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Italians Do It Better | Partnership leggendarie: quando brand e agenzie siedono dallo stesso lato
del tavolo

Trasparenza, fiducia, responsabilità condivisa e libertà creativa: sono questi gli elementi che trasformano il rapporto tra brand e agenzia in una vera partnership. I iplayer della comunicazione raccontano come si costruiscono relazioni autentiche, capaci di unire ambizione creativa e disciplina strategica, andando oltre il semplice progetto.

Nel rapporto tra brand e agenzia, la differenza tra una collaborazione efficace e una vera partnership si gioca su elementi profondi: fiducia, ascolto, responsabilità condivisa e una visione comune che tenga insieme strategia, creatività e risultati. Non si tratta di ‘eseguire un brief’, ma di costruire valore nel tempo. Per Stefano Capraro, founder & ceo This Is Ideal, una partnership autentica nasce da basi molto chiare: “Una collaborazione è vera partnership quando c’è trasparenza, fiducia reciproca e la condivisione di obiettivi, meglio se coraggiosi e ambiziosi”. Capraro sottolinea come il ruolo dell’agenzia non possa essere quello di semplice esecutore: “Non ci consideriamo mai semplici ‘fornitori’, ma un’estensione consulenziale del team dei nostri clienti: ascoltiamo a fondo, capiamo il contesto competitivo e costruiamo una strategia che sia la più completa possibile”. È proprio questo approccio a rendere possibile la libertà creativa: “La libertà creativa nasce proprio da questa fiducia. Lavoriamo per interpretare gli obiettivi del cliente in chiave innovativa, proponendo soluzioni che non si limitano a “risolvere un brief”, ma che aggiungono va- lore al brand”. Un metodo che tiene insieme rigore e sperimentazione:

“Il nostro metodo combina rigore strategico e sperimentazione controllata: così restiamo fedeli alla visione del cliente senza rinunciare alla forza delle nostre idee e puntando all’innovazione”.

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Per Veronica Ponti, founder & ceo Twenty8 Studios, il punto di svolta è la condivisione della responsabilità: “Una collaborazione diventa una vera partnership quando diventa una responsabilità condivisa”. Una partnership, spiega, nasce solo quando entrambe le parti sono disposte a esporsi: “Quando entrambe le parti sono disposte a mettersi in discussione, a fare scelte e ad assumersene le conseguenze”. Il valore si crea molto prima dell’esecuzione: “Per noi – precisa Ponti - una partnership inizia quando il brand non ci chiede di ‘abbellire’ una decisione già presa, ma ci coinvolge prima: nella definizione del problema, non solo della soluzione. È lì che nasce il valore. Ed è anche lì che si crea la fiducia”. Anche la libertà creativa, per Ponti, è una conquista:

“La libertà creativa non è qualcosa che si pretende, è qualcosa che si conquista. Si conquista dimostrando rigore strategico, chiarezza sugli obiettivi e rispetto profondo per il business del cliente”. E avverte: “Le idee funzionano davvero solo quando sono libere di essere oneste, non quando cercano di piacere a tutti”. La sintesi è netta: “Il nostro lavoro è tenere insieme queste due tensioni: ambizione creativa e disciplina strategica. Se una delle due manca, non è una partnership. È solo un progetto ben eseguito”.

Il tema dell’ascolto è centrale anche per Francesco Gemelli e Alessandro Fellegara, soci fondatori e rispettivamente chief branding officer e ceo, che individuano proprio nel dialogo il motore della relazione: “L’elemento essenziale è l’ascolto reciproco”. Un ascolto che si traduce in presa in carico reale delle esigenze del cliente: “Noi studiamo le esigenze e ci facciamo carico dei problemi che ci vengono condivisi”. Da qui nascono soluzioni che vanno oltre le aspettative: “Questo ci permette di trovare soluzioni inattese, creative e diverse dalle aspettative che permettono di costruire insieme al cliente solidi scenari evolutivi”.

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Per Alessandro Maggioni, managing director DCA, una partnership duratura si fonda su tre ingredienti chiave: “Credo che gli ingredienti fondamentali per rendere una collaborazione duratura, autentica e capace di generare valore - oltre i risultati di business - siano tre: onestà, umiltà e chiarezza degli obiettivi comuni”. Maggioni pone l’accento sull’onestà come base della fiducia: “L’onestà è la base di qualsiasi relazione solida: significa trasparenza, coerenza e la capacità di dirsi le cose anche quando non è semplice”. Una qualità che permette alle relazioni di crescere:

“È ciò che crea fiducia nel tempo e permette alle persone e ai team di crescere, perché elimina ambiguità e costruisce relazioni sane”. Accanto all’onestà, la trasparenza: “La trasparenza è un elemento altrettanto decisivo, perché è alla base della volontà di evolvere: riconoscere i propri limiti, chiedere aiuto quando serve, valorizzare il contributo degli altri e collaborare senza smettere mai di imparare”. E infine l’allineamento sugli obiettivi: “La chiarezza sugli obiettivi, sia personali sia di team, è ciò che consente di trasformare una buona relazione in una collaborazione efficace”. La sintesi è chiara: “Relazioni autentiche e durature non si basano solo sulle competenze, ma su un mix di fiducia, apertura e allineamento, che rende possibile costruire valore reale nel tempo”. Anche Luca Colombi, chief client officer Uniting, individua nell’allineamento e nel metodo i pilastri della partnership: “Una collaborazione diventa una vera partnership quando esiste un allineamento chiaro sugli obiettivi, un rapporto di fiducia consolidato e un metodo di lavoro condiviso”. Il ruolo dell’agenzia è quello di partner strategico: “Il nostro approccio è quello di affiancare i brand come partner strategici, contribuendo con visione e competenze, nel rispetto delle esigenze di business”. Con una libertà creativa sempre legata alla responsabilità: “La libertà creativa è sempre accompagnata da un forte senso di responsabilità verso i risultati: è questo equilibrio operativo che consente di costruire relazioni efficaci e durature nel tempo”.

Chiude il quadro Paolo Torchetti, owner e direttore creativo Changee, che utilizza una metafora chiarissima: “È più efficace il lavoro su un brand quando il cliente percepisce e accoglie l’agenzia dal suo stesso lato del tavolo. Non è una partita a tennis, si è tutti nella stessa squadra”.

Torchetti sottolinea come la scelta dell’agenzia sia anche una scelta di fiducia nelle idee: “Di creativi in gamba ce ne sono tanti, il cliente sceglie di avere al suo fianco qualcuno capace di valorizzare le sue idee.”. E conclude mettendo a fuoco il ruolo dell’agenzia: “Capacità di agenzia di essere partner accanto al cliente con autorevolezza che la pone al fianco del cliente ma senza rinunciare alla leggerezza del pensiero laterale, che è la chiave della nascita dell’idea”.

Da tutte queste voci emerge una visione condivisa: sostenibilità, etica e parità non sono un linguaggio, ma un metodo. Quando diventano pratica quotidiana, non servono proclami. Parlano i fatti. E sono quelli che, nel tempo, fanno davvero storia.