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Contri: 'La campagna Silvian Heach? Un modo (discutibile) per farsi notare'

Anche il Presidente di Pubblicità Progresso in una nota esprime il suo dissenso in merito alla campagna della casa di moda, che ha già suscitato non poche polemiche. "Chi conosceva Silvian Heach? E tanto meno il fotografo Terry Richardson? Oggi sono sulla bocca di tutti per la foto di una modella che mostra il sedere senza mutande", dichiara Alberto Contri.
"Ecco, ci risiamo: la tecnica è consolidata. Come fare per diventare famosi in un attimo? Chi conosceva la casa di moda Silvian Heach? E tanto meno il fotografo Terry Richardson? Oggi sono sulla bocca di tutti per la foto di una modella che mostra il sedere senza mutande". Anche Alberto Contri (nella foto), Presidente di Pubblicità Progresso, in una nota esprime il suo dissenso in merito alla campagna Silvian Heach, che ha già suscitato non poche polemiche (vedi notizia correlata).

In una nota diffusa oggi, 25 febbraio, Contri dichiara: "A costo di essere oggetto della campagna contro i bacchettoni ci permettiamo dissentire a voce alta. Ma come, da anni ci si batte per una pubblicità di qualità, da anni ci si impegna anche nelle campagne sociali...e poi un mestiere così difficile e facilmente criticabile come quello del pubblicitario deve essere trascinato nel ludibrio da un sedicente stilista e da un sedicente fotografo che come unica modalità per attrarre l'attenzione hanno pensato bene di mostrare per intero il nudo sedere della modella. Al confronto la scena di Charlize Theron in cui la minigonna di maglia si sfilava lasciando intravvedere o immaginare ...era una scena per educande, e comunque di gran classe".

"Ci farebbe piacere per una volta che i giornalisti non confondessero i mestieri: fare il fotografo e il pubblicitario sono due mestieri ben diversi. Fare il pubblicitario con classe, buon gusto e professionalità è ben altra cosa rispetto a comunicatori improvvisati che ricorrono a questi miserabili trucchetti. Se incontrassimo per strade una fanciulla in questa posa penseremmo di avere a che fare con una prostituta sguaiata o con una pazza. E c'è invece qualcuno che ha pensato di mettere questa scena sui maxi-poster!", conclude il Presidente di Pubblicità Progresso.

SP