Advertising
CANNES. Marc Pritchard (P&G): i mille colori della nuova tavolozza creativa
L’advertising è sulla soglia di una nuova Età dell’Oro che farà impallidire quelle che l’hanno preceduta. Ne è convinto Marc Pritchard, global brand building officer di Procter & Gamble, secondo il quale nel nuovo mondo connesso imparerà mai, come accadeva in passato, a dominare ‘tutti’ i media, ma ci sarà una tavolozza di colori infinita per dipingere la tela della creatività.
“I nuovi strumenti e le nuove piattaforme - ha spiegato Pritchard - hanno esteso le possibilità a disposizione dei creativi. In fondo, per tutti i media, il processo è sempre stato lo stesso: dalla stampa alla radio alla Tv, la tavolozza con cui dipingere la pubblicità si è di volta in volta arricchita di sempre nuovi ‘colori’: nel passaggio dai quotidiani ai rotocalchi è arrivato il colore; con la radio il sonoro; con la Tv l’immagine in movimento…”.
La deduzione di Pritchard da tutto ciò è che ci avviamo verso una nuova ‘Golden Era’ dell’advertising, in cui le marche riusciranno a indirizzare il messaggio giusto alla persona giusta, nel luogo e nel momento giusto, attraverso la giusta piattaforma. “Sono convinto che potendo esplodere su infinite piattaforme, la creatività stia per vivere uno dei suoi periodi più esaltanti. Perché ciò avvenga - avverte Pritchard -, serviranno idee, non tecnicalità. E si dovrà partire da tre punti fermi: prima di tutto dire cose vere, che nascono da insight reali, capaci di toccare le persone. Un esempio? Lo spot Pantene ‘Not sorry’, firmato Grey New York: lo abbiamo lanciato tre giorni fa ed è già stato visto da 1 milione di persone (raddoppiate il giorno successivo a quello del seminario: ndr)”.
“Quando è stata l’ultima volta che qualcuno di noi ha aperto spontaneamente con un suo amico una conversazione, di persona o sul web, a proposito di uno shampo o un deodorante? - si è domandato poi Pritchard… -. Mettiamoci quindi nei panni dei consumatori e domandiamoci ogni volta: sono realmente interessati ad ascoltarci? Glie ne frega davvero qualcosa?”.
Mostrando lo spot Old Spice ‘Muscle Music’, firmato Wieden+Kennedy, il manager di P&G ha quindi osservato come questa campagna e quelle che l’hanno preceduta negli ultimi anni non appartenga più alla sfera della classica pubblicità televisiva: “Guardare i commercial Old Spice non è più ‘il prezzo da pagare’ per potersi gustare i contenuti di intrattenimento televisivi… Lo spot ‘è’ il contenuto, è entertainment”.
Ultimo step, ma non meno importante, quando si lavora a un’idea creativa ci si deve assicurare che il brand sia ‘importante’ e che abbia un ‘significato’ pertinente alla conversazione che vuole innescare fra i consumatori.
“Tenendo tutto questo in considerazione - ha concluso Pritchard - sono certo che le vere idee riusciranno a sfondare e saranno riprese e adottate dalla gente che le farà sue e continuerà a diffonderle…".

