Scenari

SuperHumans "Social RECODE 2026 - Oltre lo scroll, il feed non basta più”. I social non più solo canali di pubblicazione, ma un ecosistema che intreccia contenuti, tecnologia e relazione e richiede ai brand un cambio di approccio

Nel deepdive strategico dedicato all’evoluzione dei social media tra AI, search, Smart TV e community, l'agenzia sintetizza alcuni principi operativi chiave per i brand: progettare contenuti pensati per essere trovati, citati e riutilizzati anche fuori dai social; superare la logica del singolo post a favore di ecosistemi editoriali coerenti; integrare social, AI e search in un’unica strategia di visibilità; valorizzare le community come asset proprietari e non come semplice audience; ripensare infine ruoli e competenze, spostando il focus dalla gestione del canale alla regia del contenuto.

I social media stanno cambiando pelle. Continuare a considerarli semplici canali di pubblicazione non è più sufficiente. È da questa consapevolezza che nasce “Social RECODE 2026 - Oltre lo scroll, il feed non basta più”, il deep-dive strategico firmato da Superhumans, che analizza l’evoluzione dei social da piattaforme di visibilità a vere e proprie infrastrutture culturali, relazionali e commerciali.

Nel report, Superhumans individua i principali shift che stanno già ridefinendo il rapporto tra brand, contenuti e persone. Il deep-dive fotografa un cambiamento già in atto nel modo in cui le persone usano anche i social per informarsi: oltre 3 persone su 4 dichiarano di utilizzare strumenti di AI per cercare risposte, e nel 58% dei casi le query formulate come domande attivano direttamente una risposta generata, senza passare da una lista di link o da un feed tradizionale. In questo scenario, anche i contenuti social che non sono progettati per essere chiari, strutturati e citabili dall’AI rischiano di diventare invisibili, indipendentemente dalla loro performance di engagement.

Un cambio di scenario che impone anche una revisione dei modelli organizzativi e dei ruoli: il social media
manager evolve verso una funzione di content management, con una responsabilità editoriale più ampia, 
orientata alla qualità, alla rilevanza e alla capacità dei contenuti di vivere oltre il feed.

«Oggi il problema non è creare contenuti, ma creare contenuti che contano», commenta Francesco Taddeucci (nella foto), Direttore Creativo e Partner di Superhumans. «Con Social RECODE 2026 abbiamo voluto offrire una chiave di lettura concreta su dove stanno andando i social e su come i brand possono tornare a essere rilevanti, smettendo di inseguire lo scroll e iniziando a costruire valore».

Il documento dedica ampio spazio anche al tema del social commerce, sempre più integrato nell’esperienza di contenuto, e alla necessità di progettare relazioni continuative con le community, superando una visione puramente tattica delle piattaforme.

«Nel prossimo futuro i brand non verranno premiati per quanto pubblicano, ma per quanto riescono a essere trovati, citati e riconosciuti», aggiunge Andrea Galtieri, Head of Digital & Social di Superhumans. «Social RECODE 2026 nasce per supportare aziende e realtà a progettare contenuti utili, strutturati e duraturi, capaci di generare visibilità e fiducia anche fuori dalle piattaforme social».

Con “Social RECODE 2026”, Superhumans sintetizza alcuni principi operativi chiave per i brand: progettare contenuti pensati per essere trovati, citati e riutilizzati anche fuori dai social; superare la logica del singolo post a favore di ecosistemi editoriali coerenti; integrare social, AI e search in un’unica strategia di visibilità; valorizzare le community come asset proprietari e non come semplice audience; ripensare infine ruoli e competenze, spostando il focus dalla gestione del canale alla regia del contenuto.

Un approccio che sposta l’attenzione dalla performance di breve periodo alla costruzione di rilevanza nel tempo, in uno scenario in cui il feed non è più il centro dell’esperienza, ma solo uno dei punti di accesso.