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De Nardis: Specializzazione e integrazione la sfida di Aegis Media
(Cannes). ADVexpress ha
incontrato Mainardo De Nardis, CEO Aegis Media
Worldwide. Ne è nata un'intervista che ha messo a fuoco le strategie
mondiali di sviluppo del Gruppo, le recenti acquisizioni e l'evoluzione che il
mondo della comunicazione sta vivendo tra specializzazione e integrazione (vedi
anche Intervista al TG Cannes
).
Partiamo dal primo punto. Il Gruppo Aegis sta rifocalizzando la propria organizzazione. Nigel Morris, ceo Isobar Global, annucia de Nardis, è diventato responsabile dell'offerta dei diversi servizi proposti alle aziende clienti assumendo anche la qualifica di Chief Offer Officer. "Sarà lui a definire le linee guida per l'integrazione dei diversi prodotti e discipline, dal media classico, al direct, al digital, ai contenuti al word of mouth". Il primo trimestre 2007 si chiude con un +8,5% per il Gruppo che, tiene a precisare De Nardis, "significa un punto in più di quota di mercato rispetto ai concorrenti, ponendo Aegis ancora davanti alle attività media di Omnicom e Wpp". Si è trattato di una crescita organica, tiene a sottolineare, "fondamentale perchè significa crescere in quote di mercato".
Due gli ambiti di sviluppo. Il marketing Communication, area di appannaggio di Aegis, e il Research attraverso la struttura Synovate che De Nardis non esita a definire un grande successo: "Synovate aggrega ormai 5000 persone nel mondo e ha una forza particolare in Asia, Usa e oggi anche in Europa". I risultati più importanti del primo trimestre in termini di business son stati generati da nuovi clienti, nuove aree e servizi offerti e da clienti che aumentano i propri investimenti. "I paesi che fanno registrare la crescita più veloce sono Asia e America Latina. Dal digitale deriva ormai il 20% del fatturato. Entro la fine dell'anno quest'area coinvolgerà ben 3.000 addetti".
Le recenti acquisizioni più importanti sono state Philips, che ha riconfermato Aegis dopo una gara che ha visto coinvolta la rivale mediaedge:cia; e 20th Century Fox per tutto il mondo a eccezione degli Usa. "Quest'ultimo è un cliente particolarmente interessante – afferma De Nardis – perchè i prodotti, i film, nascono e muoiono, per così dire, nel giro di pochi mesi. Inoltre, il cinema permette di mettere in collegamento il mondo dell'online e dell'offline".
Lo sviluppo della comunicazione passa per l'integrazione e la specializzazione, due forze diverse ma entrambe necessarie per la crescita di un centro di comunicazione. A questo proposito De Nardis fa alcuni esempi. "Per il prodotto Coca Cola Sprite due settimane fa a New York abbiamo presentato la prima piattaforma per la telefonia cellulare, The Yard, che consente il dialogo e la conversazione tra le diverse community. In generale le potenzialità di sviluppo del mondo digitale tramite la telefonia mobile non sono ancora conosciute e costituirà un driver importante per i prossimi due anni".
Altro esempio è iCoke: "Si tratta di una piattaforma digitale integrata sviluppata per il mercato cinese per l'entertainment dei consumatori Coca Cola. Al momento sono ben 34 milioni gli iscritti alla piattaforma, ed è forse il più grande esempio di community virtuale".
Novità anche dal fronte delle acquisizioni di società: "La settimana scorsa, in UK, abbiamo annunciato l'acquisizione di Marvellous, società specializzata nei servizi di marketing sulla piattaforma di telefonia mobile e già partner nel progetto Sprite. Risale invece a tre settimane fa l'acquisto in Sud Africa di Trigger, altra agenzia a servizio completo nel digitale. A febbraio, in Brasile, è stata la volta di Agencia Click che quest'anno ha ben sei progetti in short list nella sezione Cyber, dove in passato ha già vinto un Grand Prix".
Per quanto riguarda l'area classica la scommessa si chiama integrazione dove, ancora una volta non si può fare ignorare il fenomeno che vede un progressivo spostamento degli investimenti verso il digitale. "In Uk – commenta De Nardis – il digitale assorbe ormai il 14% degli investimenti in comunicazione. Pianificare oggi in televisione e non in search marketing è pura follia anche se, ancora, la stragrande maggioranza di campagne tv non ha una declinazione sul search o sul media online".
Veniamo al mercato italiano: "Stiamo andando molto bene e siamo felici dei risultati raggiunti in termini di billing, fatturato e, soprattutto, qualità. Grande plauso quindi al CEO Walter Hartsarich e alla sua politica del passo dopo passo sostenuta da una visione chiara e precisa che, anno dopo anno, ha prodotto risultati importantissimi".
Infine, uno sguardo alle gare in corso, soprattutto a Johnson & Johnson. In palio c'è un budget da 400 milioni di Euro per il mercato europeo. In lizza ci sono, oltre Aegis Media, l'uscente Initiative/Universal, e OMD. MindShare, invece, si è ritirata. La decisione è attesa entro l'estate.
Salvatore Sagone

