Evento pubblico

Galleria Campari proroga la mostra 'Bike Passion' a domenica 24 settembre

Il fil rouge è sempre la bicicletta, il cui mito viene ripercorso attraverso fotografie d’epoca custodite negli album degli Archivi Campari, un esemplare storico proveniente dalle collezioni d’epoca del Museo Nicolis - Verona e altri pezzi d'autore.

Galleria Campari risponde all’entusiasmo del pubblico prorogando fino a domenica 24 settembre la mostra Bike Passion. Dagli Album Campari una storia a due ruote, a cura di Marina Mojana e Fabrizio Confalonieri. Dopo la chiusura estiva - dal 29 luglio sino al 4 settembre -, i visitatori avranno ancora la possibilità di addentrarsi in un capitolo affascinante della storia di Campari, brand testimone dei cambiamenti di costume del nostro Paese. Bike Passion racconta, come in un diario di viaggio, la profonda passione sportiva per alcune delle corse ciclistiche più celebri d’Europa.
 
Il percorso espostivo prende avvio da una trentina di fotografie d’epoca custodite negli album degli Archivi Campari. Le immagini ripercorrono l’arco temporale dagli anni Trenta agli anni Sessanta, in cui il marchio Campari ha seguito i ciclisti del calibro di Coppi, Girardengo, Cinelli, Moser, Anquetil, Baldini, Gaul, Magni, nelle ventuno tappe del Giro d’Italia, nelle tappe del Giro dei Tre Mari e in quelle del Gran Premio di Lugano, diventando, da sponsor delle manifestazioni, vero e proprio compagno delle imprese di una delle discipline sportive più onorate al mondo.

Alle fotografie d’epoca, disposte su una pista che simula il circuito di gara, si affiancano le grafiche pubblicitarie originali, firmate da Franz Marangolo (1912-1995) e da altri autori degli anni Cinquanta e Sessanta, che propongono una storia fatta di brillanti intuizioni e di strategie comunicative d’avanguardia.

Il fil rouge è sempre l’immagine della bicicletta, contestualizzata nella vita quotidiana e rappresentata anche con raffinate silhouette, nelle sorprendenti otto tavole originali di Ugo Mochi (1889-1977) che - da massimo esponente dell’arte delle Shadows in Outline - si divertì a illustrare l’evoluzione del mezzo di trasporto più innovativo e popolare del Novecento.

Uno dei grandi eventi della storia dell’umanità, di pari importanza della scoperta del fuoco, della scrittura o della stampa come scrisse J.H. Rosny Aîné. La mostra volge uno sguardo complice anche al grande passato di questo mezzo, ed è arricchita da un esemplare storico, prestito dalle preziose collezioni d’epoca del Museo Nicolis - Verona, che permetterà al visitatore di immergersi ancor più in profondità nella dimensione e nell’evoluzione della bicicletta.

Il viaggio approda infine nel presente dando vita a un dialogo con la contemporaneità, grazie alla collaborazione tra Galleria Campari e Antonio Colombo, collezionista d’arte e Presidente di Cinelli, azienda leader nell’universo delle due ruote e del design ciclistico. Arricchiscono l’esposizione nove biciclette d’artista firmate da designer di fama internazionale: Alchymia,Alberto Biagetti, Sergio Calatroni, Death Spray, Barnaba Fornasetti, Stevie Gee, Max Lamb, Barry McGee, Alessandro Mendini.  

Una sezione del percorso espositivo sarà dedicata al mito della bicicletta nel cinema (in collaborazione con MIC- Museo Interattivo del Cinema di Milano) e nella letteratura. Sarà quindi possibile scoprirla e riscoprirla non come un semplice mezzo di trasporto ma come un veicolo mutante che racchiude in sé dinamicità e arte, tecnologia e creatività.
 
La mostra esprime molto bene la duplice vitalità di Campari, realtà con una grande storia che si muove da sempre all’insegna dell’innovazione e della sperimentazione. La 'bicicletta' raccontata in questa mostra rappresenta un pezzo di storia del nostro Paese e un universo che si sposa con l’arte e il design, coniugando la dimensione sportiva e di mezzo di locomozione, con il suo immaginario di forma, pensiero e sogno.
Bike Passion racconta la dinamicità e la versatilità di un marchio la cui storia si intreccia in modo trasversale con la cultura, le arti e l’alto artigianato, e che costituisce uno dei segreti della dolce vita italiana.