
Scenari
L’analisi di Comscore nel settore retail fotografa un mercato globale da 1,2 miliardi di visitatori unici mensili dominato dai marketplace generalisti
Il mondo del retail digitale ha raggiunto una massa critica senza precedenti. Secondo gli ultimi dati diffusi da Comscore, la dimensione del settore ha toccato quota 1,2 miliardi di visitatori unici mensili a livello mondiale. Una cifra che fotografa un consumatore finale sempre più orientato a risolvere le proprie necessità di acquisto attraverso lo schermo di uno smartphone o di un PC, sia per prodotti destinati al consumo immediato che per beni durevoli.
Il panorama dei consumi online resta saldamente nelle mani dei grandi marketplace generalisti. Piattaforme come Amazon, Flipkart, eBay e la sempre più rilevante TEMU rappresentano, insieme al colosso della moda Shein, le destinazioni preferite dagli utenti.
Se Amazon si conferma il leader indiscusso per volumi e traffico globale, la vera sorpresa del rapporto riguarda la velocità di espansione dei nuovi player. TEMU è infatti il retailer in più rapida crescita a livello mondiale, con un balzo del +35% su base annua (YoY) che le ha permesso di raggiungere la quota di 254 milioni di visitatori unici. Un'ascesa che sta ridisegnando le gerarchie del commercio globale, sfidando i player storici sul terreno dei prezzi e della capillarità logistica.
Nell'ultimo anno, l'accesso ai retailer attraverso il chatbot di OpenAI è letteralmente esploso, segnando un incremento del +181%.
L'Intelligenza Artificiale Generativa non è più solo un supporto per la scrittura o la ricerca di informazioni, ma si è trasformata in un punto di accesso consolidato per il retail. La capacità di ChatGPT di influenzare le decisioni d'acquisto attraverso consigli personalizzati e, soprattutto, di offrire link diretti ai prodotti, sta creando un nuovo funnel di vendita. Per i principali marchi internazionali, l'IA è diventata un intermediario fondamentale, capace di guidare l'utente dal dubbio al carrello in pochi secondi.
L'analisi evidenzia come i confini tra canali fisici e digitali siano ormai sfumati, con i beni di consumo che fluiscono in un ecosistema integrato. La sfida per i retailer nel 2026 sarà quella di presidiare non solo le piattaforme di vendita tradizionali, ma anche questi nuovi "portali di influenza" tecnologica.

