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CANNES. Film: All'Italia 4 bronzi con Publicis, Leo Burnett e S&S. I 2 GP a Uk e Svezia
Questa la sezione che è valsa il 6° Leone a 'Dear future mom' per CoorDown e ha permesso all'Italia di aggiungere altri 4 metalli al già ricco palmares che è così arrivato a contare in questa edizione del Festival 15 Leoni. Non ce l'ha fatta invece la short italiana 'Don't drink and drive' di Dlv BBDO per Sogni d'oro Star a causa della line giudicata non coerente con il messaggio trasmesso. Come lo scorso anno anche questa volta sono stati 2 i GP assegnati per i film iscritti nelle macrocategorie A (Tvc) e B (Internet). Ad aggiudicarseli i già pluripremiati: 'Sorry i spent it on myself' (Harvey Nichols) e 'The epic split' (Volvo Trucks)
(Cannes, dalla nostra inviata Maria Ferrucci). La 61esima edizione del Festival internazionale della creatività di Cannes si chiude con la proclamazione dei vincitori in una delle sezioni più attese come è quella dei Film.
Anche qui, dove a difendere i colori della bandiera in giuria c'era Bruno Bertelli (Direttore creativo esecutivo Publicis), l'Italia è presente con 4 leoni di bronzo assegnati a 'Why not man' per Heineken International e 'The great escape' per Sigma Tau entrambi a firma Publicis, 'Fiat 500 Cult' per Fiat realizzato da Leo Burnett e 'Dear future mom' per CoorDown che è valso il 6° metallo a Saatchi&Saatchi in questa edizione del Festival. (In allegato il file con tutte le entry italiane)
In questa sezione il nostro Paese era presente con 43 entry, in calo rispetto alle 62 iscritte nel 2013, di cui 5 entrate in shortlist (leggi news).
Nulla di fatto per l'altro film italiano finalista: 'Don't drink and drive' per Camomille Sogni d'oro Star a firma Dlv BBDO e prodotto da Film Good (guarda il video). Film che non ha ricevuto un premio a causa dell'opposizione del giurato inglese che ne ha considerato la line finale non coerente con il messaggio trasmesso dal brand. Ricordiamo che in Uk così come in Usa Don't drink and drive ha una connotazione molto seria ed di stampo istituzionale. Non ne è stata accettata la chiave ironica con cui la sigla l'ha utilizzata.
Nel 2013 l'Italia è stata presente nel Film con 5 shortlist di cui solo 2 si sono trasformate in leoni di bronzo: The Candidate di Publicis per Heineken International (guarda il video) e The profiteers di McCann Worldgroup per Fiorucci Food (guarda il video).
Un ottimo risultato quello ottenuto dal nostro Paese. Dei 5 film finalisti infatti 4 sono diventati Leoni, anche grazie all'impegno del giurato italiano nel favorirne il risultato in fase di giudizio attraverso dettagliate spiegazioni volte ad evidenziarne i punti di forza spesso sfuggevoli a una giuria internazionale che visiona migliaia di entry, come ha spiegato ai nostri microfoni Bruno Bertelli (guarda l'intervista video su ADVexpress Tv).
Per il creativo il bilancio di quest'anno a Cannes è positivo e la creatività italiana ha una buona credibilità. Quello che ancora ci manca sono adeguati investimenti pubblicitari perchè le nostre produzioni pubblicitarie televisive raggiungano numericamente una consistenza che ci permetta di alzare l'asticella della competitività nei concorsi internazionali.
Ecco nel dettaglio i film italiani vincitori.
Continua anche nel Film il successo di 'Dear future mom' di Saatchi&Saatchi per CoorDown (guarda il video) che con 2 ori e 1 argento nel Direct, 1 argento in Promo&Activation e 1 argento in Cyber è già arriva a contare 5 metalli in questa edizione del Festival internazionale della Creatività di Cannes. Guarda l'intervista video ad Agostino Toscana su ADVexpress Tv
Di Publicis Italia 'Why not man' spot realizzato per Heineken International e pianificato sul mercato estero (guarda lo spot); ma anche 'The great escape' (guarda lo spot) per Sigma Tau (che si è aggiudicato anche un bronzo nei Lions Health, leggi news)
Questo vuole essere un segnale per l'industry di riferimento perchè prenda coscienza del fatto che, come ha sottolineato il presidente di giuria Amir Kassaei, Chief Creative Officer DDB Worldwide: "Il film ha una longevità e un futuro molto più grandi di qualsiasi altro mezzo di comunicazione." E proprio per esaltare la massima essenza del prodotto filmico in concorso, il presidente è stato molto chiaro nelle guideline dettate ai giurati: "Noi abbiamo valutato esecuzioni e insight delle campagne, a prescindere dai risultati ottenuti. Per quelli ci sono altre apposite sezioni del Festival. E quello che ne è derivato indica esattamente lo status quo della film industry e la direzione a tendere. I trend emersi quest'anno indicano che per connettere le persone ai brand si può usare la tecnologia in differenti modi. Attraverso l'utilizzo integrato e interattivo dei media ma anche attraverso una perfetta esecuzione."
In UK è andato il Grand Prix per la categoria Tv. Ad aggiudicarsi il massimo riconoscimento in Promo&Activation 'Sorry i spent it on myself', progetto firmato da Adam&Eve DDB London per i grandi magazzini Harvey Nichols che ha già vinto il GP in P&A (leggi news) e in Integrated (leggi news).
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Un'idea molto semplice su un tema tanto comune come quello natalizio, che ha raccolto i favori della giuria Film per l'efficacia dell'insight unita ad una eccellente esecuzione (guarda il video ).
Il secondo GP è stato assegnato, per la categoria internet, a 'The epic split' di Forsman & Bodenfors Gothenburg per Volvo Trucks (guarda il video)
(In allegato l'elenco completo dei vincitori in formato Excel e il medagliere)
Tra i film che si sono contesi fino all'ultimo il massimo riconoscimento: per la categoria Tv Nike Possibilities di Wieden+Kennedy Portland e Perfect day firmato da BBH New York per Sony Playstation; mentre nella categoria internet a competere con The Epic Split c'era 'Sound of Honda' dell’agenzia Dentsu e 'First Kiss' di Durable Goods Los Angeles
Whatever's comfortable beach di Wieden+Kennedy per Southern Comfort, Real beauty sketches di Ogilvy Brasil per Dove, Playin' with my friend di Mother London per Ikea e i due film che se li sono aggiudicati. Stiamo parlando dei già pluripremiati Dumb ways to die di McCann Melbourne (Australia) per Metro Train e The beauty inside di Pereira & O'Dell San Francisco (Usa) per Intel+Toshiba
Come ogni anno, in questa edizione è emerso dai Film un trend ben definito. Lo storytelling virato sulle forti emozioni, rappresenta la tendenza emersa dalla sezione. Addirittura i leoni d'oro sono stati scelti in base al tipo di emozioni che creano.
Anche qui, dove a difendere i colori della bandiera in giuria c'era Bruno Bertelli (Direttore creativo esecutivo Publicis), l'Italia è presente con 4 leoni di bronzo assegnati a 'Why not man' per Heineken International e 'The great escape' per Sigma Tau entrambi a firma Publicis, 'Fiat 500 Cult' per Fiat realizzato da Leo Burnett e 'Dear future mom' per CoorDown che è valso il 6° metallo a Saatchi&Saatchi in questa edizione del Festival. (In allegato il file con tutte le entry italiane)
In questa sezione il nostro Paese era presente con 43 entry, in calo rispetto alle 62 iscritte nel 2013, di cui 5 entrate in shortlist (leggi news).
Nulla di fatto per l'altro film italiano finalista: 'Don't drink and drive' per Camomille Sogni d'oro Star a firma Dlv BBDO e prodotto da Film Good (guarda il video). Film che non ha ricevuto un premio a causa dell'opposizione del giurato inglese che ne ha considerato la line finale non coerente con il messaggio trasmesso dal brand. Ricordiamo che in Uk così come in Usa Don't drink and drive ha una connotazione molto seria ed di stampo istituzionale. Non ne è stata accettata la chiave ironica con cui la sigla l'ha utilizzata.
Nel 2013 l'Italia è stata presente nel Film con 5 shortlist di cui solo 2 si sono trasformate in leoni di bronzo: The Candidate di Publicis per Heineken International (guarda il video) e The profiteers di McCann Worldgroup per Fiorucci Food (guarda il video).
Un ottimo risultato quello ottenuto dal nostro Paese. Dei 5 film finalisti infatti 4 sono diventati Leoni, anche grazie all'impegno del giurato italiano nel favorirne il risultato in fase di giudizio attraverso dettagliate spiegazioni volte ad evidenziarne i punti di forza spesso sfuggevoli a una giuria internazionale che visiona migliaia di entry, come ha spiegato ai nostri microfoni Bruno Bertelli (guarda l'intervista video su ADVexpress Tv).
Per il creativo il bilancio di quest'anno a Cannes è positivo e la creatività italiana ha una buona credibilità. Quello che ancora ci manca sono adeguati investimenti pubblicitari perchè le nostre produzioni pubblicitarie televisive raggiungano numericamente una consistenza che ci permetta di alzare l'asticella della competitività nei concorsi internazionali.
Ecco nel dettaglio i film italiani vincitori.
Continua anche nel Film il successo di 'Dear future mom' di Saatchi&Saatchi per CoorDown (guarda il video) che con 2 ori e 1 argento nel Direct, 1 argento in Promo&Activation e 1 argento in Cyber è già arriva a contare 5 metalli in questa edizione del Festival internazionale della Creatività di Cannes. Guarda l'intervista video ad Agostino Toscana su ADVexpress Tv
Di Publicis Italia 'Why not man' spot realizzato per Heineken International e pianificato sul mercato estero (guarda lo spot); ma anche 'The great escape' (guarda lo spot) per Sigma Tau (che si è aggiudicato anche un bronzo nei Lions Health, leggi news) Infine di Leo Burnett 'Fiat 500 Cult' per Fiat (guarda lo spot)
Anche quest'anno come lo scorso nel Film sono stati assegnati 2 Grand Prix, ognuno di competenza di una delle due macrocategorie in cui potevano essere iscritti i progetti: Tv e Internet.
Questo vuole essere un segnale per l'industry di riferimento perchè prenda coscienza del fatto che, come ha sottolineato il presidente di giuria Amir Kassaei, Chief Creative Officer DDB Worldwide: "Il film ha una longevità e un futuro molto più grandi di qualsiasi altro mezzo di comunicazione." E proprio per esaltare la massima essenza del prodotto filmico in concorso, il presidente è stato molto chiaro nelle guideline dettate ai giurati: "Noi abbiamo valutato esecuzioni e insight delle campagne, a prescindere dai risultati ottenuti. Per quelli ci sono altre apposite sezioni del Festival. E quello che ne è derivato indica esattamente lo status quo della film industry e la direzione a tendere. I trend emersi quest'anno indicano che per connettere le persone ai brand si può usare la tecnologia in differenti modi. Attraverso l'utilizzo integrato e interattivo dei media ma anche attraverso una perfetta esecuzione."In UK è andato il Grand Prix per la categoria Tv. Ad aggiudicarsi il massimo riconoscimento in Promo&Activation 'Sorry i spent it on myself', progetto firmato da Adam&Eve DDB London per i grandi magazzini Harvey Nichols che ha già vinto il GP in P&A (leggi news) e in Integrated (leggi news).
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Un'idea molto semplice su un tema tanto comune come quello natalizio, che ha raccolto i favori della giuria Film per l'efficacia dell'insight unita ad una eccellente esecuzione (guarda il video ).
Il secondo GP è stato assegnato, per la categoria internet, a 'The epic split' di Forsman & Bodenfors Gothenburg per Volvo Trucks (guarda il video)
(In allegato l'elenco completo dei vincitori in formato Excel e il medagliere)
Tra i film che si sono contesi fino all'ultimo il massimo riconoscimento: per la categoria Tv Nike Possibilities di Wieden+Kennedy Portland e Perfect day firmato da BBH New York per Sony Playstation; mentre nella categoria internet a competere con The Epic Split c'era 'Sound of Honda' dell’agenzia Dentsu e 'First Kiss' di Durable Goods Los Angeles
Whatever's comfortable beach di Wieden+Kennedy per Southern Comfort, Real beauty sketches di Ogilvy Brasil per Dove, Playin' with my friend di Mother London per Ikea e i due film che se li sono aggiudicati. Stiamo parlando dei già pluripremiati Dumb ways to die di McCann Melbourne (Australia) per Metro Train e The beauty inside di Pereira & O'Dell San Francisco (Usa) per Intel+Toshiba
Come ogni anno, in questa edizione è emerso dai Film un trend ben definito. Lo storytelling virato sulle forti emozioni, rappresenta la tendenza emersa dalla sezione. Addirittura i leoni d'oro sono stati scelti in base al tipo di emozioni che creano.

