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La stampa a Cannes: sotto il Palais niente

Niente di nuovo sulla Croisette. Questo in sintesi il pensiero di Marilù Esposito riguardo al Festival appena concluso. "In fondo è rassicurante che a Cannes la Stampa non subisca i contraccolpi che da due anni rivoluzionano i Film. Lì i nuovi mezzi hanno costretto la giuria ad assegnare due Grand Prix per la prima volta nella storia del Festival? A noi al piano di sotto non importa nulla".

In fondo è rassicurante che a Cannes la Stampa non subisca i contraccolpi che da due anni rivoluzionano i Film. Lì Dove ha costretto a ripensare le categorie? Lì i nuovi mezzi hanno costretto la giuria ad assegnare due Grand Prix per la prima volta nella storia del Festival? A noi al piano di sotto non importa nulla.

E dunque via libera al consueto ipertrofismo dei brasiliani, che iscrivono 867 lavori sui 7442 totali: più degli USA che si sono fermati a 615. E via libera alle campagne finte, in un tripudio di geniali soluzioni rompicapo e brief improbabili. E' davvero pensabile che in pieno 2008 la Volkswagen Brasile chieda alla Alma BBDO di divulgare la notizia che i suoi camion portano qualsiasi carico, birra uova frutta e latte compresi? Eppure questa campagna (comunque bella) ha vinto l'argento (foto a destra) .

Niente di nuovo anche per quanto riguarda l'Italia: 200 lavori iscritti, 8 in short list, un solo premio. Rassicura anche che il premio sia andato alla Leo Burnett, l'agenzia del giurato italiano: lo smilzo palmares italiano è da sempre costellato da questo genere di casuali coincidenze.

Ah, però una novità c'è: anche la Satchi & Saatchi di Milano in realtà ha vinto un argento con la bella multisoggetto per Voltaren, ma l'ha fatta iscrivere dalla sede svizzera, forse perché i giurati internazionali trovano più seducenti i nomi italiani sulle etichette dei nostri vini che sui credits d'iscrizione.

Tutto già visto, dunque, compreso il Grand Prix della DDB di Johannesburg, che riprende per Energizer un concetto che aveva già fatto la fortuna di Nickelodeon nel vicino 2005. Se non li tieni occupati, i bambini fanno guai: c'è da tenere seriamente presente che con questo concetto fra un paio d'anni almeno un oro a Cannes si può ancora pensare di portarlo a casa.

Se poi ricordate la bella campagna di Alma BBDO di San Paolo che l'hanno scorso all'apertura della doppia pagina vi permetteva di infrangere materialmente le catene di uno schiavo, (foto a sinistra) vi sembreranno già viste anche alcune soluzioni cartotecniche curiosamente presentate da diverse sedi planetarie della Leo Burnett: la macchia di un bacio che viene via da un colletto per Tide (foto a destra), un pallone che si apre per Big Big Sweet Chewingum, una sogliola tagliata esattamente a metà per Wmf Knife (foto sotto a sinistra).

In questo panorama consueto qualche disorientante spunto di originalità c'è pur stato, come l'argento a Comedy Central di MTV (agenzia Kempertrautmann di Amburgo) in cui con pochi tratti si dimostra come trasformare uno scherzo in un pesantissimo scherzo, l'elogio della risata portata alle sue estreme e scientifiche conseguenze; o il bronzo ad Heinz (agenzia Leo Burnett di Bruxelles) per l'idea di portare in tavola cibo ancora congelato visto che verrà condito con Hot Ketchup; o ancora la semplice e forte idea della Clemenger BBDO neozelandese per la campagna sociale Sleep before drive (foto sotto a destra)in cui sono raffigurate le tipiche e mortali uscite di strada a causa del sonno, ma le vittime si trovano su letti matrimoniali invece che sulle loro auto.

Già visto, anzi vistissimo, il trend di sopprimere qualsiasi tipo di parola: una percentuale ormai schiacciante di annunci marcia verso una visualità totale e alienante, dove la cripticità sembra più un obiettivo che un rischio da evitare. E già vista è anche l'eroica pertinacia con cui un pugno di ostinati copywriter continuano a combattere la tendenza sopra denunciata: c'è un 10% degli annunci che difende leoninamente l'acutezza della parola. Non solo titoli fulminanti e payoff precisi come bisturi, ma anche bei testi lunghi di quelli che ancora ti viene voglia di leggere.