Evento pubblico

Gualtiero Marchesi, in mostra la Grande Cucina Italiana

La mostra dedicata al grande Maestro, promossa dal Comune di Milano, apre le porte il 17 aprile, e sarà ospitata al Castello Sforzesco fino al 20 giugno. Un'esposizione in cui la cucina si fonde con l'arte, per tracciare la storia del gusto in tutte le sue accezioni. Previsti incontri, laboratori e proiezioni.
Il Castello Sforzesco di Milano ospiterà per nove settimane, dal 17 aprile al 20 giugno, una grande mostra dedicata a Gualtiero Marchesi, promossa dal Comune di Milano e prodotta da Castello Sforzesco, Palazzo Reale e Fondazione Gualtiero Marchesi.

Gualtieroweb.JPGNon una semplice ‘mostra’ celebrativa, ma un lungo viaggio che coinvolge lo spettatore in un percorso che svela e incrocia storie di luoghi e persone, ricostruendo la trama di una vicenda molto più ampia che ha per tema la ricerca del gusto e la forma del cibo.
Quando la cucina riesce a interpretare il tempo e lo spazio, cogliendo i cambiamenti in atto e salvaguardando le conoscenze così da tracciare una via alternativa, svolge la stessa funzione dell’arte. Riesce, in sintesi, a catalizzare l’aspetto materiale e quello spirituale, fornendo un quadro del passato e una visione del futuro.

"Gualtiero Marchesi, il grande maestro della cucina italiana, che quest'anno festeggia i suoi ottant'anni, è all'onore con una mostra allestita nelle sale viscontee del Castello Sforzesco che è ripartita in un percorso di sette tappe ideali di un viaggio fra la biografia e la storia del gusto - spiega l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory -. Quest'esposizione assume, inoltre, in prospettiva di Milano Expo 2015, una pregiata valenza perché l'alimentazione, con tutte le problematiche connesse e le implicazioni etiche, sarà uno dei principali terreni d'azione e di discussione di questo appuntamento internazionale".

La mostra 'Storiae d’Italia. Gualtiero Marchesi e la Grande Cucina Italiana' si Gualtiero.JPGsviluppa su più piani: l’esposizione vera e propria che occuperà due sale per un totale di circa 700 mq, le dimostrazioni pratiche sulle tecniche che insieme fanno il mestiere del cuoco e una serie di incontri per professionisti e curiosi di prodotti e preparazioni.  "L’obiettivo che ci poniamo - dichiara l’architetto Giovanni Leone, curatore della mostra - è sì quello di mostrare, ma anche e soprattutto di emozionare, stimolando nuove curiosità".

La mostra sarà articolata in 7 sezioni tematiche, come le 7 pennellate della famosa copertina del menù di Marchesi e come le note musicali. L’Arte sarà presente nella mostra con opere di artisti che hanno avuto relazione diretta con Gualtiero Marchesi o alle cui opere il maestro si è ispirato per alcuni piatti: Lucio Fontana, Piero Manzoni, Giancarlo Vitali, Velasco, Enrico Baj, Hsiao Chin, Salvatore Sava, Aldo Calvi, Paola Marchesi, Emilio Tadini.
Intorno alla mostra, una serie d’iniziative di approfondimento e interazione con altre arti (musica, arti visive, ecc.) ruoteranno attorno all’esposizione vera e propria, proponendo al pubblico un ricco calendario di appuntamenti, tra cui laboratori di studio della materia con dimostrazioni di taglio e di trancio, dibattiti e incontri. Alla mostra non ci si recherà quindi per vedere oggetti esposti ma per avvicinarsi all’arte del fare. Inoltre, la mostra farà da cornice a una serie di concerti il cui programma dettagliato è in corso di definizione, ma che certamente vedrà la partecipazione di importanti interpreti e amici quali Antonio Ballista e Bruno Canino, Piotr Anderszewsky, …oltre ai giovani talenti di casa Marchesi.

All’interno del percorso espositivo, uno spazio particolare è dedicato ai filmati e teche inedite di Rai Storia. 'Ricette Q.B.' propone un viaggio nella cucina italiana da Nord al Sud, dagli anni ‘50 agli anni ’80 ; quattro decenni televisivi rappresentati ognuno da una trasmissione culinaria e gastronomica di culto di quel periodo. Per l’occasione saranno proiettate 7 puntate da 30 minuti che identificheranno ogni decennio con uno dei programmi gastronomici più rappresentativi dell’epoca.