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Enpa contro la caccia con Ogilvy

L'agenzia ha pensato a una comunicazione 360° che possa attivare l’ambient e il digital, ma per ora la campagna verrà declinata in televisione, stampa e radio. Con la direzione creativa di Roberto Greco, hanno lavorato Giordano Curreri (Senior Art), Marco Geranzani (Senior Copy) e Francesco Toscano (Art).

"Non c'è niente di ridicolo nella caccia, purtroppo." E' questo l'amaro concetto della campagna contro la caccia realizzata da Ogilvy per l'Ente Nazionale Protezione Animali. La campagna prende in giro il mondo della caccia smitizzando quel sentimento 'eroico' e 'romantico' che molti suoi protagonisti provano mentre, armati fino ai denti, affrontano per lo più animaletti decisamente poco temibili.

"Abbiamo voluto usare un tono che non è propriamente quello 'classico' della comunicazione sociale – dice Roberto Greco, Direttore Creativo Esecutivo di Ogilvy&Mather – e siamo soddisfatti del risultato. Diciamo che non ci sono pugni nello stomaco o appelli e non c'è nemmeno il tentativo di giocare sulla compassione. C'è invece una leggerezza che è però solo apparente: alla fine il messaggio è caustico e invita il pubblico a guardare la caccia e l'essere cacciatori in modo decisamente dissacrante".

Ogilvy ha pensato a una comunicazione 360° che possa attivare l'ambient e il digital, anche se per ora la campagna verrà declinata in televisione, stampa e radio.

 Il team creativo che ha lavorato sul progetto, sotto la direzione creativa di Roberto Greco, è composto da Giordano Curreri (Senior Art), Marco Geranzani (Senior Copy) Francesco Toscano (Art Director) e Cristina Buraschi (Account Director) ha curato la relazione con Marco Poli (Consigliere Delegato) e Antonello Sibona (Direttore) di ENPA.

Il film è stato realizzato da The Family con la regia di Andrea Turchi e la musica di Paolo Re; le fotografie dei tre annunci stampa sono stati scattati da Zona 13; i comunicati radio sono stati prodotti da Screenplay.