Sponsorizzazioni
La famiglia Benetton lascia basket e volley dal 2012
Benetton annuncia che a partire dal 2012 l'azienda non sarà più proprietaria né sponsor di basket e volley Treviso, l'impegno resterà attivo per i soli settori giovanili. Continua invece l'impegno nel rugby.
Come si apprende da CorrieredelVeneto.it, del 17 febbraio 2011, la famiglia Benetton lascia lo sport trevigiano.
Dal 2012 abbandonerà basket e volley, mentre manterrà il proprio impegno nel rugby.
L'annucio a sorpresa è stato dato dal patron Gilberto Benetton (nella foto), nel corso di una conferenza stampa, a villa Minelli cuore delle attività del gruppo.
"Abbiamo perso le motivazioni e la gioia, questo sport non ci appartiene più e buttare i soldi non piace a nessuno. È stata una scelta sofferta - ha detto Gilberto -, terremo i settori giovanili e il rugby. Oggi è una giornata triste".
Benetton ha ribadito nel corso della conferenza stampa che la decisione è stata presa non tanto per ragioni economiche : "Anche se adesso bisogna investire molti più soldi rispetto al passato per ottenere risultati, noi abbiamo scelto sempre una linea di tipo etico sugli investimenti. Ma adesso non è più possibile. Poi c'è il problema della città. Treviso non ha più fame, è una piazza abituata a grandi successi, ora non ha più la carica - continua il patron dell'azienda -. Lo stesso Palaverde oggi si riempie a fatica, al contrario del rugby che, con la Celtic league, ci sta dando molte soddisfazioni".
Dal 2012 abbandonerà basket e volley, mentre manterrà il proprio impegno nel rugby.
L'annucio a sorpresa è stato dato dal patron Gilberto Benetton (nella foto), nel corso di una conferenza stampa, a villa Minelli cuore delle attività del gruppo."Abbiamo perso le motivazioni e la gioia, questo sport non ci appartiene più e buttare i soldi non piace a nessuno. È stata una scelta sofferta - ha detto Gilberto -, terremo i settori giovanili e il rugby. Oggi è una giornata triste".
Benetton ha ribadito nel corso della conferenza stampa che la decisione è stata presa non tanto per ragioni economiche : "Anche se adesso bisogna investire molti più soldi rispetto al passato per ottenere risultati, noi abbiamo scelto sempre una linea di tipo etico sugli investimenti. Ma adesso non è più possibile. Poi c'è il problema della città. Treviso non ha più fame, è una piazza abituata a grandi successi, ora non ha più la carica - continua il patron dell'azienda -. Lo stesso Palaverde oggi si riempie a fatica, al contrario del rugby che, con la Celtic league, ci sta dando molte soddisfazioni".

