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Assemblea Mediaset: prosegue il progetto MediaforEurope, via libera alle modifiche allo statuto. Scontro con Vivendi, che vota contro
Mediaset ha approvato a maggioranza le modifiche, più favorevoli alle minoranze, allo statuto di Mfe, MediaforEurope, la holding olandese in cui si fonderanno Mediaset e Mediaset Espana. I voti dei soci a favore sono stati il 79,8% del capitale presente, pari al 48,2% del capitale complessivo, quelli contrari il 19,7%, pari all’11,9% del capitale totale, e gli astenuti lo 0,41% del capitale presente.
All’assemblea, tenutasi a Cologno Monzese, alle porte di Milano, erano presenti 334 azionisti, in rappresentanza del 60,4% del capitale sociale. Dai lavori il CdA di Mediaset ha deciso, come avvenuto nelle riunioni precedenti, di escludere Simon Fiduciaria, trust che custodisce il 19,19% del capitale conferitole da Vivendi, che detiene un altro 9,6%, e cgem invece, è stata ammessa all’assemblea.
Vivendi ha votato contro le modifiche. "Il cda di Mediaset sta bruciando le tappe per completare la fusione il prima possibile senza rispettare le procedure di legge", ha sottolineato Caroline Le Masne de Chermont, capo degli affari legali del gruppo francese. "Ci viene chiesto di approvare un nuovo ma ancora abusivo progetto di fusione - ha aggiunto - ancora una volta il Cda sta mettendo la società in una situazione di incertezza giuridica e Vivendi non ha altra possibilità di votare contro la delibera".
Vivendi “in palese conflitto di interesse, ha il solo obiettivo di distruggere valore e non permettere a un concorrente di crescere” ha dichiarato Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, in apertura dell’assemblea del Biscione sul cambiamento di alcuni punti dello statuto della holding Mfein fase di costituzione.
"Cercando di mettere in stallo la nostra società, ha il solo intento di perseguire mire e obiettivi soggettivi a spregio della società e di tutti gli azionisti, italiani e spagnoli”, ha inoltre dichiarato il presidente del Gruppo di Cologno. "Dai tempi della scalata dei francesi del dicembre 2016 non abbiamo mai avuto il piacere di ascoltare alcuna proposta industriale proveniente dalla loro sponda che potesse avere un minimo di concretezza, nessuna idea, progetto, ipotesi di partnership che potesse rendere l’azienda più forte e redditizia a beneficio di tutti gli azionisti”.
Pier Silvio Berlusconi, VP e Ad di Mediaset (nella foto in alto), ha accusato Vivendi di essere una "zavorra" e ha assicurato che si andrà avanti con il progetto.
La Fusione, come si legge nella nostra stampa del Gruppo, rappresenta, per Mediaset, una priorità. Su di essa, precisa il comunicato, "si basa il progetto di creare un gruppo pan-europeo nel settore dell'entertainment e dei media, con una posizione di leadership nei propri mercati di riferimento e una scala che gli permetta di essere maggiormente competitivo e aumentare potenzialmente il proprio raggio di azione ad altre nazioni in Europa (il “Progetto MFE”)".
"Mediaset crede infatti fermamente nel futuro dell’industria europea dei media - prosegue la nota -. Sul punto, in particolare, l’investimento in ProSiebenSat.1 Media (pari al 15,1% del capitale sociale dell’emittente tedesca, come annunciato in data 11 novembre 2019) rappresenta un importante passo avanti nella creazione di una TV europea indipendente, forte nei contenuti e nella tecnologia, che possa migliorare la posizione competitiva dell’Europa nel mercato globale. Le dimensioni stanno diventando infatti un fattore strategico sempre più cruciale. E Mediaset è convinta che sia necessaria una risposta pan-europea per affrontare le sfide competitive e tecnologiche in atto".
"A queste finalità di natura strategica - sottolinea la nota - si aggiungono tangibili vantaggi economici a favore di tutti gli azionisti, connessi alla realizzazione delle sinergie stimate in circa Euro 100- 110 milioni (ante imposte) nei prossimi 4 anni (dal 2020 al 2023), corrispondenti ad un net present value di circa Euro 800 milioni. Risulta allora evidente che il Progetto MFE è essenziale per il futuro del Gruppo Mediaset, nonché per tutti i suoi azionisti e stakeholder, i quali subirebbero un grave danno in caso di sua mancata realizzazione".
Il progetto MFE potrebbe concretizzarsi entro la scadenza di inizio marzo, ovvero, entro sei mesi dall'approvazione delle assemblee avvenuta il 4 settembre 2019. Il progetto al momento sospeso in Spagna, per decisione cautelare della Corte di Madrid, e in Italia dove l’udienza al Tribunale civile di Milano è fissata per il 21 gennaio.

