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Ricerche

Consulta degli Eventi, cresce dell'82% il numero di gare monitorate nel 2012. Sono 192

Dalle Telecomunicazioni il maggior numero di gare e la fetta maggiore di budget su un valore complessivo di 37,2 milioni di euro. Sono 92 le aziende che hanno indetto le 192 gare a cui hanno partecipato 13 delle 17 agenzie della Consulta. Peggiora il dato sui tempi di presentazione dei progetti.
Quarto anno di monitoraggio delle gare per la Consulta degli Eventi di AssoCom, che nel 2012 ha potuto condurre l’indagine su ben 192 gare, contro le 105 del 2011 (+82,8%) e le 95 del 2010. 

Tredici le agenzie, su 17 iscritte alla Consulta degli Eventi, che hanno preso parte all’indagine, inviando un totale di 198 schede. Di seguito, il dettaglio:
- Sinergie (66), 
- Globe Events Management (41)
- Input - Input Group (26)
- DPR - Input Group (22)
- Promoconvention - Input Group (14)
- Inventa CPM (12)
- Alphaomega (7)
- What Else? (5)
- Piano B (4)
- Marketing Multimedia (1). 

Tre, invece, le agenzie che, lavorando solo su progetti ad assegnazione diretta, non hanno inviato schede: Addicta, Carpe Diem, MIL. 

Novantadue il numero di aziende che hanno indetto le 192 gare. L’analisi ha preso in considerazione le dimensioni e i settori merceologici delle aziende committenti, i budget, i tempi di presentazione del progetto, il numero e la tipologia delle agenzie coinvolte in gara. 

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L’indagine condotta sui dodici mesi ha confermato i dati emersi nel primo semestre. La quasi totalità dei clienti (94,8%) è rappresentata da aziende di grosse dimensioni, dal fatturato annuo superiore ai 50 milioni di euro, provenienti da ogni settore merceologico. Analizzando il numero delle gare in relazione ai diversi settori merceologici, risulta che le aziende che hanno indetto il maggior numero di pitch provengono dalle telecomunicazioni (il 24% delle gare complessive sono lanciate da loro). Seguono gli istituti bancari e assicurativi (19,8%) e le aziende del settore automotive (14,6%). 

Alle telecomunicazioni spetta, inoltre, il primato dei budget: sul valore complessivo delle gare indette (37,2 milioni di euro), il 26,3% dei budget sono stanziati da imprese di questo settore, seguite ancora una volta da banche e assicurazioni (20,3%), e dalle aziende che operano nel campo dell’energia (13,2%). 

Scendendo nel dettaglio dei budget allocati per ogni singolo evento, emerge che i budget medi più alti siano quelli stanziati dalle aziende farmaceutiche (797.000 euro), e del settore energetico (700.000 euro), seguiti a una certa distanza da telecomunicazioni (245.000 euro) e da banche e assicurazioni (222.000 euro). In coda alla graduatoria, il largo consumo (78.000 euro), i media (60.000 euro) e le aziende di abbigliamento e accessori (44.500 euro). 

Nel complesso, il 47,4% delle gare ha avuto come oggetto progetti per i quali il budget stanziato è stato compreso tra i 100.000 e i 300.000 euro, il 16,4% dei progetti dall’importo superiore ai 300.000 euro, e il rimanente 36,3% progetti di dimensioni inferiori ai 100.000 euro (era il 33% nel primo semestre). 

Peggiorano nel secondo semestre i tempi concessi per la presentazione del progetto: solo il 34,3% delle gare ha infatti previsto 15 o più giorni a disposizione, a fronte di un 42,4% del primo semestre. Situazione quindi in costante peggioramento rispetto anche al 2011, quando nel 52% dei casi venivano lasciati più di 15 giorni. 

Migliora rispetto all’anno passato il dato relativo al numero delle agenzie in gara. Nel 45,9% dei casi, a essere state invitate ai pitch sono state 3 agenzie, il numero suggerito dalla Consulta. Solo nel 29,7% delle gare il numero è stato superiore a 3 (nel 2011 avveniva nel 31,8% dei casi). Si tratta, tuttavia, di una percentuale molto più alta rispetto al 26,5% del 2010 e addirittura al 14,8% del 2009. 

A commentare i dati Alessandra Lanza (nella foto), presidente della Consulta degli Eventi: “Progetti di minore entità e tempi più brevi per la consegna delle proposte. Questo èlanza.jpg emerso nel secondo semestre. In relazione al primo punto, tenendo conto l’alta incidenza degli eventi interni su questi numeri, bisogna chiedersi se si tratta di scelte precise delle aziende, che per motivi strategici concentrano i propri eventi nella prima metà dell’anno, o di una reale e progressiva riduzione dei budget. Quanto ai tempi, dovremmo cercare di far capire ai nostri clienti che lo sforzo creativo e di progettazione richiesto alle agenzie è indipendente dalle dimensioni dell’evento, laddove invece tempi più larghi sono sempre funzionali alla qualità del risultato”.