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Crescono i numeri dello IAP

Dai dati del 2009 dell'Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria emerge che l'attività svolta dal Giurì e dal Comitato di Controllo è aumentata: si registra infatti un totale di 931 casi definiti rispetto agli 813 del 2008, incremento dovuto principalmente alle richieste di controllo preventivo su pubblicità non ancora diffuse.
L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (nella foto il presidente Giorgio Floridia), il cui obiettivo è di assicurare che la comunicazione commerciale venga realizzata nel rispetto dei principi di una corretta informazione dei consumatori e di una leale competizione fra le imprese, ha raggiunto nel 2009 il suo 43° anno di attività. I quasi 18.000 casi esaminati dall’inizio dell’attività ad oggi attestano la fiducia e l'apprezzamento del sistema da parte del pubblico, e la serietà dell’impegno che il comparto pubblicitario si è assunto dotandosi volontariamente di regole di comportamento il cui rispetto è garantito da organi imparziali ed indipendenti.

Dai dati del 2009 emerge che l'attività svolta dal Giurì e dal Comitato di Controllo è aumentata: si registra infatti un totale di 931 casi definiti rispetto agli 813 del 2008, incremento dovuto principalmente alle richieste di controllo preventivo su pubblicità non ancora diffuse.

I pareri preventivi sono passati dai 40 del 2008 ai 139 del 2009. Questo trend di crescita è in linea con uno degli obiettivi primari dell'Istituto, che coincide con le indicazioni della Commissione europea, ovvero quello di incrementare fin dove è possibile la funzione preventiva autodisciplinare evitando così l'insorgere delle controversie e, di conseguenza, l'intervento repressivo dei vari organismi preposti al controllo della comunicazione commerciale.

La nuova disciplina è in grado di offrire un servizio più efficace, incentrato sul dialogo tra Comitato di Controllo e richiedente, e di consentire il rilascio di un parere entro pochi giorni dalla richiesta. L'approvazione attribuisce al richiedente due vantaggi in particolare: oltre al riconoscimento della correttezza della comunicazione commerciale da far valere nei confronti di chiunque avanzi riserve sul messaggio, l'impegno del Comitato di Controllo a non agire d’ufficio in un secondo tempo contro la comunicazione commerciale approvata.

Esaminando i dati, risalta in modo evidente la vocazione dell’Autodisciplina pubblicitaria ad intervenire a tutela dei consumatori/cittadini dal momento che i provvedimenti a loro favore rappresentano oltre il 68% del totale.

I dati mostrano un’efficace azione propulsiva del Comitato di Controllo che nel 77% dei casi ha ottenuto ragione davanti al Giurì presentando istanze riguardo a messaggi ritenuti non conformi alle norme che tutelano il cittadino-consumatore. Ancora più alta (94%) la percentuale di ingiunzioni che sono diventate definitive senza che l’inserzionista si sia opposto o che sono state confermate dal Giurì, chiamato a valutare la questione di fronte ad un’opposizione da parte dell’inserzionista.

Il numero delle istanze di parte presentate dalle aziende direttamente al Giurì, passate da 38 a 42, dimostra una convergenza sempre più marcata delle vertenze pubblicitarie concorrenziali verso il sistema autodisciplinare, evidentemente ritenuto in grado di offrire alti standard di competenza e di efficienza.

Un ulteriore incremento è stato registrato per i depositi a tutela della creatività dei messaggi, a conferma dell’interesse degli operatori verso questi peculiari strumenti, che non trovano un corrispondente né nella normativa statuale, né a livello internazionale.

A questo riguardo, dal 1° gennaio 2010 è entrata in vigore la nuova procedura per i depositi c.d. pre-emption che consente di offrire un servizio rapido e più economico con nuovi vantaggi. Spetta alla Segreteria dell’Istituto, attraverso il sito IAP, la pubblicazione delle creatività, semplificando la procedura per gli operatori.

Riguardo ai settori merceologici, si segnala la riduzione delle contestazioni ai prodotti relativi alla “cura della persona”, dal 50% del 2008 al 44 % del 2009.


EC