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Italians Do It Better Player | Tribe Communication: l’indipendenza
è qualità

Da 20 anni l’agenzia si distingue nel mercato con una direzione chiara: al centro i progetti, i sogni e il valore delle persone. Nel nome della qualità offerta, che implica la capacità di rischiare anche economicamente per dare al cliente un servizio professionale eccellente.

Visione sistemica, capitale umano e coraggio di scegliere la qualità oltre le logiche finanziarie. I fondatori di Tribe Communication Francesco Gemelli e Alessandro Fellegara, rispettivamente chief branding and creative officer e chief executive officer, ripercorrono oltre 20 anni di crescita, raccontando come un’agenzia nata in un contesto locale sia riuscita a imporsi nel panorama internazionale. Il segreto risiede in una “mappa di navigazioneimmutata nel tempo: la centralità del capitale umano, l’integrazione profonda tra strategia e creatività e una strenua rivendicazione di indipendenza. L’autonomia decisionale si traduce in una maggiore capacità di rischiare e nell’offerta di una qualità elevata e accessibile, capace di armonizzare media tradizionali e digitali senza mai perdere di vista l’autenticità e il ‘capitale spirituale’ dei brand.

 

Quali sono stati i fattori chiave che vi hanno permesso di crescere partendo da un contesto locale fino a raggiungere riconoscimento internazionale?

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La nostra mappa di navigazione è rimasta identica per più di due decenni. La condivisione di una direzione chiara, la pazienza, la perseveranza, la crescita tecnica dei nostri metodi di lavoro strategici e creativi, la gestione della comunicazione di clienti sempre più autorevoli ci hanno guidato fino a oggi in un percorso di coerente, costante e progressivo miglioramento di noi stessi, del nostro

lavoro e dei nostri servizi. La crescita della nostra reputazione, in quanto piccola eccellenza italiana nel mondo della comunicazione, è venuta da sé. La parola fondamentale è crescita prima di tutto del nostro cliente, poi c’è la nostra a livello identitario e reputazionale. Partendo anche da ciò che non sapevamo fare - studiando e imparando - abbiamo spinto la tensione all’eccellenza. Abbiamo messo sempre al centro i progetti, i sogni e il valore delle persone. La partecipazione a questa visione è l’essenza stessa dell’identità di Tribe: il capitale umano.

 

Visione, coraggio e autenticità guidano quotidianamente il vostro lavoro creativo? Se sì, in che modo e come lo esprimete nei vostri progetti?

Il processo creativo è fondamentale in quanto strumento per rendere unico un posizionamento strategico. La strategia è la base su cui si sviluppano le nostre idee creative. La visione è il principio più rilevante: in questo delicato momento storico di trasformazione sociale, richiede chiarezza nell’immaginarsi nel domani. Oggi gli scenari cambiano costantemente e quindi è necessario andare più in profondità per trovare radici profonde: da dove vengo? chi sono e chi voglio essere come brand? Questa è la sequenza di interrogativi essenziali ai quali rispondiamo per generare percorsi strategici e creativi in grado di traghettare l’identità nel futuro. Quando si guarda al futuro è indispensabile essere coraggiosi. Non basta solo urlare: “io” sono autentico. Oggi non più.

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Cosa significa oggi, per la vostra agenzia, essere indipendenti? In che modo l’autonomia strategica influisce sulla flessibilità e sulla capacità di innovare dei vostri progetti?

Indipendenza oggi significa qualità. La qualità è proporzionale alla capacità di rischiare economicamente per dare al cliente un servizio professionale eccellente. Le agenzie schiave della finanza non possono più competere sul piano della qualità a meno di incassare fatture stellari che la maggior parte dei clienti non possono più spendere. Noi oggi diamo una qualità più alta ad un prezzo accessibile ai più. È necessario pensare anche al capitale spirituale che si vuole alimentare. Quello artificiale c’è già ed è in circolazione, ma è privo di identità, come le banconote.

 

Come integrate i media tradizionali e digitali nelle vostre strategie creative? Quali strumenti o formati vi permettono di innovare senza perdere la coerenza con la vostra identità?

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Sebbene l’utilizzo dell’AI sia stata già integra- ta come ausilio e strumento, questo non ha cambiato nulla della nostra identità di agenzia né del nostro metodo di lavoro unico in Italia. Per il Teatro alla Scala di Milano, ad esempio, partendo già da una reputazione consolidata, stiamo armonizzando e coordinando tutti i canali di comunicazione. E già dalla prima campagna il cliente ha potuto riscontrare risultati eccezionali. La no- stra capacità di leggere le complessità delle aziende e delle istituzioni per le quali operiamo, traducendole in sistemi organizzati di valore e di contenuto da comunicare, sono la nostra forza. La nostra è un’innovazione continua che risiede in una visione sistemica della comunicazione. Oggi esistono innumerevoli agenzie e consulenti che “cavalcano” l’importanza di saper costruire identità di marca. La solidità e la consistenza, prima di essere vendute devono essere vissute e di- mostrate. Noi siamo Tribe Communication da più di 20 anni.

 

Come creare esperienze memorabili che coinvolgano il pubblico in modo autentico e innovativo?

Per coinvolgere il pubblico ed essere attrattivi ci sono due strade: manipolarlo con la pubblicità oppure costruire un’identità di marca fondata su una solida meaningful promise. In questo modo è possibile trasformare un brand da persuasivo ad attrattivo. Per Brightstar, con autorevoli docenti e in collaborazione con l’Università dell’Aquila, stiamo sviluppando la seconda edizione del progetto ‘Restare per crescere’, iniziativa ideata da noi per sostenere l’imprenditorialità dei giovani e contrastare l’esodo dai borghi e le piccole città.

Serena Roberti