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Gruppo Espresso: nel trimestre raccolta a 101,2 mln (-16,3%), sul web a +7%

I ricavi netti consolidati del Gruppo risentono del contesto fortemente recessivo, ammontando a 182,1 mln di euro, in calo dell’11,8% rispetto al primo trimestre del 2012 (206,5 mln). La stampa registra il decremento più significativo (-24,2%), con una flessione più accentuata per i periodici e più contenuta per i quotidiani locali. Anche le radio subiscono un calo sensibile, -18,2%. Lo sviluppo del digitale, il mantenimento del successo nei prodotti tradizionali e la riduzione dei costi restano le linee guida della gestione del Gruppo.
Si è riunito oggi a Roma, presieduto dall’Ing. Carlo De Benedetti (nella foto), il Consiglio di Amministrazione di Gruppo Editoriale L’Espresso che ha approvato i risultati consolidati al 31 marzo 2013.

I ricavi netti consolidati del Gruppo risentono del contesto fortemente recessivo, ammontando a 182,1 milioni di euro, in calo dell’11,8% rispetto al primo trimestre del 2012 (206,5 milioni). I ricavi diffusionali sono pari a 62,4 milioni di euro, in flessione del 6,9% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, in un mercato che, come sopra riportato, continua a
flettere significativamente.

Sulla base degli ultimi dati ADS (febbraio 2013), la Repubblica si riconferma il primo  quotidiano per copie vendute (edicola, abbonamenti e altri canali di legge), primato che  detiene anche includendo gli abbonamenti alla versione digitale (circa 48 mila a fine marzo).
Se poi si considerano, oltre alla versione digitale del quotidiano (Repubblica+), anche i restanti servizi digitali forniti dallo stesso (in particolare Repubblica Mobile), gli abbonamenti sono oggi oltre 70 mila.

I ricavi pubblicitari, pari a 101,2 milioni, hanno registrato una flessione del 16,3% sul primo trimestre del 2012, in un mercato che, a febbraio, ha riportato un calo del 16,5%. Per settore, le tendenze riflettono gli andamenti generali del mercato: la stampa registra il decremento più significativo (-24,2%), con una flessione più accentuata per i periodici e più contenuta per i quotidiani locali.

Anche le radio subiscono un calo sensibile, -18,2%. Positiva, invece, l’evoluzione della raccolta su internet, in crescita del 7%, confermando, pure in un contesto generale particolarmente sfavorevole, la brillante dinamica degli ultimi anni.

I ricavi dei prodotti opzionali ammontano a 10,5 milioni e registrano un calo del 14,3% rispetto al corrispondente periodo del 2012, riflettendo la generalizzata depressione dei consumi e la progressiva contrazione del mercato specifico in atto dal 2007, dopo una fase di intensa attività.

I ricavi diversi, pari a 8 milioni di euro, sono aumentati di oltre il 25% rispetto al primo trimestre del 2012, grazie alla crescita dell’attività di affitto di banda televisiva a terzi. I costi totali registrano una riduzione dell’8,5%; escludendo le attività di edizione digitale e DTT, i cui costi sono in fase di incremento al fine di sostenerne lo sviluppo, si registra un calo del 12,8%, raccogliendo i frutti dell’ulteriore razionalizzazione in atto, in particolare nelle aree industriali e amministrative.

Il margine operativo lordo consolidato è pari a 16,7 milioni rispetto ai 29,6 milioni di euro del primo trimestre 2012. Tutte le aree di attività tradizionale risultano in flessione a causa del generalizzato
decremento dei ricavi pubblicitari; tuttavia, l’attività che più ne risente è quella della stampa nazionale (la Repubblica ed i periodici), mentre i quotidiani locali mostrano una maggiore tenuta. Migliora il risultato della divisione digitale.

Il risultato operativo consolidato è pari a 8,8 milioni di euro rispetto ai 20,5 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Il risultato netto consolidato riporta un utile di 2 milioni, contro 10,1 milioni nel primo trimestre del 2012. La posizione finanziaria netta consolidata mostra un ulteriore miglioramento, passando dai -108,1  milioni di euro di fine 2012 ai -83,5 milioni del 31 marzo 2013, con un avanzo finanziario di 24,7 milioni.

L'organico del Gruppo, inclusi i contratti a termine, ammonta a fine marzo a 2.514 dipendenti e l’organico medio del periodo è inferiore del 5,1% rispetto al primo trimestre del 2012.

PRINCIPALI EVENTI SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DEL PRIMO TRIMESTRE E PREVEDIBILE EVOLUZIONE DELLA GESTIONE

Nel corso dell’ultimo quinquennio l’industria editoriale italiana ha registrato significativi decrementi dei ricavi a causa in particolare dell’andamento negativo degli investimenti pubblicitari, che hanno subito la prima drastica riduzione nel 2009 e poi nuovamente e con intensità equivalente nel 2012, periodi entrambi caratterizzati da un’economia in fase fortemente recessiva.

Per illustrare quanto precede è sufficiente considerare che, sulla base dei dati Nielsen, gli investimenti pubblicitari nel 2012 sono diminuiti, in termini nominali, del 24% rispetto a quelli del 2007 e gli investimenti sulla stampa hanno registrato, nello stesso periodo, una riduzione del 44%.

Alle difficoltà di cui sopra, si sono aggiunte quelle relative alle diffusioni di quotidiani e periodici, interessate non solo dalla generale crisi dei consumi ma anche dal processo di trasformazione digitale.

Il primo trimestre del 2013 non mostra alcun segnale di miglioramento: le evoluzioni della raccolta pubblicitaria e delle diffusioni sono in linea con quelle registrate nell’ultimo trimestre del 2012.

Il Gruppo ha superato brillantemente la crisi del 2009, recuperando nel 2011 i livelli di redditività pre-crisi e conseguendo una significativa riduzione dell’indebitamento, grazie  al processo di profonda ristrutturazione realizzato nel biennio 2009-2010.  A fronte della seconda ondata di crisi, manifestatasi nell’ultimo trimestre del 2011 e tuttora in corso, il Gruppo ha messo in atto piani per l’accelerazione dello sviluppo digitale da un lato e per ulteriori riduzioni dei costi dall’altro.

Ciò ha consentito di attenuare gli impatti negativi della crisi, registrando nel 2012 risultati positivi in un settore altamente deficitario e conseguendo, anche nel primo trimestre del 2013, un risultato leggermente positivo.

La prospettiva 2013 resta comunque molto incerta a causa del quadro recessivo che influenza fortemente gli investimenti pubblicitari. Rispetto a questi ultimi, il calo registrato sul primo bimestre del 2013 potrebbe ragionevolmente attenuarsi in corso d’anno, tenuto conto della progressiva contrazione già subita dagli stessi nel corso del 2012; non può tuttavia escludersi, alla luce del contesto
economico attuale, che il gap dei primi mesi del 2013 sul corrispondente periodo del 2012 possa essere confermato per tutto l’esercizio.

Lo sviluppo del digitale, il mantenimento del successo nei prodotti tradizionali e la riduzione dei costi restano le linee guida della gestione del Gruppo; con riferimento ai costi, tenuto conto della situazione, il Gruppo prevede di intraprendere azioni di riduzione più incisive di quelle attualmente in atto.

SP