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Libero: con Feltri e Belpietro nel 2011 raccolta a 13,5 mln
I due giornalisti, entrati al 10% ciascuno nella compagine azionaria di SEL (Società Editrice Libero) si impegnano a snellire il quotidiano sia per contenere i costi che per renderlo più in linea con le esigenze dei lettori. Verrà però dato più spazio alle opinioni e ai commenti. Tra le priorità, spingere l'acceleratore sul digital per arrivare al raddoppio della raccolta online.
E' ancora 'matrimonio' tra Maurizio Belpietro, attuale direttore responsabile del quotidiano Libero, e Vittorio Feltri, che ha recentemente lasciato Il Giornale per tornare a occuparsi nuovamente della testata che lui stesso ha fondato dieci anni fa, questa volta in veste di direttore editoriale. I due, dopo aver fatto 'coppia' in passato a Il Tempo, L'Europeo e L'Indipendente, al Giornale, ora si trovano fianco a fianco anche nell'inedita veste di editori.
Guarda le interviste video ai due direttori su ADVexpress Tv.
E' notizia di qualche giorno fa infatti (vedi notizia correlata), l'ingresso dei due giornalisti nella compagine azionaria di SEL (Società Editrice Libero) che fa capo alla Fondazione San Raffaele di cui è presidente onorario Giampaolo Angelucci. Feltri e Belpietro sono nel CdA e detengono al momento una quota pari al 10% ciascuno, ma c'è l'ambizione di crescere. Con questa operazione i due si impegnano a restare a Libero per vari anni, pagando le loro quote in parte proprio con la partizione d'opera.
"Il fatto di essere anche editori ci responsabilizza ulteriormente - ha spiegato Belpietro all'incontro stampa organizzato a Milano per presentare le novità del giornale -; non siamo più responsabili soltanto del progetto editoriale, ma anche, in parte, dell'azienda. Sono molto felice di tornare a collaborare con Feltri, era nei miei progetti da tempo e sono felice che l'idea sia andata in porto. Continueremo a fare un giornale di opinione, ancora più ricco di commenti, fornendo ai lettori la nostra chiave interpretativa dei fatti: oggi le notizie si possono trovare dovunque, i giornali cartacei hanno ancora ragione di esistere soltanto se danno qualcosa in più della pura e semplice informazione. Proprio per rendere il quotidiano più in linea con le esigenze dei lettori di oggi, nonchè per contenere i costi a causa dell'aumento del costo della carta, ridurremo la foliazione, eliminando tutto il superfluo".
"Ho lasciato Il Giornale non per motivi polemici ma perchè la prospettiva di fare l'editore insieme a Belpietro era troppo divertente - ha affermato Feltri -. Il
nostro obiettivo in primo luogo è resistere in questo periodo di crisi strutturale della carta stampata: cercheremo di raggiungerlo snellendo il giornale cartaceo e rafforzando quella che ormai è la nostra seconda gamba, ovvero la parte digital, anche facendo tesoro della nostra esperienza".
Nei progetti l'introduzione sul sito di video commenti a cura dei due direttori e, magari più avanti, il lancio di una tv digitale. Sul fronte cartaceo, invece, dall'1 gennaio diventa esclusiva di Libero la rubrica Il Bestiario di Giampaolo Pansa.
Per quanto riguarda i numeri, Belpietro è stato piuttosto stringato: "Attualmente Libero diffonde circa 100mila copie - ha detto -, puntiamo a diffonderne almeno una in più, tutte quelle che verranno poi saranno le benvenute. La raccolta sul cartaceo, che abbiamo recentemente affidato a Publikompass, al momento segna un po' il passo (si parla di un calo del 30% nel 2010, ndr.), l'obiettivo è raggiungere i 13,5 milioni nel 2011. Per l'online, invece, curato dalla concessionaria Websystem, i risultati sono già soddisfacenti e per il prossimo anno miriamo al raddoppio".
Serena Piazzi
E' notizia di qualche giorno fa infatti (vedi notizia correlata), l'ingresso dei due giornalisti nella compagine azionaria di SEL (Società Editrice Libero) che fa capo alla Fondazione San Raffaele di cui è presidente onorario Giampaolo Angelucci. Feltri e Belpietro sono nel CdA e detengono al momento una quota pari al 10% ciascuno, ma c'è l'ambizione di crescere. Con questa operazione i due si impegnano a restare a Libero per vari anni, pagando le loro quote in parte proprio con la partizione d'opera.
"Il fatto di essere anche editori ci responsabilizza ulteriormente - ha spiegato Belpietro all'incontro stampa organizzato a Milano per presentare le novità del giornale -; non siamo più responsabili soltanto del progetto editoriale, ma anche, in parte, dell'azienda. Sono molto felice di tornare a collaborare con Feltri, era nei miei progetti da tempo e sono felice che l'idea sia andata in porto. Continueremo a fare un giornale di opinione, ancora più ricco di commenti, fornendo ai lettori la nostra chiave interpretativa dei fatti: oggi le notizie si possono trovare dovunque, i giornali cartacei hanno ancora ragione di esistere soltanto se danno qualcosa in più della pura e semplice informazione. Proprio per rendere il quotidiano più in linea con le esigenze dei lettori di oggi, nonchè per contenere i costi a causa dell'aumento del costo della carta, ridurremo la foliazione, eliminando tutto il superfluo"."Ho lasciato Il Giornale non per motivi polemici ma perchè la prospettiva di fare l'editore insieme a Belpietro era troppo divertente - ha affermato Feltri -. Il
nostro obiettivo in primo luogo è resistere in questo periodo di crisi strutturale della carta stampata: cercheremo di raggiungerlo snellendo il giornale cartaceo e rafforzando quella che ormai è la nostra seconda gamba, ovvero la parte digital, anche facendo tesoro della nostra esperienza". Nei progetti l'introduzione sul sito di video commenti a cura dei due direttori e, magari più avanti, il lancio di una tv digitale. Sul fronte cartaceo, invece, dall'1 gennaio diventa esclusiva di Libero la rubrica Il Bestiario di Giampaolo Pansa.
Per quanto riguarda i numeri, Belpietro è stato piuttosto stringato: "Attualmente Libero diffonde circa 100mila copie - ha detto -, puntiamo a diffonderne almeno una in più, tutte quelle che verranno poi saranno le benvenute. La raccolta sul cartaceo, che abbiamo recentemente affidato a Publikompass, al momento segna un po' il passo (si parla di un calo del 30% nel 2010, ndr.), l'obiettivo è raggiungere i 13,5 milioni nel 2011. Per l'online, invece, curato dalla concessionaria Websystem, i risultati sono già soddisfacenti e per il prossimo anno miriamo al raddoppio".
Serena Piazzi

