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Contri: Pubblicità shock? Solo un espediente per far parlare di sè

Il Presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, intervenuto alla presentazione del progetto 'Quanto ti vuoi bene?' realizzato da futuro@lfemminile in collaborazione con il Comune di Milano, ha espresso il proprio parere positivo nei confronti dell'iniziativa, condannando nuovamente le campagne che danno una rappresentazione poco dignitosa della donna. Tra i progetti della Fondazione una campagna pro donazione degli organi.
Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, giudica positivamente il progetto 'Quanto ti vuoi bene?' realizzato da futuro@alfemminile in collaborazione con il Comune di Milano e con il sostegno di Dove (vedi notizia correlata) e presentato oggi, 8 marzo, a Milano.

Guarda su ADVexpressTv l'intervista video ad Alberto Contri.

Un'iniziativa che, come lui stesso spiega ai nostri microfoni, è in linea con l'indagine sociologica realizzata proprio dalla Fondazione lo scorso anno per indagare le aspettative dei giovani d'oggi: si tratta di progetti importanti, che permettono di ottenere un efficace spaccato delle nuove generazioni.

Mentre, dopo il caso Silvian Heach, impazza il dibattito sull'uso/abuso del corpo della donna in pubblicità (vedi notizia correlata) Dove prosegue dunque la sua strategia di promozione della bellezza autentica, invitando le donne ad acquisire una maggiore consapevolezza di sè e a valorizzare il proprio potenziale (è questo l'obiettivo di 'Schermo bianco alle donne', ndr.) e proponendo nelle sue campagne immagini di donne reali, non di top model.  

Un esempio, secondo Contri, di come sia possibile promuovere dei prodotti con successo anche senza ricorrere a dei modelli di bellezza irraggiugibili e senza voler stupire a tutti i costi.

Certo, spiega il presidente di Fondazione Pubblicità Progresso ai nostri microfoni, è più facile prendere delle scorciatorie, ricorrendo a espedienti di dubbio gusto pur di attirare l'attenzione, come d'altra parte avviene in tv per far crescere l'audience, però se per far parlare di sè bisogna ancora mostrare il sedere nudo di una donna, significa che siamo proprio rimasti all'età della pietra. Perchè una pubblicità, dice Contri, può essere sexy e sensuale anche senza offendere la dignità della persona.

Parlando dei prossimi progetti della Fondazione Contri ha anticipato ad ADVexpressTv che quest'anno, in occasione dei 40 anni di Pubblicità Progresso, verrà lanciata a giugno un'importante campagna pro donazione degli organi, che vedrà anche il coinvolgimento dei principali social network. A firmarla un gruppo di talenti provenienti da diverse agenzie creative.

Serena Piazzi