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McCann Erickson Arts&Strategy Open House presenta 'REaction in REcession'

Il progetto consiste in uno studio che illustra le opportunità da cogliere e le iniziative da intraprendere per presidiare l'equity del brand e guadagnare quote di mercato in un periodo di recessione. Dai dati si evince che il 70% del campione intervistato pensa di dover rinunciare in futuro al proprio tenore di vita, mentre più del 40% pensa di essere di fronte alla fine di ogni sicurezza.

McCann Erickson Arts&Strategy Open House presenta alle aziende REaction in REcession, uno studio che illustra le opportunità da cogliere e le iniziative da intraprendere per presidiare l'equity del brand e guadagnare quote di mercato in un periodo di recessione.

REaction in REcession include un compendio di best practice, italiane e internazionali, e un'analisi di queste per ricavarne valori e messaggi chiave da veicolare per superare la crisi e uscirne rafforzati. Lo studio ha preso avvio da una ricerca qualitativa e quantitativa, che ha coinvolto 10 gruppi tra Milano e Roma, e una ricerca estensiva condotta online con 1030 interviste su tutto il territorio.

L'analisi delle recessioni degli ultimi decenni ha permesso di distinguere le 3 fasi chiave che caratterizzano i periodi di crisi: discesa, caduta e ripresa. Per ciascuno di questi sono stati identificati diversi atteggiamenti e comportamenti del consumatore.

Il 70% del campione intervistato pensa di dover rinunciare in futuro al proprio tenore di vita, ma un 30% di irriducibili pensa comunque che da questa crisi nasceranno nuove opportunità. Nella corsa al back to basics che sembra rincorrersi tra le pagine dei giornali e nei discorsi delle persone, si fa strada un grande bisogno di condivisione espresso da più del 60% degli italiani. Il cinema, la pizza, una telefonata sono le soluzioni più citate per superare le difficoltà quotidiane e i pensieri. 

Cresce e il desiderio di distrazione e le case si attrezzano per soddisfarlo. Circa il 20% pensa di rinnovare o di regalarsi un oggetto per la casa. Si tratta soprattutto di oggetti tecnologici. Lo shopping compulsivo sembra aver fatto il suo tempo, si fa strada un vento di sobrietà che investe soprattutto gli intervistati con famiglia e figli piccoli. Si evidenzia la voglia di consumi culturali che vanno dai viaggi, alle visite a mostre e musei e al cinema.

Oggi sono più del 40% gli italiani che pensano di essere di fronte alla fine di ogni sicurezza.

N.P.