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Media Italia. Sanremo 2011: cocktail vincente
E' stato il miglior Festival dai tempi del primo Bonolis (2005). Morandi ha infatti calato una serie di carte che si sono rivelate assi vincenti. Morandi ha superato del 4% l ’edizione del 2010 targata Clerici, considerata un successo, con grande soddisfazione degli inserzionisti pubblicitari, visto che il listino era aumentato molto pudicamente.
Questa volta Morandi non ha dovuto calare le braghe per alzare l ’ascolto: è stato il miglior Festival dai tempi del primo Bonolis (2005). Morandi ha infatti calato una serie di carte che si sono rivelate assi vincenti. (In allegato le tabelle della 4^ e 5^ serata e della serata finale)
La squadra. Luca & Paolo hanno palesato la loro bravura sia come comici che come cantanti anche al vasto pubblico che non conosce le Iene e Camera Caffè. La tanto discussa Belen Rodriguez ha dimostrato di esser brava sulla scena (e non solo nelle scenate col fidanzato) con un sex-appeal che esalta le sue discrete doti di ballerina e cantante (anche se il duetto col padre alla chitarra poteva esserci risparmiato). La Canalis al cospetto è sembrata un tronco, per quanto ben scolpito.
Gli ospiti. Forse lo spettacolo non avrebbe risentito della loro mancanza, anche perché le interviste sono state imbarazzanti per la loro pochezza.
E poi un De Niro che da Taxi Driver e Toro Scatenato passa a Manuale d’amore, lascia un po’ l ’amaro in bocca. Molto diverso, ovviamente, l’intervento dell’asso pigliatutto Roberto Benigni, che ha fatto decollare la terza puntata, con un ascolto addirittura superiore alla serata finale (cosa che non succede quasi mai).
Cantanti. La scelta è stata buona e all ’insegna del 'accontentiamo tutti i palati e tutte le regioni'. I vincitori, Raphael Gualazzi tra i giovani e Roberto Vecchioni tra i big, hanno poi ottenuto un consenso unanime presso tutte le giurie (demoscopiche, orchestra, radio, giornalisti e televoto da casa), evitando al Festival eventuali scie polemiche sul bizzarro meccanismo di voto (c’era addirittura la “golden share”).
Morandi. E’ stato perfetto nel suo ruolo di cantante che si improvvisa presentatore (da qui credo derivi la scelta delle giacche e delle scarpe con i brillantini). Le sue sbavature nella conduzione (che avranno fatto accapponare la pelle a Pippo Baudo), sono state compensate dal suo entusiasmo ruspante e hanno offerto continui spunti per gli sfottò di Luca&Paolo. Anche il suo incessante appello 'stiamo uniti', dopo aver un po ’ rotto, è diventato un simpatico tormentone. Da incorniciare la gaffe con la Bellucci “però, si mantiene bene …”, giustificata da uno stato di palese ingrifamento (non riusciva neppure a darle del tu).
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Ascolto. Solo i più inguaribili ottimisti avrebbero potuto pronosticare un simile risultato, sapendo gli effetti che il passaggio al digitale sta provocando sull’ascolto delle reti tradizionali. Come si vede dal grafico, Morandi ha superato del 4% l ’edizione del 2010 targata Clerici, considerata un successo, con grande soddisfazione degli inserzionisti pubblicitari, visto che il listino era aumentato molto pudicamente. Se la quarta serata avesse tenuto un po ’ di più, forse Morandi avrebbe persino insidiato i valori record del 2005. Complessivamente l ’ascolto nel minuto medio è stato di 11,5 milioni con una share del 48,2%. Interessante notare l’elevata share anche tra i segmenti teoricamente meno sensibili a Sanremo: 42,6% tra gli abbonati Sky e 46,4% tra i possessori di connessione ad Internet.
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La qualità del Festival di Sanremo 2011 ha premiato anche la pubblicità: i risultati di audience del programma, infatti, trovano ampia conferma negli ascolti dei break pubblicitari, che hanno registrato una media superiore ai nove milioni di telespettatori, con picchi fino a più di 13 milioni. Non solo: le telepromozioni dei quattro sponsor Eni, Volkswagen, Dash e Beghelli hanno fatto registrare un’audience media superiore ai 10,6 milioni di ascolto, con un picco di oltre 15 milioni.
Ancora una volta il Festival si è dimostrato un grandissimo evento della programmazione televisiva e una grande opportunità di comunicazione riconfermando il ruolo insostituibile della TV generalista, capace di raccogliere intorno a sé un ampio pubblico e un diffuso consenso. Il gradimento degli investitori e dei telespettatori è un segnale molto positivo per l’avvio del palinsesto primaverile.
Probabilmente in uno scenario frammentato, ma popolato di repliche, un evento unico come il Festival ha paradossalmente aumentato la sua forza di attrazione e di 'unione' della platea Tv.
(Roberto Roseano - Research Director Media Italia)
La squadra. Luca & Paolo hanno palesato la loro bravura sia come comici che come cantanti anche al vasto pubblico che non conosce le Iene e Camera Caffè. La tanto discussa Belen Rodriguez ha dimostrato di esser brava sulla scena (e non solo nelle scenate col fidanzato) con un sex-appeal che esalta le sue discrete doti di ballerina e cantante (anche se il duetto col padre alla chitarra poteva esserci risparmiato). La Canalis al cospetto è sembrata un tronco, per quanto ben scolpito.
Gli ospiti. Forse lo spettacolo non avrebbe risentito della loro mancanza, anche perché le interviste sono state imbarazzanti per la loro pochezza.
E poi un De Niro che da Taxi Driver e Toro Scatenato passa a Manuale d’amore, lascia un po’ l ’amaro in bocca. Molto diverso, ovviamente, l’intervento dell’asso pigliatutto Roberto Benigni, che ha fatto decollare la terza puntata, con un ascolto addirittura superiore alla serata finale (cosa che non succede quasi mai).
Cantanti. La scelta è stata buona e all ’insegna del 'accontentiamo tutti i palati e tutte le regioni'. I vincitori, Raphael Gualazzi tra i giovani e Roberto Vecchioni tra i big, hanno poi ottenuto un consenso unanime presso tutte le giurie (demoscopiche, orchestra, radio, giornalisti e televoto da casa), evitando al Festival eventuali scie polemiche sul bizzarro meccanismo di voto (c’era addirittura la “golden share”).
Morandi. E’ stato perfetto nel suo ruolo di cantante che si improvvisa presentatore (da qui credo derivi la scelta delle giacche e delle scarpe con i brillantini). Le sue sbavature nella conduzione (che avranno fatto accapponare la pelle a Pippo Baudo), sono state compensate dal suo entusiasmo ruspante e hanno offerto continui spunti per gli sfottò di Luca&Paolo. Anche il suo incessante appello 'stiamo uniti', dopo aver un po ’ rotto, è diventato un simpatico tormentone. Da incorniciare la gaffe con la Bellucci “però, si mantiene bene …”, giustificata da uno stato di palese ingrifamento (non riusciva neppure a darle del tu).
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Ascolto. Solo i più inguaribili ottimisti avrebbero potuto pronosticare un simile risultato, sapendo gli effetti che il passaggio al digitale sta provocando sull’ascolto delle reti tradizionali. Come si vede dal grafico, Morandi ha superato del 4% l ’edizione del 2010 targata Clerici, considerata un successo, con grande soddisfazione degli inserzionisti pubblicitari, visto che il listino era aumentato molto pudicamente. Se la quarta serata avesse tenuto un po ’ di più, forse Morandi avrebbe persino insidiato i valori record del 2005. Complessivamente l ’ascolto nel minuto medio è stato di 11,5 milioni con una share del 48,2%. Interessante notare l’elevata share anche tra i segmenti teoricamente meno sensibili a Sanremo: 42,6% tra gli abbonati Sky e 46,4% tra i possessori di connessione ad Internet.
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La qualità del Festival di Sanremo 2011 ha premiato anche la pubblicità: i risultati di audience del programma, infatti, trovano ampia conferma negli ascolti dei break pubblicitari, che hanno registrato una media superiore ai nove milioni di telespettatori, con picchi fino a più di 13 milioni. Non solo: le telepromozioni dei quattro sponsor Eni, Volkswagen, Dash e Beghelli hanno fatto registrare un’audience media superiore ai 10,6 milioni di ascolto, con un picco di oltre 15 milioni.
Ancora una volta il Festival si è dimostrato un grandissimo evento della programmazione televisiva e una grande opportunità di comunicazione riconfermando il ruolo insostituibile della TV generalista, capace di raccogliere intorno a sé un ampio pubblico e un diffuso consenso. Il gradimento degli investitori e dei telespettatori è un segnale molto positivo per l’avvio del palinsesto primaverile.
Probabilmente in uno scenario frammentato, ma popolato di repliche, un evento unico come il Festival ha paradossalmente aumentato la sua forza di attrazione e di 'unione' della platea Tv.
(Roberto Roseano - Research Director Media Italia)

