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Sorrell: per Wpp Italia 400 mln di fatturato nel 2011, a dominare è ancora la tv
In un'intervista al Sole 24 Ore il chief executive officer di Wpp ha dichiarato che nel nostro Paese è ancora la televisione a fare la parte del leone, mentre la stampa è sotto pressione. Il manager non esclude acquisizioni tra le piccole e medie imprese italiane. Sul futuro della carta stampata Sorrell è ottimista: il giornalismo prodotto da professionisti deve essere preservato, è superiore ai blogger.
Wpp Italia chiuderà l'anno con un fatturato pari a circa 400 milioni di euro. A dichiararlo è stato Sir Martin Sorrell (nella foto), chief executive officer di Wpp, in un'intervista rilasciata ieri, 6 luglio, al Sole 24 Ore. "Ritorneremo ai livelli del 2008, ovvero al dato pre Lehman Brothers. Ma solo come revenue, con gli utili non ci siamo ancora", ha affermato il manager. 850 milioni il fatturato atteso in Francia, particolarmente positive le performance di Germania e Regno Unito.
Tornando all'Italia, Sorrell ha precisato che nel nostro Paese a catalizzare gli investimenti pubblicitari è soprattutto la tv, mentre la stampa resta sotto pressione. Purtroppo permane un problema relativo alla banda larga, il cui sviluppo non è avanzato come dovrebbe essere.
In merito, in generale, alla situazione del mercato dell'advertising, il Ceo di Wpp ha affermato che sarà difficile che la crescita degli investimenti sui siti web delle testate riesca a colmare il calo sui giornali cartacei, anche eprchè dovrebbero sussistere tre condizioni: abbonamenti, pagamento dei contenuti, consolidamento dei gruppi editoriali. Inoltre Sorrell è convinto che "il giornalismo prodotto da professionisti debba essere preservato eprchè è molto più importante di quello fatto da blogger armati di telecamerina".
Tra i fenomeni destinati a un rapido sviluppo il manager cita gli smartphone e i tablet, che definisce "una rivoluzione solo all'inizio". Infine, Sorrell non esclude possibili acquisizioni, anche nel nostro Paese: "E' calato il nostro debito e quindi possiamo investire di più - dichiara al Sole 24 Ore -. C'è molto là fuori, piccole e medie imprese. Tre o quattro anche in Italia".
SP

