Poltrone
Puglisi lascia Cayenne. Lo strappo sulle ‘visioni’ della comunicazione e sulle aspettative imprenditoriali
Dopo dieci anni di collaborazione, le divergenze su come intendere il futuro della comunicazione e le “tradite” aspettative di un coinvolgimento ancora più imprenditoriale con Peter Grosser hanno spinto a questa scelta. Tra i successi del decennio ricordiamo la promozione/scommessa di Media World abbinata ai mondiali di calcio 2006, ‘Non è crudo, è di Parma’, Ga’ el Suv per Skoda Yeti, la campagna dei bicchieri animaletti per la birra Forst, Le smammas di Webank, e tutti gli spot Edison interpretati da Gerry Scotti.
Raggiunto da ADVexpress, Puglisi ha spiegato che al centro del “divorzio consensuale” ci sono divergenze su come intendere il futuro della comunicazione, “dal concetto di ‘qualità’ all’idea del ‘servizio’ da offrire, passando per il modo di intendere il digitale”.
Ma non solo, lo strappo si è consumato anche sul fronte delle aspettative imprenditoriali che, secondo quanto affermato da Puglisi, sarebbero state “tradite”, in quanto, dopo dieci anni, il direttore creativo esecutivo ambiva “a qualcosa di più rispetto all’essere solo uno dei dirigenti del board dell’agenzia”.
Quanto al futuro, ora tutte le strade sono aperte: “Sto elaborando questa enorme esperienza - precisa Puglisi - per mettere le basi ad un nuovo modo di interpretare questo mestiere, che ha sempre bisogno di evoluzioni innovative e creative”. Che poi questa ‘elaborazione’ lo porti a cominciare un percorso con un’altra agenzia o a fondarne una nuova, questo non è ancora possibile saperlo.
Tra i successi che Puglisi ha contribuito a creare in questi anni ricordiamo la campagna enogastronomica per il mercato giapponese, la grande promozione/scommessa di Media World abbinata ai mondiali di calcio 2006, ‘Non è crudo, è di Parma’, Ga’ el Suv per Skoda Yeti, la campagna dei bicchieri animaletti per la birra Forst, Le smammas di Webank e tutti gli spot Edison interpretati da Gerry Scotti.
“Nel maggio del 2003 - conclude Puglisi - quando Peter Grosser decise di affidarmi la direzione creativa della neonata e sconosciuta Cayenne mi sembrò una di quelle sfide apparentemente folli ma alle quali non si poteva rinunciare. Da allora gli anni si sono succeduti con grande crescita e successi per l’agenzia, sino ad arrivare a essere una tra i più interessanti player nel mercato della comunicazione”.
Mario Garaffa

