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Inchiesta della Procura di Torino sulle attività Sipra tra 2006 e 2012
La notizia ha colto di sorpresa il mondo della pubblicità, in primis la stessa Rai Pubblicità e i suoi vertici attuali. Parliamo di quanto riportato dalle agenzie e da alcuni organi di stampa nella giornata di ieri che riferivano di un'ispezione della Guardia di Finanza avvenuta negli uffici Rai di Torino e Roma. Stando a quanto riportano le agenzie gli accertamenti riguarderebbero la concessionaria di pubblicità Sipra, oggi Rai Pubblicità, per un giro di fatturazioni con la società spagnola Tome srl che avrebbe portato a un abbattimento dell’Iva. Si ipotizza che la concessionaria avrebbe fatturato servizi pubblicitari a soggetti che avevano sede legale all’estero, ma che in realtà facevano da tramite con i reali fruitori delle prestazioni. Gli accertamenti e le contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate riguarderebbero prestazioni dal 2006 al 2012.
Tra Rai e Rai Pubblicità sarebbero tredici le perquisizioni disposte dalla procura torinese tra Roma, Milano e il capoluogo piemontese. Tutti dirigenti in carica e pro tempore tra i quali Lorenza Lei, ex dg Rai, Aldo Reali e Maurizio Braccialarghe ad pro tempore di Sipra, Fabio Belli, chief financial officer di Rai Pubblicità, Luciano Bechis, responsabile pro tempore del settore amministrazione finanze e controllo di Sipra, Roberto Sergio, presidente pro tempore del Cda di Sipra e attuale responsabile ad interim della direzione Radio della Rai. Tra gli interessati dall'indagine anche Fabrizio Piscopo, ad della concessionaria del servizio pubblico che ha fatto il suo ingresso in Sipra (provenendo da Sky Pubblicità) nell'ultimo mese e mezzo del 2012, quindi alla fine del periodo considerato, con la nomina a direttore generale avvenuta, per la precisione, il 14 novembre 2012.
“Per quanto attiene all’inchiesta su Rai Pubblicità, nel ribadire di aver sempre operato nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di disciplina fiscale, la Rai conferma di essere a completa e totale disposizione della magistratura per la ricostruzione dell’accaduto”, il primo commento di Viale Mazzini. “L’azienda confida nel lavoro degli inquirenti per poter per vedere accertata la propria estraneità ai fatti oggetto dell’indagine”. Rimane infatti da chiarire un fatto abbastanza controverso: perché un'azienda di Stato dovrebbe eludere l'Iva allo Stato che ne è proprietario?

