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CANNES. Kassaei: 'Italiani, ricordatevi che l'adv è una cosa seria. Anche la creatività aiuta il business!'

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Secondo Amir Kassaei, chief creative officer DDB Worldwide nonché presidente della Giuria Film all'edizione 2014 del Festival della Creatività di Cannes, sono due i principali trend riscontrabili nell'advertising televisivo: da un lato ci sono ancora film di stampo tradizionale, dal forte impatto emotivo, caratterizzati da un buon storytelling e da una buona esecuzione; dall'altro ci sono contenuti più nuovi, che comunicano il prodotto in modalità diverse rispetto ai normali spot e in contesti differenti. Senza contare che la tecnologia è una componente sempre più imprescindibile, che ha cambiato notevolmente le modalità di realizzazione degli spot introducendo al contempo innovative modalità di interazione tra brand e persone.  

Un giorno forse non avremo un televisore uguale a quello che abbiamo oggi nel soggiorno di casa nostra, ma continueremo comunque a fruire di contenuti, anche se in modo diverso, attraverso schermi grandi o piccoli, interagendo con essi in vari modi. Tuttavia, come ha affermato Kassaei ai microfoni di ADVexpressTv, è importante tenere presente che in un contesto in cui aumentano le potenzialità e cambiano i device, la creatività resta fondamantale. La tecnologià è soltanto uno strumento, un ottimo strumento, certo, ma che permette di raggiungere risultati soltanto se accompagnato da un'idea forte, valida.

Riguardo agli spot che si sono aggiudicati quest'anno il massimo riconoscimento, ovvero il Grand Prix, nella sezione Film (leggi news), il presidente di giuria ha dichiarato ai nostri microfoni che 'The epic split' di Forsman & Bodenfors Gothenburg per Volvo Trucks (guarda il video) rappresenta un ottimo modo di comunicare una caratteristica del prodotto: lo spot di fatto è una dimostrazione del prodotto stesso, è semplice ma è caratterizzato da una perfetta execution, trasmette la voglia di rivederlo e ad ogni nuova visione si possono scoprire nuovi dettagli. E' un film che verrà ricordato nei prossimi anni, afferma Kassaei ai nostri microfoni, e questo certamente è un aspetto da non sottovalutare.

'Sorry i spent it on myself', progetto firmato da Adam&Eve DDB London per i grandi magazzini Harvey Nichols (guarda il video), è stato premiato in primis perché agenzia e cliente hanno avuto coraggio nel proporre qualcosa di completamente nuovo per il mondo del retail. L'idea è divertente, simpatica, ma allo stesso tempo intelligente e rispettosa e fa leva su quella parte di egocentrismo che contraddistinge tutti noi. Da non dimenticare anche il fatto che film abbia portato anche risultati molto soddisfacenti per il cliente, che gli sono valsi il Grand Prix anche in Promo e Activation (leggi news).

Venendo alla creatività italiana, Kassaei si chiede come mai in un Paese che lui stesso definisce il 'museo della creatività' (basti pensare al fashion o a design, ndr.), l'advertising rispetto ad altri settori non venga considerato un business serio, tanto che le agenzie devono faticare non poco per convincere i clienti del fatto che anche una pubblicità creativa può aiutare il business. Tuttavia negli ultimi anni qualcosa sta cambiando e la creatività italiana si sta facendo strada anche all'estero: ad esempio lo scorso anno l'ADCE (Art Directors Club Europe) ha assegnato il Grand Prix a un progetto italiano.

In ogni caso, per il presidente della Giuria Film, gli italiani in pubblicità non devono scimmiottare americani e inglesi, ma imparare a valorizzare anche in advertising l'italian way, che può essere un grande plus.