Media

Mediaset esercita l'opzione per vendere a Sky la piattaforma di Premium. Sala (Publitalia): "Nei primi nove mesi pubblicità a +2,5%. Crescita double digit per radio e digital"

L'AD di Publitalia annuncia in un'intervista al Sole 24 Ore i risultati molto positivi di raccolta per il Gruppo Mediaset nei primi nove mesi e sui principali mezzi e anticipa che la sfida del futuro nel mercato attuale "è strutturare un’offerta video over the top che generi importanti crescite di volumi e di ricavi". Per l'anno in corso c'è "l’ambizione di chiudere in positivo nonostante l’assenza dei ricavi relativi al calcio nell’ultimo quadrimestre".

Da gennaio a settembre la pubblicità per Mediaset cresce del +2,5% e il Gruppo "ha l’ambizione di chiudere il 2018 in positivo nonostante l’assenza dei ricavi relativi al calcio nell’ultimo quadrimestre". Lo ha dichiarato in un'intervista al Sole 24 Ore  Stefano Sala, consigliere d’amministrazione Mediaset e AD della concessionaria Publitalia, anticipando, tuttavia, che "nei dati Nielsen settembre 2018-maggio 2019 sconteremo un confronto non omogeneo per l’assenza dei ricavi del calcio pay e del match di Champions in chiaro. E a giugno e luglio 2019 avremo la controcifra del Mondiale 2018".

Riguardo ai mezzi del gruppo, Sala ha raccontato al Sole: "Il nostro core business Tv, anche grazie ai Mondiali, è in decisa crescita mentre il resto del mercato Tv italiano, nel complesso, registra un andamento negativo. Digital e radio, mezzi gestiti da Mediamond, chiudono i primi nove mesi con incrementi a doppia cifra e hanno un’inerzia positiva per i mesi conclusivi dell’anno. Questa combinazione di fattori, tutti positivi, produce una crescita nel gennaio-settembre pari al +2,5% per il nostro perimetro di business consolidato".

Del resto, come ricorda il manager, Mediaset ha effettuato grandi investimenti, in primis sulla radio, completando i portfolio che ora comprende  Radio105, Virgin Radio, R101, Subasio e  Rmc. "Portando questo mezzo che prima non faceva parte delle nostre attività, in soli 3 anni, a essere un’area strategica del gruppo . A 'prova di futuro' per noi vuol dire che la vitalità evergreen della radio si deve abbinare all’evoluzione dell’audio digital streaming che stiamo proponendo, da oltre un anno, come complemento alle pianificazioni radio tradizionali.

Grandi investimenti anche sul digital con il lancio della piattaforma online Mediaset Play per accedere ai contenuti della tv Mediaset, in modalità live e on demand, sia dalle Tv connesse sia da computer e dispositivi mobili.

La Tv resterà  centrale per Mediaset. "Siamo convinti che la Tv abbia un grande futuro davanti; in particolare la nuova frontiera è quella della sinergia tra broadcasting & narrowcasting, permessa dalle smart TV connesse che uniscono broadcast e broadband, trasmissione ed interattività, fruizione lineare e on demand. Un nuovo ecosistema che promuove un futuro in Tripla A: All Addressable Adv. Infatti l’uso della tecnologia e dei dati ci consente, già oggi, di proporre campagne adv data driven su Tv connesse, audio streaming e digital" sottolinea Sala. 

In merito alle sfide che player come Facebook, Google, Amazon e Netflix impongono al mercato nell'offerta di contenuti video a player come Mediaset, Sala dichiara: "Serve un nuovo approccio strategico: occorre reinventare il nostro perimetro di attività, con vitalità nelle scelte e velocità di esecuzione. Noi nel 2018 lo abbiamo fatto. L’anno è partito con l’acquisizione dei Mondiali. In primavera abbiamo sviluppato il lancio di due nuovi canali, Focus e 20. Nello stesso periodo è stato concluso l’importante accordo con Sky che, da un lato, allarga al satellite la visione dei nostri canali Premium, serie e cinema, aumentandone gli ascolti e, dall’altro, permette agli abbonati Sky l’accesso a tutte le nostre reti free: Canale 5 è già visibile, gli altri canali lo saranno a breve".

Più in generale "La sfida del futuro - anticipa il manager al Sole 24 Ore - è strutturare un’offerta video over the top che generi importanti crescite di volumi e di ricavi. "Potremmo da un lato lanciare iniziative consortili con importanti operatori italiani e dall’altro avviare partnership anche con over the top globali".

Intanto il gruppo di Cologno ha esercitato l'opzione put, ovvero l'opzione di vendita di R2, la piattaforma tecnico-amministrativa di Premium con 130 addetti, a Sky.  L’opzione era prevista, a partire dal primo novembre, nell’accordo tra i due gruppi televisivi annunciato lo scorso marzo (leggi news).Il lungo percorso del progetto  prevede anche il passaggio all’Antitrust, per poi arrivare al closing e alla cessione effettiva della piattaforma.

A commento dell'operazione Premium, Stefano Sala spiega al Sole 24 Ore: "Non si tratta per niente di un addio alla pay tv. Continueremo a essere editori dei canali pay di cinema e serie: è il nostro lavoro".