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Ricerca Aipem - Quaeris: Le aziende del Nord Est esportano tanto ma comunicano poco

Una ricerca sulla propensione all’internazionalizzazione commissionata da AIPEM all’Istituto Quaeris fotografa un Nord Est che dall’export trae in media il 50% dei fatturati, ma che non supporta l’internazionalizzazione del business con strategie di marketing volte a fidelizzare i consumatori.
Oltre i due terzi delle imprese venete e friulane esportano i loro prodotti, ma la metà di queste non supporta l’internazionalizzazione con strategie di marketing e comunicazione. Questo è il dato che si evince dalla ricerca commissionata dal Gruppo Aipem - Vodu all’istituto di ricerca sociale Quaeris. Un’indagine che ha coinvolto le Piccole e Medie Imprese del Veneto e del Friuli Venezia Giulia per conoscere l’orientamento all’esportazione e il grado di efficienza e fiducia nel marketing a supporto di politiche di internazionalizzazione del business.

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Per le imprese interpellate la capacità di agganciare la domanda estera non è solo una semplice possibilità, ma è un reale asset strategico in quanto l’export incide in media per il 47,5% sul fatturato, quindi di vitale importanza.

Il 61,9% delle imprese esportatrici coinvolte nell’indagine, quando si tratta di approcciare un mercato estero, agisce autonomamente e non attua alcuna particolare strategia, ma allo stesso tempo oltre i due terzi delle intervistate lamenta, tra i fattori esterni all’azienda, difficoltà nel competere sui mercati mondiali a causa dei vincoli legislativi o per la mancanza di partner locali di contatto. Mentre per ciò che riguarda i fattori interni all’impresa circa il 40% dichiara una scarsa conoscenza dei mercati e la mancanza di personale con competenze necessarie ad affrontare queste sfide.

Questo aspetto si lega anche alle attività di marketing a supporto dell’internazionalizzazione del business: ben il 47% delle interpellate ammette la necessità di migliorare le proprie attività di comunicazione e marketing, constatando che però non hanno le idee chiare di cosa e come fare.
Inoltre, ben il 40% delle aziende esportatrici dichiara di non utilizzare in maniera organica modalità di awareness o di engagement attraverso la rete.

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Chi esporta si affida per il 34% dei casi a consulenti di comunicazione e marketing operanti sui mercati d’interesse, mentre il quasi il 60% degli intervistati svolge l’attività di comunicazione e di visibilità all’estero dall’head quarter italiano, utilizzando personale interno all’azienda (34,3%) o affidandosi ad agenzie specializzate italiane (23,4%).

“E’ chiaro che esportare e conquistare nuovi clienti all’estero non è unicamente una questione di qualità dei prodotti e concorrenzialità dell’offerta, ma incidono sempre di più le politiche di marketing e comunicazione – sottolinea Paolo Sandro Molinaro, presidente del Gruppo Aipem – Vodu -. La corretta trasmissione di quelli che sono i valori di un marchio, le attività per gestire la propria reputazione, fino ad arrivare alle operazioni di engagment sono elementi fondamentali per acquisire la fiducia dei consumatori, ma soprattutto per fidelizzarli e mantenerli nel tempo”.

Alla luce dei dati riscontrati in questa ricerca, il Gruppo Aipem - Vodu ha deciso di avviare un roadshow formativo sulle tecniche di comunicazione, visibilità e promozione internazionale attraverso l’uso dei new media, con una serie di master che l’agenzia di marketing e comunicazione svolgerà sul territorio del Friuli e del Veneto gratuitamente per tutti gli imprenditori interessati a conoscere modalità e opportunità da cogliere per sostenere il proprio business anche all’estero.

(Il campione ha compreso 91 aziende di cui 59% fino ai 10 milioni di euro di fatturato, 20,7% tra i 10 e 50 milioni di fatturato e il 20,3% del campione fino ai 250 milioni di euro, di queste il 56,8% con sede in Friuli Venezia Giulia e 43,2 in Veneto)