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La7 rinnova con Crozza battendo Rai e Mediaset. Trend positivo per l'adv che migliora il progressivo a settembre a -14,5%
Un bel colpo per Urbano Cairo che si è aggiudicato il comico con un costo a puntata inferiore a quelli oggetto di trattativa con Rai e Mediaset, scartate la prima per la minore libertà editoriale garantita e la seconda per incoerenza tra i valori di Crozza e quelli dell'editore. Positivi i risultati dei primi 5 mesi della gestione Cairo con una riduzione delle perdite dovuta al contenimento dei costi e una contemporanea crescita negli ascolti della rete. Anche la raccolta pubblicitaria ne ha beneficiato con costante andamento migliorativo rispetto al pari periodo 2012 e una conseguente riduzione della flessione sul totale progressivo.
Maurizio Crozza, punta di diamante dello staff artistico di La7 (che fa capo al gruppo Cairo Communications), rimane in esclusiva dal 1°gennaio 2014 al 31 dicembre 2016 alla rete di proprietà di Urbano Cairo. Ad annunciarlo l'editore stesso in conferenza stampa a Milano dove ha precisato che il comico continuerà in parallelo solo la sua collaborazione settimanale con Ballarò su Raitre. Il comico, ultimate le puntate previste dal 18 ottobre a fine anno sul La7, tornerà sulla rete con 20 puntate all'anno divise tra primavera e autunno per i prossimi tre anni.Urbano Cairo ha avuto la meglio nelle trattative in essere anche con Rai e Mediaset. Il motivo? "La7 ci è parsa la rete più motivata delle tre, facendo di tutto per averlo e non a condizioni economiche a noi sfavorevoli" ha spiegato l'agente Beppe Caschetto. "Altrove si sono sviluppate condizioni che non ne hanno favorito la scelta, nonostante offerte economiche elevate se non, come nel caso Mediaset, elevatissime. Sottoporre Crozza a un organo di controllo, come avviene in Rai, che ne valutasse l'operato non ci è parsa una buona soluzione per un professionista che ha sempre lavorato con la massima libertà editoriale. Per Mediaset invece abbiamo ritenuto che si sarebbe potuta verificare una certa incoerenza rispetto alla percezione che Crozza desidera che il pubblico abbia di lui".
Sky non è stata presa in considerazione semplicemente perchè Crozza intende rivolgersi al grande pubblico della generalista, non soggetto ad abbonamenti.
"La Rai era fortemente interessata ad avere Crozza in palinsesto per avviare un rinnovo editoriale e beneficiare al tempo stesso del ritorno economico che ne sarebbe derivato a livello pubblicitario dall'importante audience prodotta" spiega Caschetto, e precisa "nell’ipotesi di un programma in Rai una trasmissione come quella di Crozza sarebbe costata circa 450 mila euro a puntata a cui Raiuno avrebbe aggiunto subito a seguire un programma che avrebbe portato la spesa totale del prime time del venerdì a quasi 600 mila euro contro un costo attualmente stimabile tra 900 mila e 1 milione per la copertura della stessa fascia di programmazione. Tutto questo avrebbe comportato alla tv pubblica un risparmio di 20 milioni di euro in 2 anni e mezzo (20 puntate all'anno) e possibili maggiori introiti pubblicitari derivanti dalle importanti audience generate. Questa la mia verifica prima di trattare cifre con la Rai, per evitare strumentalizzazioni postume del tipo “Crozza costa e fa una rapina alla Rai”. Così ho dimostrato che Crozza vale e costa perché in grado di portare guadagno ad una rete."
Sul cachet del comico a La7, che nell'ultima stagione ha prodotto una share media del 12%, massimo riserbo, anche se non si è fatto mistero sul minore costo totale a puntata che Cairo sosterrà rispetto a quanto sarebbe stato per lo stesso format sulla tv di Stato.
"Sempre nell'ipotesi Rai" continua Caschetto "Crozza avrebbe percepito 110 mila euro a puntata come compenso personale, a differenza delle cifre spropositate apparse in questi giorni sulla stampa" aggiungendo che, in controtendenza con la polemica in corso sui compensi dei conduttori Rai, "per ogni intervento a Ballarò riceve un compenso modesto di 2.500 euro a puntata. Rendere i compensi pubblici, nel rispetto degli obblighi di trasparenza, genera un danno al mercato e crea una turbativa nella condizione psicologica di chi fa questo mestiere." Il riferimento va chiaramente a quanto recentemente accaduto a Che tempo che fa con l'esplicitazione da parte dell'Onorevole Renato Brunetta del compenso multimilionario di Fabio Fazio, da poco confermato nelle scuderie Rai fino al 2017 per 5,4 milioni di euro.
"Il valore di Fabio Fazio lo determina il mercato" sostiene Urbano Cairo. "Uno come lui attrae pubblicità perchè genera ascolti di qualità. Non mi stupisce dunque il suo compenso perchè in logica prettamente economica genera ricavi che giustificano i costi. Se la tv di Stato, che riceve circa 1 miliardo all'anno dal canone, fosse meno interessata agli introiti pubblicitari e facesse più servizio pubblico libererebbe risorse profittevoli come Fazio che sarebbe subito opzionato da noi."Allargando lo sguardo all'andamento di La7 nei primi cinque mesi dopo il passaggio alla Cairo Communications (leggi news), viene dichiarata una crescita sia sul fronte ascolti che su quello della raccolta pubblicitaria. "Per noi è motivo di grande soddisfazione" precisa Urbano Cairo "essere stati in grado di aumentare l'audience nonostante l'importante contenimento dei costi attuato per arginare la perdita di 8 milioni di euro al mese che generava la precedente gestione. Da maggio a settembre l'ascolto nel prime time di La 7 è cresciuto del +11%, con ottobre che sta viaggiando a +30% sul pari periodo 2012 (con una share del 4,5%). Anche il day time fino alle 13,30 sta dando ottimi risultati e da gennaio 2014 sarà ancora più competitivo con il nuovo programma pomeridiano di Rita Dalla Chiesa, un'edizione rivisitata ed evoluta di Forum. Un format che ha avuto tanto successo ed è perfettamente nelle sue corde. Siamo soddisfatti anche dei nuovi acquisti Gianluigi Paragone e Salvo Sottile (leggi news). La Gabbia ha incrementato la propria share dal 3,1% del debutto al 4,4% attuale, così come Linea Gialla è salita al 2,9%. Questo ci ha permesso di crescere negli ascolti del +50% il martedì e del +30% il mercoledì, a livelli di costo gestibili dalla rete, allargando maggiormente la parte di audience femminile di La7. Un pubblico prezioso per gli investitori pubblicitari che intercetteremo anche con la messa in onda di Miss Italia (leggi news). Una trasmissione popolare tipica della tradizione italiana a cui dedicheremo una serata, senza così andare ad intaccare l'identità di rete."
Di riflesso anche la raccolta ha registrato segno positivo da giugno ad oggi nel confronto con gli stessi mesi dello scorso anno. Nel trimestre da luglio a settembre i ricavi pubblicitari sono cresciuti del +3,5% e anche su ottobre le evidenze positive. Tutto questo permetterà di ridurre in chiusura d'anno la flessione a doppia cifra che ha caratterizzato il 2013. Il progressivo a settembre è già migliorato rispetto ai mesi precedenti ed è pari a -14,5%."
In controtendenza con le dinamiche di aggregazione che stanno interessando sempre più i big del settore pubblicitario, Urbano Cairo, come già anticipati ai microfoni di ADVexpress Tv (guarda l'intervista video.), rimane fermo sulle proprie convinzioni: "Continuo a non essere dell'idea che le aggregazioni in ambito di forza vendita dei gruppi editoriali siano una cosa positiva. Secondo me vanno mantenuti tipicità e punti di forza dei singoli prodotti editoriali venduti.
Maria Ferrucci

