPP. La CEO Cindy Rose ha recentemente annunciato una riorganizzazione della holding in quattro unità operative – WPP Media, WPP Creative, WPP Production e WPP Enterprise Solutions – distribuite su quattro macro-regioni globali. Come dichiarato dalla stessa Rose a Campaign, l’obiettivo è superare il modello tradizionale di holding e sostenere il piano strategico triennale “Elevate28”, volto a contrastare il calo dei ricavi.
Al momento, IBM non ha rilasciato commenti ufficiali sulla vicenda, sottolinea Campaign.

