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LO STORYTELLING DI FILMGOOD: COMFORT The Day I Visited My Son

Nel video di oggi del servizio di FILMGOOD sullo storytelling nell’audiovisual content, una breve riflessione sulla pressione sulle mamme ad essere perfette.
COMFORT The Day I Visited My Son
Regia di Damon Cameron (Collider, Sydney)


Con la verità universale che ‘there are no good or bad mothers, as long as there is love’, Comfort entra nel territorio appropriato da Dove dell’autostima femminile, ma approfondendo un tema forse ancora più empatico, il dubitare non nei confronti di se stessi ma dei propri figli. L’agenzia Ogilvy & Mather Singapore porta l’ammorbidente nato nell’UK in 1969 ed oggi un global brand, a sviluppare il privilegio di sfruttare il proprio successo per comunicare concetti di valore umano universale.

Malgrado un claim - An Extra Dose of Love - che un cinico potrebbe considerare frivolo nello specifico contesto, il brand ammorbidisce la pressione sulle mamme a seguire nozioni di perfezione stabilite dal mercato pubblicitario. Due mamme e due figli riflettono sul loro rapporto, e se avessero dovuto fare diversamente per rendere la vita di ciascuno più serena. Le considerazioni dei quattro protagonisti non contengono né dichiarazioni originali né rivelazioni sorprendenti. Invece, l’insight del breve documentario sta nell’impostazione di non rivelare la parentela specifica, evitando così di fare giudizi e rendendo universale il concetto dell’amore di una madre.



Guarda il video.


Il film-maker australiano Damon Cameron racconta una storia vera con una mano delicata, colpendo lo spettatore con la serenità - e quieta disperazione - delle protagoniste. Il montaggio alimenta la confusione che è alla base dell’idea creativa. La scelta di Jason e Andrew è importante sia concettualmente sia visivamente. Entrambi sono obbligati a passare tempo lontano dalla propria famiglia. Entrambi devono seguire un regime che stimola un senso di protezione nelle loro mamme. Ed entrambi abitano in un complesso istituzionale recintato che permette al regista di mantenere il mistero durante l’azione parallela del finale.

DIALOGO
Patricia: “I absolutely do miss my son. It’s been too long since I’ve been able to speak with him or to know how well he’s faring. And I can hardly wait to see him.”
Kathy. “When you have children, you’re constantly thinking ‘am I doing the right thing for them?’ You question everything you do. Every single day.”
Patricia: “I think that I tend perhaps to be a little over-protective of him somewhat.”
Kathy: “The one time you feel like you’re being too tough. The next time you feel like you’re not being tough enough. I hope I was a really good mother.”
Jason. “My mom was always very caring and compassionate. My mom never stopped trying to always be my friend. I should have let her know that I loved her and that I appreciated her more.”
Kathy: “He always seemed to be the child who was the most difficult to love but the one who needed it the most.”
Andrew: “My mother made sure that I knew through her letters and phone calls how much she loves me, will always love me. And that love will never die. I’m ashamed that it has to come to something like this, for my mom to hear these kind of things from me. I am continually thankful to have a mom like her.”

SUPER
There are no good or bad mothers
as long as there is love.
Comfort.
An extra dose of love

Richard Ronan
FILMGOOD

adlab@filmgood.sm