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BEA Italia Festival 2025. Industria degli eventi, Urso: “Un vero motore del Made in Italy. Ora serve un riconoscimento formale e un approccio sistemico”
Il valore strategico dell’industria degli eventi per la promozione del Made in Italy conquista il centro del dibattito pubblico. Sul palco del BEA Italia 2025, in occasione della consegna del premio “Best Event Ambassador”, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha delineato una visione chiara: trasformare un settore frammentato ma dinamico in una leva sistemica capace di amplificare la forza del brand Italia nel mondo.

Nel suo intervento, Urso ha ricordato come il comparto degli eventi rappresenti ormai “una vera e propria industria”, con numeri significativi sia in termini di investimenti sia di fatturato. Nei prossimi dieci anni, si stima che a livello globale verranno realizzati 380 mega-eventi, sostenuti da oltre 7 miliardi di euro l’anno di investimenti. Un potenziale enorme che, secondo il Ministro, l’Italia deve imparare a valorizzare in maniera coordinata.
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"La sfida - ha spiegato - è trasformare la molteplicità di voci del settore in una forza unitaria, capace di promuovere al meglio l’eccellenza italiana. Gli eventi sono uno dei canali più efficaci per raccontare il nostro Paese e la nostra identità".
Urso ha insistito sul ruolo culturale dell’Italia come patria del “soft power”: "La nostra cultura emoziona da millenni. Gli eventi, in fondo, nascono a Roma. Siamo un popolo che sa trasmettere emozioni, e questo è un valore che il mondo ci riconosce".
Secondo il Ministro, gli eventi internazionali rappresentano un palcoscenico privilegiato per mostrare l’eccellenza italiana; allo stesso tempo, gli eventi ospitati nel nostro Paese permettono di valorizzare un patrimonio unico al mondo, a partire dai siti UNESCO.
Tra gli esempi citati, l’Amerigo Vespucci, trasformata in un format itinerante di promozione del Paese, e il Giubileo, definito "un evento che solo l’Italia può realizzare".
Urso ha ribadito la necessità di adottare una logica integrata, un vero “sistema Italia” capace di unire istituzioni e imprese. "Il nostro Ministero - ha ricordato - ora si chiama Imprese e Made in Italy. È un segnale preciso: vogliamo valorizzare ogni forma di eccellenza, anche quelle più nuove".
In quest’ottica, il settore degli eventi entrerà nel “Libro Bianco Made in Italy 2030” come uno dei comparti emergenti, accanto alle tradizionali “5 A” (abbigliamento, alimentazione, arredo, automazione, auto) e alle nuove economie come Blue Economy, Space Economy, turismo, industria culturale e creativa.
In chiusura del suo intervento, Urso ha. accettato l’invito a partecipare ai prossimi Stati Generali degli Eventi, in programma a settembre 2026 a Milano Un segnale di continuità e di attenzione istituzionale per un comparto considerato sempre più strategico.
"Il futuro del Made in Italy - ha concluso il Ministro - passa anche dalla capacità di raccontarci attraverso grandi eventi. E questa può diventare una delle nostre industrie più potenti".

