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News: la sfida dell'online, tra User Generated Content e Huffington Post all'italiana
In Italia sono state lanciate negli ultimi tempi varie testate online che si ispirano a due casi americani, Huffington Post e Daily Beast. Alcune ospitano il meglio delle news circolanti in rete, come Il Post, altre adottano il modello daily magazine, come Lettera 43, altre ancora si basano sui contributi provenienti dagli utenti. Quale la formula migliore?
Come fa notare un articolo apparso oggi, 25 marzo, su l'Espresso, si moltiplicano anche in Italia le testate online che si rifanno al modello informativo degli americani Huffington Post e Daily Beast. A siti come Dagospia, Blitz Quotidiano, nati in maniera quasi 'amatoriale', con ridotti investimenti, si affiancano infatti altre testate che offrono contenuti di qualità, uno scenario internazionale e uno stile grafico elegante. All'Huffington Post si rifà il sito 'Il Post', (1 mln di euro di finanziamento iniziale), lanciato un anno fa da Luca Sofri, un'aggregatore dei contenuti ritenuti più intelligenti provenienti dal web che conta circa 28 mila utenti unici e 131 mila pagine viste al giorno (dati Audiweb gennaio 2011).
'Lettera 43', invece, nata lo scorso ottobre su iniziativa di Paolo Madron con un capitale iniziale di 5 mln di euro, propone invece 70 articoli al giorno, dalle ore 5.00 a mezzanotte, con una formula daily magazine e un ampio range di argomenti che spaziano dai motori al cibo al gossip, per fare concorrenza ai siti dei quotidiani tradizionali. Attualmente i visitatori unici del sito sono 22mila al giorno.
E' nato lo scorso gennaio Linkiesta, diretto da Jacopo Tondelli, che punta a raggiungere entro un anno 25 mila utenti unici. In questo caso, il modello di business mescola pubblicità e abbonamenti, senza escludere, in futuro, la proposta di alcuni contenuti a pagamento.
L'altro importante filone dell'editoria online è quello delle testate i cui contenuti sono forniti dagli utenti stessi. I casi italiani più significativi sono quelli di Agoravox.it. sito di giornalismo partecipativo e Giornalettismo, un super blog ricettacolo delle news provenienti dalla rete.
E' una notività il portale Cadoinpiedi, realizzato da Casaleggio e Associati (che già produce il sito di Beppe Grillo) con l'editore Chiarelettere. L'obiettivo della testata è quello di raggruppare i principali autori italiani e i loro commenti sui fatti di attualità.
Resta da chiedersi se queste formule di giornalismo in rete possano funzionare. I casi italiani citati sembrerebbero fornire segnali positivi. Da oltreconfine, come indica l'Espresso, un risultato significativo l'ha ottenuto Business Insider, che conta 8 mln di utenti unici al mese e 5 mln di dollari di ricavi che gli hanno consentito di raggiungere il break even in tre anni. Secondo il Ceo e direttore Henry Blodget la chiave per il successo sta nel fornire contenuti pensati ad hoc per il web e selezionati dalle miriadi di fonti a cui i lettori possono accedere sul web.
Che sia la via da seguire anche per i più intraprendenti editori in Italia?
SP, EC

