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Iap: presentato oggi il nuovo Codice della Comunicazione Commerciale
Rispetto al Codice precedente la tutela giuridica riguarda non solo la pubblicità in senso stretto, ma , secondo quanto stabilito dalla Direttiva 2005/29/CE, anche le altre forme di comunicazione commerciale. (Nella foto Giorgio Floridia, presidente Iap).
L'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria
ha presentato questa mattina a Milano, presso l'Hotel dei Cavalieri, il
nuovo Codice della Comunicazione Commerciale (vedi
documento allegato), realizzato sulla
base della direttiva comunitaria 2005/29/CE riguardante le pratiche commerciali
sleali. Il nuovo Codice è stato presentato a giornalisti e addetti ai lavori da
Giorgio Floridia(nella foto
a sinistra), presidente IAP, e da Vincenzo
Guggino (nella foto in basso
a destra), segretario generale IAP.
Rispetto al Codice precedente, il Codice della Comunicazione Commerciale, che entrerà ufficialmente in vigore il 21 gennaio 2008, amplia il proprio ambito di competenza: la tutela giuridica riguarda non solo la pubblicità in senso stretto, ma anche le altre forme di comunicazione commerciale.
La Direttiva 2005/29/CE , che ha lo scopo di avvicinare le singole legislazioni nazionali, amplia infatti la preesistente disciplina volta a tutelare i consumatori nei confronti della pubblicità commerciale ad altre forme di marketing. Sulla base di questo nuovo scenario, le autodiscipline europee stanno valutando come ampliare la loro tradizionale area di competenza, finora incentrata sostanzialmente sulla pubblicità commerciale. La direttiva attribuisce infatti un ruolo importante ai codici di condotta, riconoscendone il merito di ridurre o addirittura eliminare le pratiche commerciali sleali e quello di rendere meno frequente il ricorso alla magistratura e alle autorità amministrative.
In Italia, l'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria
ha ritenuto di intervenire prontamente procedendo ad un allargamento delle
definizioni del Codice per offrire tutela riguardo alla marketing communication
in senso ampio. Il nuovo Codice prevede innanzitutto l'inserimento della nozione
di 'comunicazione commerciale' al posto di quella tradizionale di 'pubblicità'.
Si tratta di una riformulazione non meramente terminologica, in quanto tiene
conto, da un lato, delle interpretazioni sostanziali della giurisprudenza del
Giurì, che ha sempre inteso in senso ampio la definizione di pubblicità;
dall'altro, degli stimoli provenienti a livello legislativo nazionale e
comunitario ad un ampliamento del campo di azione dei sistemi di autodisciplina
pubblicitaria, soprattutto nell'area della comunicazione.
L'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria potrà quindi ampliare il proprio intervento con maggior forza anche su comunicazioni commerciali come le promozioni, il direct marketing, le comunicazioni commerciali diffuse attraverso i 'nuovi media', vigilando che siano svolte nel pieno rispetto del consumatore e dei concorrenti leali.
"L'Autodisciplina pubblicitaria con il nuovo Codice della Comunicazione Commerciale può fungere ulteriormente da modello per alleggerire il peso che ormai schiaccia gli organi della giustizia statuale condannandoli ad una inefficienza tanto più grave quanto più essa si riflette negativamente sulla business community nazionale - spiega Giorgio Floridia, presidente dell'IAP -. Un modello non soltanto di sostituzione della giustizia ordinaria bensì anche di affiancamento del controllo amministrativo, vista la felice convivenza tra pubblico e privato nella gestione delle regole che devono essere poste ed osservate nello svolgimento dell'attività di comunicazione".
Nel suo intervento Vincenzo Guggino, segretario generale IAP, ha sottolineato come il nuovo Codice rappresenti una svolta cruciale non solo all'interno del sistema autodisciplinare ma anche, più in generale, in quello della comunicazione in Italia, anche se gli effetti potranno essere misurati solo nel tempo e attraverso la sua concreta applicazione. Si apre uno scenario nuovo e in sintonia con l'evoluzione del mercato della comunicazione, dove le iniziative diverse rispetto ai mezzi classici rappresentano ormai il 50% del totale.
"L'allargamento del campo d'azione dello IAP che deriva dalla nozione di 'comunicazione commerciale' costituisce per noi una sfida: ci porterà a confrontarci sia con nuovi operatori della comunicazione sia con nuovi strumenti di comunicazione meno misurabili e codificabili rispetto ai media classici. Si tratterà da un lato di far si che nuove aziende, professionisti e media entrino a far parte dello IAP, dall'altro di aggiornare le tecniche di decodificazione degli organi autodisciplinari" ha concluso Vincenzo Guggino.
"Sul piano delle sanzioni – ha chiarito Floridia -, manteniamo la nostra impostazione tradizionale basata sull'inibizione dei messaggi ritenuti ingannevoli o sleali. Per ora questo metodo ha funzionato perché fanno parte dello Iap anche i media, che costituiscono il nostro 'braccio armato', ma bisognerà verificare la sua efficacia in riferimento alla comunicazione commerciale in senso allargato ed eventualmente affiancare alla pubblicazione nuovi metodi studiati ad hoc".
La conferenza stampa odierna è stata anche l'occasione per presentare i dati relativi all'attività svolta nel 2007 (vedi tabella in allegato) - 793 casi rispetto ai 776 del 2006 - e la nuova composizione del Giurì e del Comitato di Controllo. I componenti di questi due organi, indipendenti dal mondo pubblicitario e lontani da interessi di categoria, potranno quindi esaminare la comunicazione commerciale tout court, e non solo più le pubblicità in senso stretto.

