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Italians Do It Better | Sostenibilità, etica e parità: i valori diventano metodo
Sostenibilità, etica e parità di genere non rappresentano più un semplice tema di conversazione o un requisito reputazionale. Per molte agenzie sono diventati una linea di confine netta, che orienta il modo di lavorare, di costruire i team, di scegliere i clienti e di immaginare il futuro. Non valori da dichiarare, ma pratiche da vivere.
Per Stefano Capraro, founder & ceo di This Is Ideal, la domanda su come questi principi influenzino le scelte dell’agenzia è quasi fuorviante. La risposta è netta: “In nessun modo. I principi citati sono parte fondante ed integrante della nostra cultura primigenia, quella insegnata dalle nostre famiglie, quella elaborata con le nostre amicizie educative”.

Class Editori, sostenibilità, inclusione e parità sono criteri che orientano tanto i contenuti quanto l’organizzazione del lavoro: “Scegliamo storie che generano impatto e costruiamo team che riflettano i valori che portiamo nei nostri progetti”.
Il tema della diversità vissuta quotidianamente è centrale anche per Francesco Gemelli e Alessandro Fellegara, soci fondatori Tribe Communication, che descrivono l’agenzia come uno spazio umano prima che professionale: “Abbiamo una struttura cosmopolita legata a diverse religioni prevalentemente costituita da donne”. L’attenzione è rivolta alla crescita delle persone: “Aiutiamo i giovani (e meno giovani) a crescere sviluppando l’intelligenza, la competenza creativa, il cuore relazionale”. E la sintesi è chiara e radicale: “In agenzia prima di tutto viviamo. Poi lavoriamo”.
Un percorso lungo, concreto e misurabile è quello raccontato da Andrea De Micheli, co-founder, chairman & ceo Casta Diva Group: “Siamo stati tra i primi a dare enfasi a questi temi: a livello di sostenibilità sociale abbiamo sentito forte la necessità di creare un ambiente lavorativo sano, all’interno del quale ognuno potesse sentirsi a proprio agio ed esprimere al meglio la propria creatività”. Sul fronte ambientale, l’impegno è stato altrettanto tangibile: “Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale invece ci siamo impegnati in progetti concreti che potessero contribuire ad azzerare le nostre emissioni di CO2”.

Un percorso impegnativo che ha prodotto risultati certificati: “Un percorso impegnativo che ci ha portati a diventare una società benefit, a raggiungere importanti certificazioni, come quella sulla Parità di Genere e sugli Eventi Sostenibili e che, grazie ai progetti implementati, ci ha permesso di raggiungere a fine 2025 10 dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu”. De Micheli ricorda come inizialmente questi temi fossero sottovalutati. Oggi, però, il va- lore è evidente anche sul piano strategico ed economico: “Sono diventati aspetti fondamentali per vincere le nuove gare. Grazie al fatto di essere in linea con i criteri richiesti, abbiamo ottenuto finanziamenti con tassi d’interesse inferiori”.
Chiude il quadro Paolo Torchetti, owner e direttore creativo Changee, che distingue con precisione tra dimensione interna ed esterna dell’impegno valoriale. “Internamente: il rispetto, l’etica, l’inclusione, ma soprattutto il buon senso sono parte di una disciplina quotidiana che si respira nel modo di rivolgerci tra di noi”. Torchetti racconta un ambiente costruito sulla tutela delle persone: “Cerchiamo sempre di far sì che la persona si senta tutelata e di essere in un ambiente sano dove vivere e crescere.

Ci sono persone che lavorano con noi da quasi 30 anni, conosciute e sposate da noi. Diversità di genere e di orientamenti sono vissuti con naturalezza e il rispetto di queste regole non è imposto da codici, ma suggerito dalla qualità dei rapporti”. A questo si aggiunge un sistema di welfare strutturato: “Abbiamo un sistema di Welfare, ci prendiamo carico delle scuole dei figli, della formazione, della salute, dei viaggi, ecc.”. All’esterno, la coerenza è altrettanto rigorosa:
“Ci possiamo permettere di lavorare con aziende virtuose, laddove ci siamo accorti che le aziende non lo erano e non rispondevano ai canoni etici, ecc. rompiamo subito rapporti e contratti”. E conclude con una distinzione netta: “Ci sono aziende clienti che usano con grande gioia la parola fornitore e vogliono avere un partner a fianco che li guidi. È molto più efficace e produttivo il secondo tipo di rapporto, a partire dai risultati per l’azienda. E i partner devono avere gli stessi valori”.
Da tutte queste voci emerge una visione condivisa: sostenibilità, etica e parità non sono un linguaggio, ma un metodo. Quando diventano pratica quotidiana, non servono proclami. Parlano i fatti. E sono quelli che, nel tempo, fanno davvero storia.
MARINA BELLANTONI

