Poltrone

Iab: Ippolito e Binaghi in corsa per la presidenza

Per la guida dell’associazione della comunicazione digitale dopo Layla Pavone si sfideranno un professionista con internet nel proprio DNA, il direttore vendite del portale Wind/libero, e un grande analista dei media, il vicedirettore generale della Manzoni. Giovedì 15 il voto degli associati per l’elezione del Consiglio direttivo, che eleggerà il nuovo presidente. Proponiamo i profili e i programmi.

Il 15 aprile sarà un giorno importante per l’industria digitale italiana. Giovedì della prossima settimana verrà eletto il nuovo consiglio direttivo che, a sua volta, eleggerà il nuovo presidente dell’associazione, fino a oggi guidata da Layla Pavone. Rispetto alle elezioni di due anni fa registriamo due novità. La prima riguarda il numero delle candidature, sostanzialmente raddoppiato rispetto al precedente biennio. Sono , infatti, ben 34 gli sfidanti per un totale di 11 posti disponibili. Mentre sono 130 le aziende associate che avranno diritto di voto, ognuna delle quali potrà esprimere tre preferenze.
La data è vicina e gli associati sono già in grande fermento. Un’agitazione già percepibile nella mattinata di ieri organizzata da Iab presso la sede del Sole 24 Ore sul rapporto tra social media ed editoria online.
Inevitabili anche i rumors su chi potrebbe essere il prossimo presidente, fermo restando che Layla Pavone, come ormai stranoto, non si ricandiderà.
Ebbene, e qui veniamo alla seconda novità, stando alle indiscrezioni raccolte i candidati sarebbero ben due. Si tratta di un fatto inedito per Iab che è sempre arrivata all’assemblea dei soci con un solo nome intorno al quale aggregare il consenso. Segno, evidente di una accresciuta vitalità associativa ma, anche, di qualche differenza nel modo di vedere l’associazione e la sua evoluzione.
I nomi dei contendenti sono quello di Salvatore Ippolito, direttore vendite nella business unit portal and vas di Wind/Libero, e di Roberto Binaghi, vicedirettore generale della concessionaria Manzoni con delega al marketing strategico, al multimedia e al digitale.
Due background, due percorsi, decisamente diversi. Per tracciarli, nel caso di Ippolito, abbiamo attinto anche al profilo inviato contestualmente alla proposta di candidatura inviata a Iab entro i termini previsti. Per quanto riguarda Binaghi la cui presentazione (facoltativa) del profilo non è pervenuta allo Iab, lo abbiamo ricavato dal programma che il candidato ha fatto circolare in questi giorni.

Vediamoli:

Salvatore Ippolito, 49 anni, ha il web nel proprio dna. Nel 1999 è direttore marketing in Nielsen dove ha lanciato lo strumento di misurazione Nielsen//NetRatings in Italia. Erano gli anni del grande entusiasmo, dell’euforia, anni in cui Ippolito, autentico ‘evangelista del web’, era presente in ogni convegno in cui si parlava della rete, di internet, e della sua valenza quale ambiente di comunicazione. Da segnalare anche la sua attività di editorialista su Il Sole 24 Ore. Una missione, la sua, che è sopravvissuta allo scoppio della bolla speculativa. Nel 2003 ha partecipato attivamente all’incontro tra Nielsen e Audiweb . Nel 2005 la svolta in una ottica più olistica della comunicazione con l’impegno in Millward Brown dove, fino al 2007, si è occupato dell’analisi e dell’integrazione tra i diversi media e canali. Nel 2008 assume la responsabilità commerciale della concessionaria Microsoft Advertising. Si tratta del suo terzo passo nel mondo internet, dopo le ricerche, la consulenza e l’impegno diretto come lo stesso Ippolito ama definirlo. Infine il recente approdo a Wind/Libero Adv dove la missione è portare internet ovunque (fisso e mobile). Insomma, una vita dedicata al web.

 

Roberto Binaghi, 46 anni, ha percorso la sua carriera professionale nell’area ‘classica’ dei media di cui, da circa un ventennio, è uno tra i protagonisti più autorevoli e stimati. La sua esperienza l’ha maturata nel comparto dei centri media. Ha trascorso una vita in Mindshare di cui, nel 2005, è diventato Ceo. 'Tecnico' della materia che conosce come pochi, una visione lucida dello scenario, e autentico fenomeno nella gestione delle gare: grazie a queste qualità nel 2005 viene coinvolto in OMD. Infine, a metà 2009, il salto della barricata. Una nuova fase sul fronte della vendita col coinvolgimento in Manzoni, la concessionaria del Gruppo L’Espresso/Repubblica. Nelle sue ‘performance’ espositive ha sempre saputo evitare le trappole della banalità per recitare, spesso, il ruolo del bastian contrario. Come ad esempio allo Iab Forum del 2008 dove, in piena crisi, Binaghi raffreddava gli animi di chi pensava che le aziende, con meno soldi a disposizione, si sarebbero buttate a capofitto in Internet mettendo in guardia dai piluccatori della rete, dagli investitori mordi e fuggi. E’ stato inoltre presidente del centro studi di AssoComunicazione e consigliere di Audiweb, Audipress e Audiposter. 

I programmi

Due profili diversi, dunque, con due programmi diversi.
Cerchiamo di capire in sintesi su quali linee di principio i due contendenti si propongono agli elettori. Anche in questo caso rimandiamo i lettori alla lettura completa dei programmi proposta in allegato.

Ippolito: torniamo ai fondamentali

Per Salvatore Ippolito, come ha commentato in estrema sintesi ai microfoni di ADVexpress, si tratta di tornare ai fondamentali del marketing applicati a internet. Innanzitutto il Prodotto: per migliorare il prodotto internet è necessario lavorare sulla trasparenza, su regole condivise. Il Prezzo: non è ancora quello giusto. Anche in questo caso è necessario lavorare per sensibilizzare le aziende su quello che comprano e su quello che ne hanno in cambio. A questo proposito Ippolito propone di passare dal ROI al ROE, ossia alla valutazione del Return on Engagement. Così facendo, finalmente, è auspicabile che le aziende investiranno una percentuale a due cifre rispetto alla spesa pubblicitaria complessiva. Per quanto riguarda la Promozione si tratta di sensibilizzare, attraverso un roadshow, gli interlocutori pubblici e privati sul lavoro fatto, le iniziative intraprese raccontando le case history di successo. Infine la Distribuzione, autentico tallone di Achille. Per Ippolito Internet è ancora troppo Milano e Roma-centrico. Al di fuori di queste due realtà la rete non è ancora entrata nel dna delle piccole e medie imprese sparse su tutto il territorio nazionale.
Inoltre, il rapporto con le aziende, da tenere sempre vivo grazie alla creazione di un Advisory Board che riunisca imprese, agenzie creative, e media. Infine un comitato permanete sulla creatività.

Binaghi: lavoriamo sulla sostanza

Roberto Binaghi riconosce a Layla Pavone il merito di avere saputo creare coesione e riconoscimento alla cultura digitale. Da ora in avanti, come dichiara anche ad ADVexpress, è necessario consolidare l’industry, passando dalla comunicazione digitale interattiva alla comunicazione ‘tout court’ definita da tutta la filiera produttiva. Una necessità resa evidente da un dato di fatto: nonostante la potenzialità il mercato appare enormemente sottodimensionato in termini di numeri, fatturati, professionalità, strumenti, ecc.. Insomma, occorre lavorare sulla sostanza attraverso una serie di azioni quali, ad esempio, la rilevazione di tutti gli investimenti sul web (non solo FCP/Nielsen), inclusi i network e quelli diretti delle aziende. Un obbiettivo raggiungibile grazie a un’intesa con le altre associazioni facendo tesoro anche degli esperimenti fatti in passato. Il rapporto con le aziende deve diventare ancora più centrale, soprattutto all’interno dello Iab Forum. Binaghi insiste molto anche sulle attività di lobby, a livello locale ed europeo, in stretto raccordo con le associazioni quali Fedoweb e Iab Europe. Altri punti importanti sono la capacità di anticipare il cambiamento, collaborare con l’offerta di servizi e device che spesso dettano le regole del gioco (dall’iPhone, iPad, alle Playstation di Sony, ecc.) per consentire di operare in maniera aperta e trasparente, e maggiore coinvolgimento delle PMI. 


Salvatore Sagone