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Mediaset: primi sei mesi in rosso di quasi 28 mln e raccolta adv a +3,7%. Su Premium è battaglia legale con Vivendi
In occasione della relazione semestrale sui conti di bilancio, il Consiglio di Amministrazione di Mediaset ha esaminato un piano di azioni a tutela della società in merito alle recenti vicende sfociate nelle violazioni
contrattuali del Gruppo Vivendi relativamente all'acquisto di Mediaset Premium (leggi news).
In sostanza la company francese, confermato lo scambio del 3,5% del capitale di Vivendi e del 3,5% del capitale di Mediaset, avrebbe proposto di acquistare soltanto il 20% del capitale di Mediaset Premium e di arrivare a detenere in tre anni circa il 15% del capitale di Mediaset attraverso un prestito obbligazionario convertibile.
Una proposta che il Cda ha deliberato di respingere, giudicandola "irricevibile perché incompatibile con il contratto vincolante già firmato", recita la nota diramata da Cologno Monzese. Motivo per cui il board "ha dato mandato agli amministratori di adottare tutte le opportune azioni finalizzate ad ottenere l'adempimento del contratto da parte di Vivendi e in caso di inerzia di quest'ultima, di agire in sede civile ed eventualmente anche penale a tutela degli interessi della società".
La battaglia in sede penale potrebbe essere intentata in seguito al forte calo in Borsa dei titoli registrato martedì (-6,9%), provocato proprio dalla decisione di Vivendi. L’accusa potrebbe dunque essere quella di Abuso di mercato.
In sede civile invece, il gruppo di Cologno potrebbe richiedere un risarcimento danni superiore al miliardo di euro, richiedendo inoltre, per tutelare i propri interessi, una domanda di sequestro cautelativo delle azioni Vivendi.
L’annuncio di battaglia legale ha provocato la reazione immediata di Vivendi che fa sapere, attraverso un portavoce, che vede sempre come raggiungibile un accordo con Mediaset sulla questione Premium ma “non accetta di essere accusata di non onorare i contratti” e “si riserva ogni azione per tutelare la sua onorabilità”, compresa una causa per diffamazione. Vivendi, in particolare, spiega che dall’analisi interna del business plan della pay tv del Biscione sarebbe emersa una visione “troppo ottimistica” e di fatto irrealizzabile. E viene citato a proposito anche un rapporto di Deloitte, secondo il quale il business plan di Mediaset Premium dovrebbe essere rivisto con risultati molto inferiori “per essere realistico”.
Il gruppo francese afferma inoltre che Mediaset non può essere rimasta sorpresa dalla controproposta formulata martedì scorso, in quanto le discussioni in proposito erano state avviate da oltre un mese e concretizzate nella lettera del 21 giugno dove citerebbe “divergenze significative nell’analisi dei risultati” di Premium. In ogni caso l’atteggiamento espresso da Vivendi è quello di voler “trovare un’intesa sulla questione e di non voler in alcun modo mirare al controllo di Mediaset”.
Il Consiglio ha inoltre approvato la relazione sul primo semestre 2016.
Il Gruppo Mediaset chiude un semestre che conferma il positivo trend di crescita dei ricavi in tutte le principali aree di attività del gruppo già manifestatosi nel corso dei primi tre mesi del 2016.
Pur in un contesto di persistente volatilità dei mercati e di estrema complessità del quadro economico, in Italia la raccolta pubblicitaria di Mediaset si è mantenuta positiva per il quarto trimestre consecutivo. Anche in Spagna è proseguita la fase di costante espansione dei ricavi pubblicitari di Mediaset España.
A fronte di tali positivi andamenti, i risultati economici consolidati hanno registrato un miglioramento rispetto al budget previsionale sia in Italia sia in Spagna. E questo nonostante i previsti maggiori costi sostenuti a partire dal terzo trimestre 2015 per l’acquisizione dei pregiati diritti televisivi sportivi (inclusa l’esclusiva triennale della Champions League) relativi alla stagione 2015-2016. Diritti che stanno assicurando la costante crescita della base clienti e del ricavo medio di Premium in linea con i trend previsti nel piano triennale elaborato alla vigilia dell’acquisto di detti diritti.
L’andamento del Gruppo è sintetizzato nei seguenti risultati:
• I ricavi netti ammontano a 1.870,6 milioni di euro in decisa crescita rispetto ai 1.721,1 milioni del primo semestre 2015. In Italia, i ricavi hanno raggiunto i 1.349,7 milioni di euro rispetto ai 1.243,7milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. In Spagna raggiungono 521,6 milioni di euro rispetto ai 478,5 milioni del 2015.
Positivo in entrambi i Paesi l’andamento della raccolta pubblicitaria.
In Italia, i ricavi pubblicitari televisivi lordi hanno raggiunto i 1.048,8 milioni di euro rispetto ai 1.011,0 milioni di euro dei primi sei mesi 2015 (+3,7%). L’andamento della raccolta è stato decisamente sostenuto nel secondo trimestre registrando un aumento pari al +4,6% rispetto allostesso periodo del 2015. Sulla base degli ultimi dati disponibili diffusi da Nielsen, nei primi cinque mesi dell’esercizio la raccolta pubblicitaria di Mediaset è cresciuta del +4,5% rispetto allo stesso periodo del 2015 a fronte di una crescita complessiva del mercato pubblicitario del +2,7%.
In Spagna, dove la ripresa economica è sempre decisa, i ricavi pubblicitari televisivi lordi si sono attestati a 508,0 milioni di eurorispetto ai 473,2milioni dell’esercizio precedente (+7,3%).
• L’Ebit di Gruppo è pari a 97,3milioni di euro rispetto ai 137,0milioni del precedente esercizio. In Italia l’Ebit è pari a -52,8milioni di euro rispetto ai 26,5 milioni del 2015. In Spagna il dato cresce a 150,1milioni di euro rispetto ai 111,0 milioni del precedente esercizio.
• Il risultato netto consolidato ammonta a -27,8 milioni di euro rispetto ai 24,2 milioni di euro registrato nello stesso periodo del 2015.
• Esborsi di cassa una tantum. Nel secondo trimestre 2016 sono stati sostenuti esborsi di cassa una tantum -derivanti unicamente dalla firma del contratto con Vivendi - pari a 34,6 milioni di euro.
• Ascolti televisivi. Nei primi seimesi del 2016 le reti Mediaset confermano una netta leadership sul target commerciale sia in Italia sia in Spagna.
In Italia, Mediaset è leader sul pubblico 15-64 anni con il 33,7% di share nelle 24 ore. Canale 5 è la rete italiana più vista nel target commerciale sia in prima serata (16,8%) sia nelle 24 ore (16,5%).
In Spagna, le reti televisive Mediaset España confermano la leadership assoluta nelle 24 ore con il 30,5% di share. Telecinco è la rete spagnola più vista nel totale giornata con il 14,6%.
Evoluzione prevedibile della gestione
In Italia l’andamento dei ricavi pubblicitari del Gruppo dovrebbe mantenersi positivo anche nel terzo trimestre, pur in presenza nei mesi di luglio e agosto di importanti eventi sportivi internazionali (fase finale del Campionato Europeo di Calcio nella prima metà di Luglio e Olimpiadi ad Agosto) trasmessi dai principali competitors.
Nel mese di settembre, l’andamento della raccolta dovrebbe essere positivamente sostenuta dall’avvio della nuova stagione televisiva autunnale che prevede un’offerta editoriale di Mediaset ulteriormente rinnovata e rafforzata (leggi news).
Nella seconda parte dell’esercizio, i risultati economici consolidati dovrebbero inoltre evidenziare un andamento dei costi televisivi maggiormente in linea rispetto allo stesso periodo del 2015 per via della continuità dell’offerta dei contenuti sportivi di Mediaset Premium rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonché beneficiare di un’ulteriore crescita dei ricavi caratteristici pay e del positivo contributo derivante dai risultati di Mediaset España.
Su questo andamento positivo potrebbero pesare gli impatti negativi conseguenti sia ai ritardi decisionali sull’operatività di Mediaset Premium -causati dall’interim management dovuto al rispetto dei termini del contratto con Vivendi -sia alle decisioni commerciali e operative prese dalla stessa Vivendi e non previste nel budget originario
di Mediaset Premium.
Dal primo luglio saranno inoltre consolidate integralmente le società appartenenti al Gruppo RB1/Finelco che non determineranno comunque nella restante parte dell’esercizio impatti rilevanti sui margini economici del Gruppo.

