Scenari

CES 2026, la svolta verso un’innovazione matura: AI orientata all’impatto reale, creator oltre un terzo degli accrediti, chip protagonisti. Il Consumer Electronics Show sempre più piattaforma strategica per comunicazione e B2B

L’evento ha mostrato come la comunicazione tecnologica debba evolvere: meno enfasi sulle promesse e più attenzione all’utilità concreta, al ruolo dei creator, alle tecnologie abilitanti e alla costruzione di fiducia tra persone e sistemi intelligenti, in un contesto sempre più rilevante anche per il mondo industriale.

L’edizione 2026 del CES di Las Vegas ha segnato una svolta, allontanandosi ancora di più dall’effimero per abbracciare un’innovazione più matura e integrata. Per i professionisti della comunicazione, questo non rappresenta solo un cambio di passo, ma un richiamo a disegnare le proprie strategie in modo differente.
Matthew Lackie, Global CEO di Axicom, (in foto)ha cercato di riassumere le tendenze emerse nel corso dell’evento, mettendo in luce come il focus si sia spostato dalla singola tecnologia al valore tangibile che essa genera.

 

1. Comunicare l’AI, dall’annuncio all’impatto reale

L’intelligenza artificiale è diventata un dato di fatto, non più una notizia in sé. Al CES, era onnipresente ma silenziosa, il motore invisibile delle esperienze utente.
Per la comunicazione, questo significa che l’era dei semplici annunci di “integrazione dell’AI” è terminata. La sfida ora è quella di articolare una narrativa orientata alla soluzione di problemi concreti.
Il pubblico non chiede se un prodotto usi l’AI, ma come possa migliorare la vita o il business. Le strategie di PR devono evolversi per dimostrare utilità pratica e valore misurabile.

 

2. L’ascesa dei Creator, un nuovo paradigma per le media relation

Il panorama mediatico del CES ha confermato un’evoluzione inarrestabile: oltre un terzo degli accreditati non erano giornalisti tradizionali, ma creator di contenuti, autori di newsletter e influencer.
Queste nuove voci stanno costruendo capitale di fiducia e influenza. Per brand e agenzie è imperativo ampliare le mappe dei media e adattare le tattiche di engagement.
Costruire relazioni con questi nuovi opinion leader non è più un’opzione, ma una necessità strategica.

 

3. Le fondamenta dell’innovazione si prendono la scena

I riflettori si sono accesi sui “picks and shovels” della rivoluzione tecnologica: i produttori di chip.
I keynote di NVIDIA, Intel e AMD hanno dominato la discussione, sottolineando il loro ruolo nel rendere possibile ogni innovazione, dall’AI on-device alla robotica avanzata.
Per i comunicatori B2B è il momento di elevare la narrazione delle tecnologie abilitanti, ormai cuore pulsante del progresso.

 

4. La coesistenza uomo-macchina diventa realtà

L’innovazione più applaudita è stata quella pragmatica. Dai robot per l’assistenza domestica alle piattaforme AI integrate nella quotidianità, il valore è stato misurato in termini di aiuto concreto.
La domanda “cosa può fare?” è stata sostituita da “come può aiutarmi?”.
La comunicazione deve ora costruire fiducia, spiegando con trasparenza le regole della coesistenza tra esseri umani e tecnologia autonoma.

 

5. Il CES come piattaforma strategica per il B2B

Il CES si è consolidato come palcoscenico decisivo per la tecnologia B2B.
Il keynote globale di Caterpillar dimostra come anche i brand industriali possano trasformare la percezione del marchio e ingaggiare un ecosistema complesso.
Il CES non è più solo un evento di prodotto, ma un’opportunità strategica per affermare leadership di pensiero e ruolo nell’innovazione globale.