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IAP: nel 2008 meno istanze al Giurì, nel 2009 arrivano i 'Soci sostenitori'

L'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria ha presentato oggi, 4 febbraio, l'attività svolta nel 2008 e le iniziative previste per il 2009. Nel 2008 il Comitato di Controllo ha giudicato 775 casi definiti (+3% sul 2007). Previsto l'allargamento della base associativa nell'area dei Media, grazie alla nascita della nuova categoria di soci.

L' Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria ha presentato oggi, 4 febbraio, a Milano, presso l'Hotel dei Cavalieri, l'attività svolta durante il 2008 e le iniziative previste per il 2009.

Il presidente Giorgio Floridia (nella foto) e il segretario generale, Vincenzo Guggino, hanno illustrato la tipologia dei casi esaminati, l'attività svolta dal Comitato di Controllo e dal Giurì, le novità introdotte dal Nuovo Codice della Comunicazione Commerciale e hanno annunciato gli sviluppi futuri.

L'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria garantisce un sistema di controllo della comunicazione commerciale affinché essa venga realizzata nel rispetto dei principi di una corretta informazione dei cittadini-consumatori e di una leale competizione fra le imprese.

Nel 2008 il Comitato di Controllo ha giudicato 775 casi definiti, un aumento del 3% rispetto ai 749 del 2007. Tale incremento è dovuto ai casi risolti in via breve, cioè quei casi archiviati perché l'inserzionista ha spontaneamente aderito alla richiesta del Comitato di apportare lievi modifiche al messaggio, oppure perché l'istruttoria ha portato al positivo superamento dei profili di contestazione.

Questo dato evidenzia lo spostamento che si è registrato nell'attività del Comitato, che ha privilegiato un approccio maggiormente improntato al confronto e al dialogo con gli inserzionisti, piuttosto che al ricorso a provvedimenti inibitori di tipo autoritativo, quali le istanze al Giurì e le ingiunzioni di desistenza. Sul fronte delle istanze al Giurì promosse dalle aziende si è registrata una contrazione del 16%: dalle 44 del 2007 alle 38 del 2008. Questo dato è particolarmente rilevante perché il successo di un sistema autodisciplinare dovrebbe misurarsi proprio sulla riduzione dei procedimenti quale segnale positivo: indice di una più diffusa correttezza della comunicazione.

Il 2008 sarà ricordato come l'anno della rivoluzione copernicana dell'Autodisciplina pubblicitaria, che ha ampliato il proprio ambito di competenza, offrendo tutela giuridica non solo nei confronti della pubblicità in senso stretto, ma anche verso altre forme di comunicazione commerciale. Il nuovo Codice, che riporta la nozione di 'comunicazione commerciale' al posto di quella tradizionale di 'pubblicità', consente di ampliare l'intervento autodisciplinare con maggior forza anche su comunicazioni commerciali come le promozioni, il direct marketing, le sponsorizzazioni, le comunicazioni commerciali diffuse attraverso i nuovi media, vigilando che siano svolte nel pieno rispetto del consumatore e dei concorrenti leali.

Proprio nell'ottica del pieno rispetto del consumatore e della concorrenza leale va letta la riforma attuata a partire dalla seconda metà del 2008 del sistema dei pareri preventivi, che ha profondamente rinnovato le procedure per il rilascio dei pareri preventivi su pubblicità non ancora diffuse per le aziende e le agenzie che ne facciano richiesta. La nuova disciplina affida ad una Sezione ad hoc del Comitato di Controllo di verificare preventivamente la correttezza dei messaggi, offrendo un servizio più efficace e rapido rispetto al passato. Anche questa procedura è incentrata sul più ampio dialogo tra il Comitato di Controllo e il richiedente e permette di meglio analizzare ogni aspetto della comunicazione sottoposta ad esame.

L'approvazione del Comitato attribuisce al richiedente una serie di vantaggi: oltre al riconoscimento della correttezza della comunicazione commerciale, anche la possibilità di far valere tale approvazione nei confronti di chiunque avanzi riserve sul messaggio da diffondere, e l'impegno del Comitato di Controllo a non agire d'ufficio contro la comunicazione commerciale approvata.

Sempre con l'obiettivo della celerità è stata introdotta nel 2008 nel procedimento avanti al Giurì la possibilità di utilizzare una sorta di corsia preferenziale in relazione a due specifiche fattispecie: la pubblicità comparativa diretta e la comunicazione relativa a promozioni commerciali di durata pari o inferiore a 30 giorni. 

Dall'inizio del 2009 è operativo inoltre un progetto volto a far conseguire allo IAP una più ampia rappresentatività, favorendo l'ingresso di ulteriori significative realtà, in particolare del settore dei Mezzi. Il Consiglio Direttivo ha stabilito l'ampliamento della partecipazione all'Istituto istituendo la categoria dei 'Soci sostenitori', che affianca quella dei 'Soci ordinari', così come avviene in altre autodiscipline estere.

Enti e operatori dei media possono quindi richiedere di partecipare alla vita dello IAP con un proprio rappresentante in Assemblea, così dimostrando una maggiore e convinta condivisione delle istanze di cui l'Istituto si fa portatore.

Tra gli obiettivi dello IAP vi è quello di sviluppare al massimo la funzione preventiva evitando così l'insorgere stesso delle controversie e, di conseguenza, l'intervento repressivo dei vari organismi preposti al controllo della comunicazione commerciale. Un secondo obiettivo è quello di allargare ulteriormente la base associativa nell'area dei Media, e in particolare dei New Media, favorendo l'ingresso di questi nuovi soggetti.

Un ulteriore intervento di medio - lungo periodo è quella di intensificare gli sforzi di dialogo con le altre Autorità preposte al controllo della comunicazione commerciale per cominciare a costruire un autentico sistema e provare ad offrire agli operatori un quadro di riferimento che, a dispetto di normative e poteri molto differenti, sia quanto più possibile unitario e armonico.

Le varie Istituzioni dovrebbero, infatti, lavorare affinché le loro decisioni siano il più possibile in sintonia le une con le altre, e i rispettivi giudicati e i comportamenti virtuosi offerti in una determinata sede (ad esempio la richiesta di parere preventivo o l'assunzione di impegni) vengano compresi e valorizzati dall'altra.

"In conclusione - ha dichiarato il presidente IAP, Giorgio Floridia – l'Istituto deve consolidare la sua natura di struttura di servizio a favore delle imprese offrendo pareri preventivi sulla comunicazione non ancora diffusa, e garantendo giudizi imparziali e rigorosi, quando necessario, in fase repressiva dell'illecito pubblicitario. Sotto questo secondo profilo, l'altissimo valore giuridico delle pronunce ed il tempo rapido della procedura hanno consentito di dirottare sul Giurì un contenzioso che altrimenti verrebbe totalmente assorbito da altri organismi".