Evento culturale

10° Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo. “Non c’è più tempo” è il tema dell’edizione 2024

Fondato e diretto da Francesco Bizzarri, con la direzione artistica di Maurizio Nichetti, si svolgerà a Milano dal 12 al 15 settembre, con 38 anteprime nazionali e internazionali, eventi, roundtable e incontri business. Il regista Mario Martone guest of honor dell’edizione.   Main Sponsor del Festival GKSD Investment Holding.

Milano capitale del cinema del reale dal 12 al 15 settembre con il  10° Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo, appuntamento  annuale con il cinema documentario ideato, fondato e diretto da Francesco Bizzarri (a sinistra nella foto), con  la direzione artistica di Maurizio Nichetti (a destra).  

L’edizione di Visioni dal Mondo targata 2024 per il decimo anniversario sceglie un tema  provocatorio "Non c'è più tempo", un invito all’azione, alla riflessione, un richiamo  all'impegno, alla fermezza e alla determinazione, esplorando attraverso le proiezioni in  anteprima le questioni più urgenti e pressanti del nostro tempo. Il coraggio, la forza, la  parità di genere, l’ambiente, la giustizia sociale, la memoria storica, le guerre, la ragione  e la follia umana, la sicurezza, la libertà, il disturbo dello spettro autistico, questi i temi dei 38 documentari italiani e internazionali selezionati che con differenti orizzonti narrativi  offriranno uno sguardo profondo e stimolante sulla realtà che ci circonda. 

Il 10° Festival rappresenta una milestone straordinaria per la manifestazione, segnando un  decennio di impegno nel supportare il settore e promuovere il genere documentario  come forma d’espressione in grado di narrare il mondo contemporaneo in tutte le sue complessità. Con l’obbiettivo, infatti, di raccontare il mondo in cui viviamo con uno  sguardo libero e aperto, in questi anni Visioni dal Mondo è stato il palcoscenico ideale  per promuovere il cinema del reale, diventando un punto di riferimento per registi,  produttori e appassionati del genere documentaristico.  

Visioni dal Mondo 2024 si terrà in tre luoghi simbolo di cultura del capoluogo lombardo: il  Teatro Litta, sede del Concorso Italiano e di Visioni Incontra, la sezione Industry del Festival  dedicata al business e rivolta ai professionisti, curata da Cinzia Masòtina, Head of Industry, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, anticipatore nell’introdurre  all’interno della propria offerta culturale la realtà virtuale fin dal 2014, che ha co-curato  la terza edizione di Visioni VR, il Concorso dedicato ai documentari in realtà virtuale, e la Cineteca Milano Arlecchino, modello di cinema d'arte moderna nel panorama della  città, che ospiterà i film documentari selezionati per il Concorso Internazionale. Anche per  questa edizione, Visioni dal Mondo offrirà la possibilità di seguire le anteprime da tutta  Italia sul sito ufficiale del Festival www.visionidalmondo.it attraverso le sale web della  piattaforma streaming italiana MYmovies. 

Sono profondamente orgoglioso di celebrare il decimo anniversario del Festival  Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo. Questo traguardo rappresenta non  solo una pietra miliare per il nostro Festival, ma anche un'importante conquista per  l'industria del documentario in Italia e nel mondo - ha sottolineato Francesco Bizzarri,  ideatore e Presidente di Visioni dal Mondo –. Fin dall'inizio, il nostro obiettivo è stato quello  di creare una piattaforma dinamica e inclusiva che mettesse in luce il potere del cinema  del reale. In questi dieci anni, abbiamo lavorato instancabilmente per costruire un ponte  tra registi e produttori, facilitando incontri e collaborazioni con addetti ai lavori, direttori di  altri festival e professionisti del settore. Questa sinergia ha permesso di ampliare le  opportunità per i nostri talenti e di promuovere la diffusione di storie significative e  d'impatto. Il tema di quest'anno, 'Non c'è più tempo', riflette la nostra urgenza di affrontare  le sfide globali attraverso il linguaggio del documentario. È un richiamo all'azione, un invito  a riflettere e a prendere posizione su questioni cruciali, crediamo fermamente che il  documentario sia uno strumento potente per il cambiamento e per la sensibilizzazione, di  libertà e democrazia. Guardando al futuro, siamo entusiasti di continuare a supportare e  a ispirare la prossima generazione di documentaristi. Ringraziamo tutti coloro che hanno  contribuito al successo di Visioni dal Mondo, dai registi e produttori ai partner, agli sponsor  e al nostro appassionato pubblico. Insieme, continueremo a esplorare, a documentare e  a condividere le storie che contano”.  

Il potere del documentario risiede nella sua capacità di raccontare storie vere con  profondità e autenticità, sensibilizzando e ispirando il cambiamento. La selezione di  quest'anno è particolarmente potente, con opere che affrontano temi cruciali e di  estrema attualità. Il nostro Festival è diventato un punto di riferimento per il cinema del  reale e attraverso proiezioni, incontri, masterclass e panel di discussione, continuiamo a  promuovere un dialogo vibrante e significativo tra tutti i partecipanti. Visioni dal Mondo rappresenta un'occasione unica per scoprire, riflettere e agire." Maurizio Nichetti, direttore  artistico di Visioni dal Mondo. 

38 le anteprime in programma. Sono 38 le anteprime dei film documentari italiani e  internazionali in programma per le diverse sezioni del Festival: Concorso Italiano con le  due categorie lungometraggi e new talent opera prima rivolto ai cineasti italiani,  Concorso Internazionale, dedicato a produzioni straniere. 

Il tema dell’edizione 2024. Non c'è più tempo è il tema della decima edizione che vuole  provocare un appello all'azione, al coraggio e alla fiducia nel futuro. In questo momento  critico, il Festival attraverso i film documentari invita tutti a riflettere e a unirsi nell'impegno  di agire con fermezza e determinazione. Il tempo è un bene irrecuperabile e il futuro dipende dalle azioni intraprese oggi. Non c'è più tempo è un imperativo chiaro, un invito  a emergere dall'ombra dell'immobilismo, non solo un richiamo all'urgenza, ma un grido  che incita a liberarsi dalle catene delle lamentele, a sfidare l'inerzia e ad abbracciare  con coraggio le decisioni audaci necessarie per plasmare il futuro. 

I grandi temi di attualità e le storie di personaggi comuni e famosi raccontati a Visioni dal  Mondo 2024. Temi internazionali, come la forza, la resilienza, le relazioni tra famiglia e  società attraverso il punto di vista di una bambina, il coraggio e la lotta contro la  corruzione nell'industria e le catastrofi ambientali, la nascita del movimento #MeToo in  Grecia, il razzismo e le dinamiche del sistema giudiziario statunitense, ma anche racconti  originali su personaggi che hanno lasciato un segno come Tony Gaudio, il primo italiano  ad aggiudicarsi l'Oscar alla miglior fotografia per il film "Avorio nero" nel 1937 anticipando  di 11 anni la vittoria di Vittorio De Sica, Max Linder, il primo divo internazionale che creò ai  primi del ‘900 la prima grande maschera del cinema, Giovanni Gastel, Il celebre  fotografo, Bob Noto, fotografo, grafico, designer e uno dei più grandi gourmet del mondo e ancora storie di cronaca che hanno segnato un’epoca come quella del piccolo  Alfredo Rampi “Alfredino”, morto in un tragico incidente nel 1981. 

Le proiezioni dei film documentari avranno la presenza in sala dei registi nazionali e  internazionali che risponderanno a curiosità, approfondimenti e domande del pubblico. 

Maurizio Nichetti incontra Mario Martone. Sarà Mario Martone, regista e sceneggiatore,  la guest of honor del 10° Festival con un incontro in programma.  

Visioni dal Mondo for "Feeding Hope", la campagna della Commissione Europea.  Proiezione di Winning Battles, dei registi Claire Billet, Oliver Jabard, Julien Pebrel, Olivier  Laban-Mattei, in collaborazione con la Commissione Europea. Un cortometraggio  prodotto per la campagna "Feeding Hope", volta a sensibilizzare l'opinione pubblica sul  ruolo cruciale dell'UE nel finanziamento delle operazioni di aiuto umanitario. 

Partner e sponsor 2024. Il 10° Festival organizzato da Frankieshowbiz è patrocinato da  Regione Lombardia, RAI, CNA Cinema e Audiovisivo e dall’Associazione dell’autorialità  cinetelevisiva 100autori.  

Main sponsor GKSD Investment Holding Group, sponsor BNL BNP Paribas e Pirelli. Media partner Rai Cultura e Rai Documentari, il sostegno di Rai Cinema, radio media  partner Radio24, web media partner Taxi Drivers.  

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci come cultural partner  Con la collaborazione di Cinecittà, Lombardia Film Commission, Doc/it - Associazione  Documentaristi Italiani, MYmovies.it, Image Building e Cineteca Milano Arlecchino.  Festival partners: CoPro, DOK.fest München, Bio to B – Industry Days 204. Il Festival è associato ad Afic – Associazione Festival Italiani di Cinema. 

Le sezioni di Visioni dal Mondo 2024 

Concorso Italiano dedicato ai cineasti italiani con due categorie, lungometraggi e new  talent opera prima. 21 i film documentari in Concorso per i premi: 

- Premio Visioni dal Mondo Concorso Lungometraggi Italiani del valore di 5.000 euro, assegnato da giurati, quali: Domizia De Rosa, presidente di Women in Film, Television &  Media Italia, Giannandrea Pecorelli, produttore cinematografico e televisivo, e  Gianfranco Rinaldi, avvocato di diritto di cinema e audiovisivo, docente, membro di film  commissions e commissioni ministeriali. 

- Premio GKSD Investment Holding New Talent Opera Prima del valore di 2.500 euro,  conferito da una giuria composta da studenti delle facoltà e delle scuole di cinema  milanesi Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, IED - Istituto Europeo di Design e Centro  Sperimentale di Cinematografia. 

I lungometraggi in Concorso concorreranno anche al Riconoscimento Rai Cinema,  dedicato a Franco Scaglia che prevede l’acquisizione dei diritti televisivi per le Reti Rai. 

Concorso Internazionale, rivolto alle produzioni indipendenti straniere, con la proiezione  in anteprima italiana di 10 film documentari che concorreranno al: 

- Premio Visioni dal Mondo Miglior Documentario Internazionale, del valore di 3.000 euro,  assegnato da giurati internazionali quali: Heidi Groenauer, direttrice di ZeLIG, scuola per  documentari, televisione e new media, Bettina Hofmann, co-direttrice dell’area  documentari di RTS Radio Televisione Svizzera francese, e Gudula Meinzolt, produttrice 

internazionale;  

- Premio Amici Cineteca Milano, conferito da una giuria composta dai possessori di  Cinetessera 2024 della Cineteca Milano Arlecchino. 

Inoltre, tutti i titoli del Concorso italiano e internazionale fruibili anche su MYmovies  concorreranno al Premio MYmovies, il premio del pubblico assegnato dalla community  di cinefili iscritti alla piattaforma MYmovies ONE. Il Premio prevede per il film documentario  vincitore la proposta di distribuzione SVOD su MYmovies ONE per 18 mesi con una flat fee  di € 2.000 e la comunicazione per un valore media di pari importo nel caso di distribuzione  cinematografica. 

Visioni Incontra. Visioni Incontra, la sezione Industry del Festival curata da Cinzia Masòtina,  Head of Industry, aprirà la manifestazione e si terrà giovedì 12 e venerdì 13 settembre. La  sezione, esclusivamente dedicata al settore, a inviti e per soli accreditati, prevede il  Concorso Visioni Incontra, dedicato ai progetti documentari ancora nella fase work in  progress o in final development, gli incontri one on one con potenziali finanziatori,  commissioning editors, coproduttori, distributori, film commissions, fondi, panel e  roundtable. 

In Concorso 19 progetti italiani e internazionali che concorreranno ai premi: 

Premio Visioni Incontra Miglior Progetto Documentario del valore di 2.500 euro; ✓ Premio sottotitoli Lo Scrittoio, assegnato al progetto che meglio racconti la globalità  e l’interculturalità; 

Premio Archivio Documentario Luce, il premio consiste nella fornitura di materiale di  Archivio del Luce, per un massimo di 10 minuti, al progetto ritenuto dai responsabili  del Luce il più interessante per il suo utilizzo dell’Archivio; 

Premio La Compagnia costituito dalla selezione di un progetto che, una volta  ultimato, verrà inserito nella programmazione del Cinema La Compagnia di Firenze,  l'unica sala in Italia dedicata esclusivamente al cinema documentario; 

Premio Bio to B costituito dalla selezione di un progetto che potrà partecipare al Bio  to B – Industry Days, appuntamento annuale che Biografilm Festival (Bologna)  dedica al networking business to business tra professionisti dell'audiovisivo; 

Premio CoPro - The Israeli Coproduction Market, costituito dalla selezione di un  progetto che potrà partecipare a CoPro - The Israeli Coproduction Market, punto  di riferimento nell'industria cinematografica israeliana. 

Inoltre, fuori concorso il progetto Storie per Sandro, regia di Giacomo Boeri, prodotto da  The Blink Fish, produttore Carlo Alpeggiani, vincitore del Premio Visioni Incontra al Bio to B  - Industry days 2024 del Biografilm Festival, in partnership con l’evento bolognese. 

“Dopo il periodo pandemico si era assistito ad un rinnovato ottimismo creativo, produttivo  e distributivo nel mondo del documentario– dice Cinzia Masòtina, Head of Industry – e  proprio l’edizione 2024 della Berlinale ha ribadito, con l’Orso d’Oro a "Dahomey" della  regista francese Mati Diop la centralità e l’importanza del cinema documentario a livello  europeo e mondiale: ma in Italia si è forse ad un turning point non propriamente positivo  per il documentario ed il cinema indipendente tout court. Visioni Incontra 2024 sarà  ancora una volta a testimoniare che il genere documentario è una palestra di  innovazione dei linguaggi, un luogo di rispecchiamento identitario non retorico, custode  e insieme attualizzatore della memoria di luoghi, di donne e uomini, arte e storia del nostro  Paese. La cultura, l’immaginario collettivo, le nuove generazioni hanno bisogno oggi più  che mai di questo nutrimento, che non è solo il contorno di un menù fisso.” 

Visioni VR. Giunta alla terza edizione, è la sezione del Festival interamente dedicata alla  realtà virtuale. Nata dalla collaborazione tra Visioni dal Mondo e il Museo Nazionale  Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, con l’obiettivo di promuovere la creatività  ‘virtuale’ del settore documentario e offrire al pubblico esperienze sempre più immersive,  vede quest’anno la partecipazione di 6 documentari che spaziano dall’attualità alla  pedagogia, dal viaggio fisico a quello interiore fino al racconto di avvenimenti cruciali  della storia recente e concorreranno al Premio speciale Visioni dal Mondo decretato da  una giuria popolare del valore di 1.000 euro. 

Tra le attesissime anteprime, storytelling del reale, in cartellone al Festival

Film di apertura della decima edizione del Festival sarà il film documentario The Lost  Legacy of Tony Gaudio regia di Alessandro Nucci, in programma, su invito, giovedì 12 settembre al Teatro Litta alla presenza del regista.  

Il film porta alla luce la storia di un giovane calabrese che nel 1906 parte alla volta del  Sogno americano: Gaetano ‘Tony’ Gaudio. All’ombra della Statua della Libertà, rafforza  presto la sua passione per la fotografia cinematografica e il suo talento lo guida verso  Hollywood, dove nel 1937 raggiunge l'apice della carriera vincendo l'Oscar alla miglior  fotografia per il film "Avorio nero", diventando il primo italiano a ottenere questo  riconoscimento e anticipando di 11 anni la vittoria di Vittorio De Sica. The Lost Legacy of  Tony Gaudio è un omaggio ad un migrante italiano che ha portato la creatività, la  conoscenza e il saper fare Italiano nel mondo del cinema americano ancora agli albori,  e che non deve essere dimenticato. 

Sempre sulla storia del cinema Life & Deaths of Max Linder regia Edward Porembny,  lungometraggio che racconta la storia dimenticata di Max Linder, il primo divo  internazionale del cinema, spesso ignorato dal grande pubblico nonostante il suo  profondo impatto sulla storia cinematografica. Celebrato in Europa e negli USA per il suo  charm e la sua ingegnosa personalità da boulevardier, Linder guadagnò fortune e  conquistò milioni di spettatori in entrambi i continenti, influenzando direttamente Charlie  Chaplin nel creare il suo celebre alter ego. Il documentario esplora la drammatica vita  dell’attore, dalle sue straordinarie vicende fino al tragico doppio suicidio con la moglie,  evento che segnò la fine della sua brillante carriera. Perché un personaggio così influente  è stato dimenticato? "Life & Deaths of Max Linder" cerca di rispondere a questa  domanda, offrendo uno sguardo approfondito su un'icona del cinema muto e sulle  tragiche vicissitudini personali che hanno contribuito alla sua oscurità nel tempo. Utilizzando l'intelligenza artificiale per aumentare la frequenza dei fotogrammi rendendo  i video più fluidi, e le reti neurali per migliorare la qualità dell'immagine riducendo il rumore  visivo, il regista ricostruisce e completa il film con materiale originale restituendo vita e  chiarezza visiva al personaggio. 

Call me Mule, lungometraggio del regista John McDonald, che segue il pellegrinaggio di  John Sears, conosciuto come Mule, che da oltre trent'anni viaggia nell'ovest degli Stati  Uniti con i suoi tre muli. Quest'uomo di 65 anni abbraccia una vita en plein air, difendendo il diritto alla libera circolazione e a una semplice armonia con la natura. Durante un  viaggio epico di 500 miglia per consegnare un messaggio al Governatore della California,  Mule si scontra con autorità e istituzioni locali, cercando un'alternativa alla modernità.  Attraverso la narrazione di questo personaggio intrigante, che si muove controcorrente  nella terra della libertà, il film solleva interrogativi fondamentali sulla libertà di movimento  e sull'accesso alla terra pubblica, mettendo in discussione i valori e le convenzioni della  società contemporanea.

For the Time Being, primo lungometraggio della regista tedesca Nele Dehnenkamp, narra  la tenace battaglia di Michelle Bastien-Archer contro il sistema giudiziario americano.  Determinata a dimostrare l'innocenza del marito Jermaine, condannato a 22 anni di  carcere per omicidio volontario, Michelle si impegna instancabilmente per la sua  liberazione. Jermaine è detenuto nel carcere di massima sicurezza di New York, Sing Sing.  Con l'emergere di nuovi documenti che mettono in dubbio la testimonianza chiave del  processo, la speranza di Michelle si accende e rafforza ulteriormente il suo impegno per  ottenere giustizia per Jermaine. Michelle, dipendente comunale e madre single di due  figli, affronta le sfide con fermezza, condividendo le sue paure e speranze. Il  documentario cattura la sua vita quotidiana tra le telefonate dal carcere, le visite agli  avvocati e la partecipazione a eventi di solidarietà per afroamericani ingiustamente  condannati. "For the Time Being" non si limita a essere una storia d'amore, ma esplora  profondamente il razzismo e le dinamiche del sistema giudiziario statunitense, offrendo  una narrazione intensa e coinvolgente della lotta per la giustizia e della resilienza umana. 

Grand Me, della regista iraniana Atiye Zare Arandi, racconta la storia di Melina, una  bambina che vive con i suoi nonni dopo il divorzio dei suoi genitori: nessuno dei due, infatti,  è disposto egoisticamente a sacrificare la propria nuova relazione per il bene della figlia.  Quando Melina raggiunge l'età di nove anni, diventa legalmente in grado di portare il  suo caso di custodia in tribunale per cercare di andare a vivere con sua madre, un  desiderio ostacolato sia dal padre che dal nuovo patrigno. Il film segue le crescenti  tensioni, le lotte quotidiane e la rapida maturazione di Melina, costretta a confrontarsi al  contempo con l'abuso fisico del padre e l'assenza emotiva della madre, affrontando sfide  emotive che superano di gran lunga quelle adatte alla sua età. Alla fine, Melina decide  di non portare il suo caso in tribunale, consapevole che questo non risolverebbe i problemi  che sta vivendo. Melina, ormai diretta e schietta, affronta la madre in un confronto intimo  e duro, mettendola simbolicamente "sotto processo". “Grand Me" offre una riflessione  profonda sulla resilienza di una bambina in un mondo adulto e sulla complessità delle  dinamiche familiari, ponendo l’attenzione su temi di benessere infantile e responsabilità  genitoriale. 

Tack, lungometraggio della regista Vania Turner, che segue la storia di Sofia Bekatorou,  campionessa olimpica di vela che ha avviato il movimento #MeToo in Grecia. Il coraggio  nel denunciare un atto di violenza perpetrato da una figura influente nella Federazione  Ellenica di Vela catalizza un'onda di cambiamento sociale senza precedenti nel paese.  Amalia, giovane sportiva, ispirata dall’atleta, decide di portare avanti la battaglia  personale per la giustizia, dopo aver subito abusi da parte del suo allenatore durante  l'infanzia. Il documentario segue le due donne attraverso due anni cruciali, testimoniando  la loro determinazione nel cambiare il panorama sociale greco. Sofia, sostenitrice attiva  di riforme legali per dare voce alle vittime di abusi, e Amalia, protagonista del primo  processo #MeToo in Grecia contro il suo abusatore, affrontano con dignità e risolutezza  le sfide del sistema giudiziario e della società stessa. Il film dipinge con tocco sensibile e  vibrante il dramma del tribunale, attraverso animazioni che danno vita alle intense  dinamiche processuali. “Tack" documenta il coraggio di affrontare la violenza di genere, mostrando l'impatto del trauma sulle vittime e le carenze del sistema giudiziario, così  come l'isolamento delle vittime nelle piccole comunità. 

Bob Noto, the world’s finest palate, regia di Francesco Catarinolo, su Bob Noto, scomparso  nel 2017, il film documentario non è solo la storia di un uomo straordinario, ma un racconto  sul potere della prospettiva e del punto di vista. I piatti fotografati da Bob, filtrati attraverso  la sua sensibilità artistica, riflettono i loro creatori, i più grandi chef della scena culinaria  italiana e internazionale. Da Ferran Adrià, che racconta della speciale amicizia condivisa  con Bob, a Scabin, Baronetto, Bottura, Cracco, Crippa e molti altri volti della cucina  italiana, i più importanti chef d'Europa e del mondo si sono uniti per raccontare come  Bob abbia influenzato il modo in cui guardiamo e gustiamo il cibo. È un pellegrinaggio  alla ricerca del miglior piatto e della migliore opportunità per renderlo eterno con un  "click". Un viaggio alla scoperta del significato più profondo della parola "gourmet". 

Il Mondo Fuori - La vita e i luoghi di Giovanni Gastel, regia di Camilla Morino. "Non c'è  nulla là fuori" ripeteva ogni giorno Giovanni Gastel dal suo studio fotografico. Chi c'è stato  racconta di un mondo in cui il tempo si fermava e la voglia di andare via svaniva. E oggi,  cosa resta? Giovanni Gastel, cresciuto in una tra le più importanti famiglie aristocratiche  di Milano, inizia la sua carriera da fotografo usando come studio una cantina stretta e  umida arrivando a conquistare le più importanti testate di moda. Il mondo fuori dalle mura  di casa, è però per lui caotico, rumoroso, frenetico. Impara così a creare intorno a sé  piccole isole felici; come il suo studio dove chiunque è il benvenuto ed entrando perde  la percezione del tempo. Alla fine di ogni giornata qualcuno prova a tornare nel mondo  esterno e sempre Giovanni risponde “Ma dove andate? Non c’è niente là fuori!”.  

Il documentario ripercorre la vita di Gastel attraverso le testimonianze di alcuni tra i suoi  più cari amici e parenti, tra cui il figlio Marco Gastel, la sorella Anna Gastel, Luisa Radice  Fossati, la stylist Micaela Sessa, la fotografa Silvia Paoli, gli architetti Pietro Lissoni e Stefano  Boeri, la modella Bianca Balti e la giornalista Cristina Lucchini.  

Grazie a interviste, video e ricordi la regista offre un ritratto del fotografo, mettendo  insieme i pezzi di ciò che è rimasto qui fuori. 

La tv nel pozzo, regia di Andrea Porporati, racconta l'incidente di Vermicino, un tragico  evento che sconvolse l'Italia il 10 giugno 1981, portando alla morte del piccolo Alfredo  Rampi, noto come Alfredino. Piuttosto che limitarsi alla cronaca degli eventi, il  documentario si concentra sull'impatto mediatico della vicenda. Attraverso la lente delle  telecamere della Rai, che trasmisero in diretta le ultime 18 ore del tentativo di salvataggio,  il caso di Alfredino divenne uno dei più significativi nella storia dei media italiani,  influenzando profondamente l'opinione pubblica. 

Il simbolo di questa tragedia è la foto di un bambino sorridente con una maglietta a righe.  Questa immagine divenne presto familiare a tutta Italia, apparendo sulle prime pagine  dei giornali e sui teleschermi dei notiziari nazionali. Quarant'anni dopo, lo stesso sorriso  innocente di Alfredino campeggia su un murales alto venti metri nel quartiere romano  della Garbatella, ricordando a tutti l'evento che ha segnato un'epoca. "La tv nel pozzo" non vuole raccontare la cronaca della sua storia ma piuttosto chi l'ha  raccontata, ossia i media, che hanno fatto loro la storia di Alfredo Rampi trasformandola  in un punto cardine della coscienza collettiva. 

I luoghi del Festival | Milano 

• Teatro Litta, Corso Magenta 24  

• Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Via San Vittore 21 • Cineteca Milano Arlecchino, Via San Pietro All’Orto 9