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Papa Francesco dedica un discorso alla delegazione di Deloitte Global per indirizzare il futuro dei consulenti che hanno il potere di aiutare la società. “Servono inclusione, sobrietà, cura e benessere”
Papa Francesco ha ricevuto ieri la delegazione di Deloitte Global cui ha dedicato un discorso sull’importanza e la rilevanza dei consulenti in un momento di grave crisi come quello che il mondo sta affrontando ormai da 15 anni.
Dopo un momento di ringraziamento, il pontefice parte con l’analisi della realtà attuale che vede il mondo sofferente a causa del peggioramento delle condizioni ambientali. Ma fa anche riferimento ai gruppi sociali e alle popolazioni che vivono in maniera non dignitosa per ciò che concerne l’alimentazione, la salute, l’istruzione e altri diritti fondamentali.
“L’umanità è globalizzata e interconnessa, ma permangono povertà, ingiustizia e diseguaglianze” afferma il Papa e propone tre suggerimenti per far sì che un consulente, un coordinatore di consulenti, un professionista esperto possano contribuire a invertire o almeno a correggere la rotta.
“Il primo suggerimento è di tenere viva la consapevolezza che voi potete lasciare un segno” afferma Francesco “Le vostre conoscenze, le vostre esperienze, le vostre competenze e la vastità della rete delle vostre relazioni costituiscono un immenso patrimonio immateriale che aiuta imprenditori, banchieri, managers, amministratori pubblici a capire il contesto, a immaginare il futuro e a prendere decisioni”.
A questo potere deve però affiancarsi costantemente la volontà di indirizzare le analisi e le proposte verso scelte coerenti con il paradigma dell’ecologia integrale.
Il secondo suggerimento riguarda invece la responsabilità culturale che i consulenti sono tenuti ad assumersi e che proviene direttamente dal patrimonio di intelligenze e di connessioni di cui dispongono.
“Per responsabilità culturale intendo due cose: assicurare un’adeguata qualità professionale, e inoltre una qualità antropologica ed etica che vi permetta di suggerire risposte coerenti con la visione evangelica dell’economia e della società, in altre parole, con la dottrina sociale cattolica. Si tratta di valutare gli effetti diretti e indiretti delle decisioni, l’impatto sull’attività ma, ancora prima, sulle comunità, sulle persone, sull’ambiente”.
Infine, terzo e ultimo suggerimento: valorizzare le diversità.
Negli ultimi quindici anni il mondo è passato attraverso crisi gravi e continue, la pandemia e la guerra in ucraina sono solo le ultime di una lunga serie.
Il consulente di oggi deve essere consapevole del proprio ruolo ed è chiamato a proporre soluzioni nuove per sfide nuove: “Chiamerei questa nuova generazione di consulenti ‘consulenti integrali’. Si tratta di esperti e professionisti che tengono conto delle connessioni tra i problemi e le loro rispettive soluzioni”.
“Avete le giuste competenze per collaborare a costruire quel ponte necessario tra il presente paradigma economico, basato su consumi eccessivi e che sta vivendo la sua ultima fase, con il paradigma emergente, un paradigma strutturato sull’inclusione, la sobrietà, la cura e il benessere” conclude il pontefice.

