Advertising
LO STORYTELLING DI FILMGOOD: al SEMINAR McDONALD’S 'the irresistible power of creativity'
Al Grand Auditorium un seminar che pone la domanda di quale sia l’antidoto alla promiscuità dei clienti che cambiano agenzia con troppa facilità. In un clima dove esiste purtroppo una costante erosione di rapporto tra clienti e agenzie, il Creative Marketer of the Year McDonald’s a Cannes giovedì scorso ha invitato le sue quattro agenzie globali a riflettere su cosa ha guidato il brand a rimanere con le stesse agenzie per tanti anni. Ecco cosa è emerso.
Al Grand Auditorium un seminar che pone la domanda di quale sia l’antidoto alla promiscuità dei clienti che cambiano agenzia con troppa facilità.
In un clima dove esiste purtroppo una costante erosione di rapporto tra clienti e agenzie, il Creative Marketer of the Year McDonald’s a Cannes giovedì scorso ha invitato le sue quattro agenzie globali a riflettere su cosa ha guidato il brand a rimanere con le stesse agenzie per tanti anni. A rappresentare DDB (collaboratore da 44 anni con McDonald’s) - Juan Carlos Ortiz (President Latin America), per Leo Burnett (33 anni) - Mark Tutssel, Global Chief Creative Officer, per TBWA (29 anni) - Rob Schwartz, Global Creative President e per OMD (globalmente, 10 anni) - Kate Stephenson, Global Account Management.
Sebbene il seminario, moderato dalla giornalista Laura Petracca di USA TODAY, è stato inevitabilmente auto celebrativo e forse privo di insight rivelatore, nelle risposte degli invitati è emersa una storia d’amore tenuta viva per quattro decenni attraverso “the irresistible power of creativity.”
Matt Beispiel, McDonald’s Senior Director - Global Brand Management introduce il seminario con una riflessione sull’importanza di vincere premi - 77 leoni dal 1979. I premi portano i brand verso luoghi inaspettati perche attirano costantemente nuovo talento creativo. “Awards mean talented people, so better ideas, better results. Awards are about talent.” I competitors possono replicare il prodotto e i prezzi di una marca, ma non possono replicare la creatività e la cultura di un brand, i suoi aspetti intangibili.
Alla domanda sul pericolo di rivalità, Rob Schwartz risponde che le quattro agenzie si considerano non tanto competitors quanto ‘fierce collaborators’ (accaniti), condividendo la loro creatività alla Creative Review Committee, che si riunisce a intervalli regolari. Kate Stephenson: “I felt uncomfortable at first and protective of our work. But then one realizes it is to raise the bar.” Una condivisione di ambizione e di standard qualitativo. Denominato da Mark Tutssel un amplificatore della creatività di ogni agenzia, il Creative Review Committee è un luogo dove mercati e agenzie discutono le campagne e iniziative che ognuno ha sviluppato e valutano peer-to-peer (paritario) su cosa possono fare per rafforzare e dare più impatto a ogni lavoro.
Mcdonald’s è un brand che crede nella creatività. E’ una calamita per individui creativi, che da l’opportunità di lavorare per uno dei top dieci brand al mondo. L’advertising di McDonald’s è fondato su storie umane.
Tutssel: “We are in the people business, not the hamburger business.” Il segreto della migliore creatività è nel ristorante stesso. La magia si trova guardando la gente, osservando i clienti. Per dare un esempio dell’umanità dell’advertising McDonald’s - “talking to people in a real way” - Tutssel cita l’iniziativa australiana quando per celebrare Australia Day nel 2013, tredici outlet hanno cambiato il nome sotto i golden arches (la M iconica) in Macca’s, il soprannome che gli australiani usano affettuosamente da anni.
Juan Carlos Ortiz, che da giovane ha lavorato nella cucina di un McDonald’s a Bogotà, enfatizza che è meglio non essere perfetti per mantenere la mente sempre fresca nella ricerca della perfezione. Citando l’architetto catalano Antoni Gaudì “Originality means going back to the original”, Ortiz incoraggia i suoi creativi di ricordarsi costantemente quale era la scintilla che li ha fatti innamorare in prima istanza.
Lavorando per un business che è people-centred, “you must follow life.”
Richard Ronan
FILMGOOD
adlab@filmgood.smc
In un clima dove esiste purtroppo una costante erosione di rapporto tra clienti e agenzie, il Creative Marketer of the Year McDonald’s a Cannes giovedì scorso ha invitato le sue quattro agenzie globali a riflettere su cosa ha guidato il brand a rimanere con le stesse agenzie per tanti anni. A rappresentare DDB (collaboratore da 44 anni con McDonald’s) - Juan Carlos Ortiz (President Latin America), per Leo Burnett (33 anni) - Mark Tutssel, Global Chief Creative Officer, per TBWA (29 anni) - Rob Schwartz, Global Creative President e per OMD (globalmente, 10 anni) - Kate Stephenson, Global Account Management.
Sebbene il seminario, moderato dalla giornalista Laura Petracca di USA TODAY, è stato inevitabilmente auto celebrativo e forse privo di insight rivelatore, nelle risposte degli invitati è emersa una storia d’amore tenuta viva per quattro decenni attraverso “the irresistible power of creativity.”
Matt Beispiel, McDonald’s Senior Director - Global Brand Management introduce il seminario con una riflessione sull’importanza di vincere premi - 77 leoni dal 1979. I premi portano i brand verso luoghi inaspettati perche attirano costantemente nuovo talento creativo. “Awards mean talented people, so better ideas, better results. Awards are about talent.” I competitors possono replicare il prodotto e i prezzi di una marca, ma non possono replicare la creatività e la cultura di un brand, i suoi aspetti intangibili.
Alla domanda sul pericolo di rivalità, Rob Schwartz risponde che le quattro agenzie si considerano non tanto competitors quanto ‘fierce collaborators’ (accaniti), condividendo la loro creatività alla Creative Review Committee, che si riunisce a intervalli regolari. Kate Stephenson: “I felt uncomfortable at first and protective of our work. But then one realizes it is to raise the bar.” Una condivisione di ambizione e di standard qualitativo. Denominato da Mark Tutssel un amplificatore della creatività di ogni agenzia, il Creative Review Committee è un luogo dove mercati e agenzie discutono le campagne e iniziative che ognuno ha sviluppato e valutano peer-to-peer (paritario) su cosa possono fare per rafforzare e dare più impatto a ogni lavoro.
Mcdonald’s è un brand che crede nella creatività. E’ una calamita per individui creativi, che da l’opportunità di lavorare per uno dei top dieci brand al mondo. L’advertising di McDonald’s è fondato su storie umane.
Tutssel: “We are in the people business, not the hamburger business.” Il segreto della migliore creatività è nel ristorante stesso. La magia si trova guardando la gente, osservando i clienti. Per dare un esempio dell’umanità dell’advertising McDonald’s - “talking to people in a real way” - Tutssel cita l’iniziativa australiana quando per celebrare Australia Day nel 2013, tredici outlet hanno cambiato il nome sotto i golden arches (la M iconica) in Macca’s, il soprannome che gli australiani usano affettuosamente da anni.
Juan Carlos Ortiz, che da giovane ha lavorato nella cucina di un McDonald’s a Bogotà, enfatizza che è meglio non essere perfetti per mantenere la mente sempre fresca nella ricerca della perfezione. Citando l’architetto catalano Antoni Gaudì “Originality means going back to the original”, Ortiz incoraggia i suoi creativi di ricordarsi costantemente quale era la scintilla che li ha fatti innamorare in prima istanza.
Lavorando per un business che è people-centred, “you must follow life.”
Richard Ronan
FILMGOOD
adlab@filmgood.smc

