Evento pubblico

Milano Design Week 2026: Lina Ghotmeh firmerà l'installazione centrale nel Cortile d’Onore di Palazzo Litta per la rassegna MoscaPartners Variations

L'intervento interpreterà il tema dell'edizione, Metamorphosis, attraverso il suo approccio di "Archeologia del futuro" che fonde memoria storica e visione contemporanea. Il progetto farà da fulcro a un'esposizione collettiva che esplora la trasformazione del design tramite nuovi materiali, tecnologie e pratiche di up-cycling.

In occasione della prossima Milano Design Week, dal 21 al 26 aprile 2026Lina Ghotmeh sarà la protagonista dell’intervento nel Cortile d’Onore di Palazzo Litta. L’architetta franco-libanese è stata scelta da MoscaPartners per firmare l’allestimento centrale di MoscaPartners Variations 2026, l’esposizione collettiva che ogni anno trasforma lo storico palazzo barocco in un laboratorio della cultura del progetto.

L'installazione di Ghotmeh – al suo primo lavoro site specific in esterno in Italia – sarà il fulcro scenografico e concettuale per l'intera rassegna. In questo spazio iconico, il suo lavoro entrerà in dialogo con la selezione di designer, creativi e aziende curata da Caterina Mosca e il suo team, offrendo una riflessione sulla ricerca architettonica contemporanea, nel solco del tema scelto per quest’anno: Metamorphosis.

Ancora una volta, quindi, Il cortile di Palazzo Litta sarà protagonista della settimana del design milanese grazie a un progetto poetico, dando continuità alla lungimirante intuizione dei fondatori di MoscaPartners Caterina Mosca e Valerio Castelli, che nel 2014 riscoprirono questo luogo unico rendendolo epicentro di creatività durante la Design Week. 

Nata a Beirut negli anni ’80, Lina Ghotmeh ha sviluppato un approccio progettuale che lei stessa definisce “Archeologia del futuro”, un metodo che intreccia memoria, paesaggio e spazio, profondamente influenzato dal contesto culturale e storico della sua città d’origine. Dopo gli studi all’American University of Beirut e la formazione all’École Spéciale d’Architecture di Parigi - dove è 

stata anche docente - Ghotmeh ha consolidato una visione architettonica sensibile e innovativa, capace di fondere rigore, poesia e attenzione al luogo.

Il suo studio, Lina Ghotmeh — Architecture, con sede a Parigi, è riconosciuto a livello internazionale e si distingue per un approccio progettuale che unisce visione poetica, rigore critico e una profonda attenzione ai materiali e alla memoria dei luoghi. Fondato su un metodo di lavoro interdisciplinare, lo studio integra ricerca storica, osservazione sensibile e sperimentazione costante, dando vita a progetti che dialogano con il contesto e ne rivelano le stratificazioni. Le opere realizzate, pubblicate e apprezzate a livello internazionale, spaziano per scala e geografia, portando l’architetta e il suo studio a esporre e lavorare in contesti quali la Biennale di Venezia, il MAXXI di Roma, il Victoria & Albert Museum di Londra e il Danish Architecture Center. Di recente, Lina Ghotmeh è stata nominata architetta per la ristrutturazione dell’ala occidentale del British Museum, è stata inclusa nella lista TIME100 Next 2025 e ha ricevuto il Gold Award per la Migliore Architettura e Paesaggio per il Padiglione del Bahrain all’Expo 2025 di Osaka.

Anche in occasione di MoscaPartners Variations il suo approccio alla memoria, al riconoscimento delle unicità e delle trasformazioni del luogo saranno centrali; Ghotmeh interpreta il tema Metamorphosis come “un viaggio architettonico in cui il movimento e la memoria lavorano insieme per rivelare identità stratificate all'interno di un unico spazio”.

Nel mio intervento a Palazzo Litta attingo alla ricchezza del cortile barocco e alla sua capacità di coreografare il movimento e la percezione”, afferma Lina Ghotmeh. “La metamorfosi emerge come un viaggio architettonico in cui un singolo spazio dispiega molteplici identità. Il padiglione ascolta la storia del sito, trasformandola attraverso sottili spostamenti ed esperienze stratificate, in linea con un' ’Archeologia del futuro’ che amplifica la memoria aprendo nuove possibilità spaziali.”

“Affidare l’installazione nel Cortile d’Onore di Palazzo Litta a Lina Ghotmeh ci riempie di emozione”, dichiara Caterina Mosca, fondatrice di MoscaPartners. “Lina è una delle progettiste più interessanti nel panorama internazionale e la sua poetica si lega in modo delicato e allo stesso tempo incisivo con gli spazi del palazzo e con il nostro progetto espositivo. L’installazione alla quale sta lavorando sarà un modo, per il pubblico, di entrare in connessione con il tema Metamorphosis già dall’ingresso di Palazzo Litta, rafforzando il messaggio veicolato dagli espositori nella sale del piano nobile”.

Costruendo un percorso fatto di narrazioni, dialoghi e prospettive tra le sale di Palazzo Litta - gioiello del barocchetto lombardo e sede oggi degli uffici del Ministero della Cultura - MoscaPartners Variations 2026 ragiona sul tema Metamorphosis riflettendo sul suo significato di trasformazione alimentata dalla ricerca, dallo sviluppo di nuovi materiali e dalle tecnologie oggi disponibili. Una metamorfosi che include anche pratiche di riciclo e dell’up-cycling, e che invita il mondo del design a interpretare gli scenari contemporanei e a immaginarne di futuri. Al centro rimane l’essere umano, con i suoi bisogni e desideri, ma lo sguardo si estende inevitabilmente al rapporto con il pianeta, alle sue risorse e alle modalità con cui interagiamo con l’ambiente che ci circonda, costruendo una connessione virtuosa tra individuo, spazio e natura. Metamorphosis diventa così un’esplorazione del cambiamento, dell’adattamento e della trasformazione: un passaggio verso nuove caratteristiche formali, identitarie e comunicative di prodotti e brand.

MoscaPartners Variations 2026 si annuncia quindi come un ritorno atteso a Palazzo Litta, dove storia e progetto tornano a incontrarsi attraverso un dialogo continuo tra architettura, design e ricerca, anche attraverso lo sguardo di Lina Ghotmeh e alle sue architetture fondate su un intreccio consapevole di memoria, paesaggio e spazio. Un percorso che prenderà forma come esperienza stratificata e in divenire, capace di aprire nuove letture del luogo e del presente.

La manifestazione è realizzata grazie alla concessione degli ambienti monumentali di Palazzo Litta da parte della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, Ministero della Cultura.