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Le grandi idee e l'attenzione al consumatore salveranno le agenzie
Come devono cambiare le agenzie per poter sopravvivere di fronte al crescente potere creativo degli utenti e soprattutto del media? Alla domanda ormai al centro di ogni dibattito dentro e fuori al Festival di Cannes, hanno cercato di rispondere oggi al Palais alcuni 'big' delle agenzie internazionali come David Droga (Droga 5), Daniel Moral (Wunderman), Jeff Goodby (Ddb) e Andrew Robertson (Bbdo).
Tutti d'accordo nel ritenere che le agenzie devono riorganizzarsi, giorno per giorno, per poter cavalcare il cambiamento in corso nel panorama della comunicazione e dei media, contraddistinto soprattutto dal boom del web e del digitale, che hanno trasformato gli utenti in creatori di contenuto e creativita'. Diverse le opinioni sulle direzioni da intraprendere, riassumibili in pochi e precisi punti chiave.
Le agenzie creative dovranno essere storyteller, puntando su engagement e interazione, per catturare l'attenzione degli utenti sempre piu' indaffarati e sempre meno disposti a trascorrere troppo tempo di fronte a uno spot, a una pagina pubblicitaria o a un comunicato radio. Al centro di ogni progetto creativo devono esserci 'big ideas' outstanding, originali, semplici, di forte impatto, declinate sui formati piu' efficaci, nel rispetto del linguaggio di ciascun media. Le grandi idee e grandi progetti, sono questi i tratti identificativi delle agenzie, le due armi che consentiranno alle strutture di far fronte al potere creativo dei media e alla metamorfosi degli utenti in costruttori e veicolatori di contenuti.
Leva fondamentale per le agenzie, l'ascolto e l'osservazione dei consumatori, per realizzare progetti di grande efficacia, coerenti con le caratteristiche dei target. Il come e' presto detto: analizzando e studiando le tipologie dei consumatori e formando una classe di talenti open mind, flessibili, veloci, giovani e multidisciplinari che facciano delle agenzie il centro pulsante della creatività mondiale.

